lunedì 31 dicembre 2012

Dalle strade del vino alle strade delle lacrime. Progetti disperati in cerca d'identità e soldi

La notizia di questi giorni è che in Trentino unifica le Strade del vino e dei sapori, un provvedimento che ho già visto essere già adottato anche in altre regioni.
Colgo l'occasione per parlare di quello che sono le strade dei sapori e del vino, progetti di turismo falliti perché mai nessuno si è voluto impegnare nel rendere le strade dei strumenti sia per attirare il turismo che per stimolare la crescita dell'offerta gastronomica italiana.
L'obiettivo per cui sono nate è stato molto diverso, le strade del vino e dei sapori nascono da un grande equivoco che ha  voluto vedere i turisti che mangiano in turisti enogastronomici. 
Per validare questo dato ancora di più sono stati presi nelle statistiche tutti i turisti che si recano in una destinazione e si è dato per certo che questi scelgano la Sardegna perché attirati dal Vermentino Sardo, magari c'è chi si reca in Sardegna per il mare e per le spiagge ed è pure astemio, magari c'è qualcuno che prova in vacanza il vermentino, ma questo non trasforma il turista curioso in turista enogastronomico.
Sono stati cosi creati dei progetti finanziati dall'Unione Europea sulle strade del vino e dei sapori sono nel 2004 erano 230, avevamo perfino la strada dell'olio di mais e della patata fritta. 
Importante non era creare dei prodotti turistici ma dei progetti da farsi finanziare, tutto quello che è seguito strade del vino e dell'olio, ha visto occupare persone poco interessate all'argomento ma a presiedere un posto su una sedia grazie a simpatie politiche, alla fine le strade del vino si sono trasformate in strade delle lacrime nostre ebbene si, perché i finaziamenti arrivano è vero dall'Unione Europea ma pagati da tutti i contribuenti.
Progetti alla cui ri-finanziazione a dieci anni della loro costituzione molti si sono opposti, cosi si riuniscono nella speranza di crearsi una credibilità che si sono giocati già male.
Le strade del vino non solo potevano diventare uno strumento turistico ma anche uno strumento di pianificazione e marketing territoriale in una realtà che vede competere capannoni industriali e agricoltura ma la cecità politica li ha trasformati solo in un pozzo senza fondo, un affare per i politici. 

Strade franchigene e strade delle lacrime nostre
Si sa che la politica le escogita tutte per pagare i propri simpatizzanti, cosi le strade del vino stanno facendo compagnia alle via franchigene, lacrime per lacrime, una più una meno non fa nulla i più pensano.
Con l'arrivo del Giubileo nel 2000 si erano ottenuto dei finaziamento a go go in previsione dell'arrivo dei pellegrini a Roma, neanche fossimo nell'anno 1000 che arrivavano tutti a piedi, cosi sono stati finanziati più progetti per rendere più belle le vie franchigene che portavano i pellegrini da tutta Europa a Roma.
Leggo che  in Toscana si stanno mettendo in sicurezza Via Franchigena per Pasqua 2014, il costo per gli interventi è pari a 4 milioni e mezzo di euro, di cui circa 3 milioni e mezzo a carico della Regione Toscana. A questi punto visto l'intervento attuale e i precedenti degli anni scorsi che le via franchigene siano non dico percorribili ma lastricate d'oro, che dire?
Capite ora perchè la politica è interessata al Turismo lento?  Come vorremmo fare a meno di questa politica cosi generosa verso se stessa!


1 commento:

  1. Carmine caro, non solo gran bello sfogo ma quanta sacrosanta verità !!!

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