venerdì 30 agosto 2013

Val Sarentino: Braunwirt Ristorante, l'etape gourmande in Alto Adige

Continua la nostra serie di etape gourmande o meglio dire soste golose in Alto Adige. Una delle valli meno note dal turismo di massa è la Val Sarentino, ma non è meno bella e affascinante della altre. Negli ultimi anni si è fatta notare ai gourmand come luogo di particolare piacevolezza, uno dei ristoranti più interessanti è il Ristorante Braunwirt, che si trova proprio al centro del paese di Sarentino nella piazza della Chiesa, ed è secondo me uno dei migliori ristoranti dell'Alto Adige.


Ogni visita perchè i locali li visito più volte all'anno è stata un autentica sorpresa, oggi la differenza da un buon e un cattivo ristorante, non sta nel prezzo ma nel rapporto di quest'ultimo con la qualità, la selezione degli ingredienti e dei vini d'abbinamento ai piatti, nella professionalità della cucina, il sapere solleticare il piacere delle papille con il giusto equilibrio dei sapori, un mix che richiede una buona tecnica e una grande passione. 


Queste le ultime proposte: risotto con peperone e gamberi, tagliatelle con gamberi e funghi, petto di faraona con risotto ai finferli glace di rosmarino, entrecote di manzo della Val Sarentino con verdure,  fagottino all'albicocca con sorbetto all'albicocca, ravioli d'ananas con formaggio fresco e frutta e gelato alla nutella.


Non si può concludere la visita di Sarentino con due passi a piedi per il paese, per scoprire botteghe artigiane di lavorazione del cuoio, le pantofole fatte a mano, indumenti ricavati dalla lana di pecora, artigiani della lavorazione del legno.


La Val  Sarentino non è solo etape gourmande ma luogo di piacevolezza all'insegna di una vacanza e relax per le attività di turismo lento come le camminate in montagna, l'andare a cavallo e per i più esperti nordic walking e mountain bike.
La Val Sarentino di può raggiungere da Bolzano oltre che in auto in un comodo bus delle Sad Trasporto locale da Bolzano sono 38 minuti al costo intero di 3,50 è valida anche la Mobil Card Alto Adige.

Rstorante Braunwirt
piazza della chiesa
Sarentino (BZ)
tel 0471 620 165 - fax 0471 623 985
e-mail: info@braunwirt.it



Visualizza Go Slow Green Alto Adige 2013 Etape Gourmande in una mappa di dimensioni maggiori

giovedì 29 agosto 2013

Gli itinerari della Grande Guerra in Friuli Venezia Giulia


Un iniziativa molto interessante ha coinvolto la scuola professionale di Turismo l’ISIS ‘B. Stringher’ di Udine nell'ambito del progetto turistico degli itinerari della Grande Guerra. 
Gli studenti dell'ultimo anno partendo dal progetto hanno costruito degli itinerari del Friuli dedicati alla città di Udine e alla regione che è stata al centro della Prima Guerra Mondiale, ricordata come ultima guerra non tecnologica dell'uomo contro uomo.
Questo progetto mi piace perchè permette di coltivare la Memoria Storica di un luogo e permette di valorizzare il patrimonio storico presente sul territorio che altrimenti rischia di scomparire e affidarlo a dei giovani ragazzi è un modo per renderli partecipi della storia del proprio paese, un modo non convenzionale per conoscere la storia ma più diretto, permette inoltre ai ragazzi di conoscere meglio il loro territorio e di avvicinarli alla montagna.
Sul portale  Itinerari di Guerra ci sono diversi itinerari che si possono ripercorrere ampiamente documentati anche con mappe satellitari, molti di questi sentieri sono stati tracciati proprio da quei giovani ragazzi del '99, percorrere questi itinerari ci rende conto dell'estrema difficoltà un' impresa umana ed eroica dei soldati della Prima Guerra Mondiale, solo toccando con mano e vedendo coi propri occhi ci si rende conto.
Ogni itinerario comprende musei, cimiteri, monumenti e forti oltre a questo sono anche percorsi che permettono di conoscere meglio la flora e la fauna delle Alpi Friulane, di stare in contatto con la natura in luoghi di particolare bellezza paesaggistica della Regione Friuli Venezia Giulia.
Info: Itinerari di Guerra, Friuli Venezia Giulia Turismo

Come non ricordare uno dei bei film di Monicelli, La Grande Guerra

lunedì 26 agosto 2013

Assisi - Ascoli Piceno, il Cammino Francescano della Marca

Una volta quando non c'erano le automobili, l'Italia era costellata di sentieri che collegano le diversi località, i più ricchi li percorrevano a cavallo mentre i più poveri li percorrevano con il cavallo di San Francesco.
I sentieri avevano principalmente due tipi di viaggiatori i pastori per la transumanza degli animali e i pellegrini, non di rado i sentieri collegano conventi e pieve. 
Il Cammino Francescano della Marca tra le regioni dell'Umbria e delle Marche, è un percorso di 175 km che storicamente faceva parte di una via che collegava il mare Tirreno con il mare Adriatico, ricavato in parte dai tratturri delle transumanze appenniniche e parte della via Lauretana che collegava Loreto con Roma.
Di facile percorrenza con una pendenza che varia dai 149 m a 857m, attraversa ben 15 comuni : Assisi, Spello, Foligno, Serravalle di Chienti, Muccia, Pievebovigliana, Caldarola, Cessapalombo, San Ginesio, Sarnano, Amandola, Comunanza, Palmiano, Venarotta, Ascoli Piceno.
Idealmente questo percorso è collegato alla vita di San Francesco è un percorso da lui stesso praticato, che collega il convento di Francesco con il sepolcro di Sant'Emidio d'Ascoli, oggi il cammino di San Francesco viene proposto come momento di riflessione alla scoperta dell'essenzialità della vita e della propria fede.
Al fine di promuovere il percorso si tiene dall'1 all'8 settembre l'evento Cammino Francescano della Marca che ha il compito di valorizzare al meglio questo percorso storico, spirituale e ambientale, personalmente mi auguro che questo percorso di grande interesse sia facilmente usufruibile per 365 giorni all'anno.
Fonte, foto e programma completo su Festival dell'Appennino.

sabato 17 agosto 2013

Ortisei, Val Gardena i costumi tradizionali il 15 Agosto

Costumi tradizionali nell'epoca della globalizzazione dell'abito sembra una contraddizione, c'è chi vuole cercare di conservare gli abiti della tradizione a dispetto della modernità, non è solo una visione nostalgica o un modo per attirare i turisti, i vestiti tradizionali conservano un arte che rimane unica, diversa da paese a paese, non solo i colori e le stoffe ma anche un artigianalità, un sapere che si trasforma in una ricchezza per una comunità.


I costumi gardenesi sono considerati tra i più ricchi e interessanti dell'arco alpino, per la varietà e la raffinatezza dei dettagli, ogni famiglia, ogni piccola comunità ha elaborato una propria identità nell'abito, c'è la storia della famiglia e della comunità in ogni singolo dettaglio, ogni merletto, ogni colore, ogni stoffa, ogni fascia colorata. Un arte appresa dalle diverse conoscenze del girovagare nel mondo dei gardenesi che hanno portato all'elaborazione e all'adattabilità dei diversi costumi locali (non si può non notare una certa familiarità di alcuni dettagli negli abiti portoghesi, spagnoli ma anche ungheresi), un abito che in valle Gardena crea l'identità della comunità.



Quale migliore occasione per conoscerli da vicino, invece delle sfilate direttamente il giorno delle festa, il 15 Agosto all'uscita della Messa. 
Un invito ad osservare i dettagli come il luccicante copricapo a punta delle ragazze giovani chiamato in ladino “gherlanda spiza”. Una volta quando non c'erano i media, l'abito era una indicazione della storia della famiglia di chi lo indossava, la sua provenienza, il suo status sociale nella comunità, il suo mestiere, di fronte agli abiti oggi tutti uguali che esprimono la propria personalità questi abiti esprimono lo spirito della collettività, la storia e la tradizione della cultura ladina della Val Gardena.




 Non potevano mancare in una giornata di festa i suonatori




Post Correlati:

martedì 13 agosto 2013

Ortisei, raduno delle Vespe in Val Gardena


Non so quanto tempo era che non vedevo una Vespa, mi ricordano la mia infanzia, le aspirazioni e i sogni di un' Italia in bianco e nero. Sono passato per caso a Ortisei in Val Gardena, domenica 11 Agosto e sono stato sorpreso da un raduno delle vespe organizzato dall'associazione locale Val Gardena Vespa Club. 

Devo dire che rivedere quello che nel bene e nel male è stato il primo mezzo di locomozione del dopoguerra mi ha molto divertito, la vespa è stato il mezzo di trasporto che ha cambiato il modo di spostarsi degli italiani, oggi lo possiamo guardare con occhi romantici, un po' vintage ma ha segnato un epoca, mi ha molto colpito la passione di tanti amatori nel conservare modelli che possiamo ora considerare storici.

La vespa non è stata solo un fatto di costume ma anche un impulso economico, segno di una grande creatività che c'era in Italia in quel periodo e che forse bisognerebbe trovare di nuovo, non si può vivere di passato ma da questo imparare per creare un futuro.
Oggi è un esempio nel mondo intero di Italian Style a noi piace anche se all'epoca raggiungeva velocità inaudite, oggi permette piccole velocità che a noi piacciono molto.



sabato 10 agosto 2013

Gasthof Ansitz Fonteklaus, etape gourmande e ospitalità nelle locande storiche dell'Alto Adige

Circondato dai boschi e dal silenzio della Valle d'Isarco tra le località di Lajon e Gudon, c'è la Gasthof Ansitz Fonteklaus. Luogo dell'ospitalità storico tenuta di una nobile famiglia, poi padiglione di caccia della Famiglia Jenner oggi è un luogo dell'ospitalità un oasi di silenzio, natura e benessere con una locanda storica e una piscina naturale.



Quello che più sorprende è il silenzio e la vista della valle d'Isarco, ma è tutto lontano e distante dai rumori della strada come dallo stress della vita quotidiana.
La Gasthof Ansitz Fonteklaus si può raggiungere a piedi da Lajon e Chiusa, arrivarci in automobile dall'autostrada è molto semplice e una piacevole avventura dall'autostrada del Brennero uscita Chiusa Val Gardena, la strada è tra uscita dell'autostrada, la seconda a sinistra in coincidenza sulla destra dello svincolo di Chiusa, si sale per circa tre km tra masi agricoli e bosco.



I tavoli all'aperto in questa stagione, sono disposti sotto un grande albero secolare, ad attenderci una cucina che vede nella tradizione altoatesina un ponte verso la cucina moderna e innovativa attraverso la valorizzazione degli ingredienti locali. 


Facile da dire più difficile da fare ci vuole professionalità e impegno, qualità che non mancano allo chef della Fonteklaus, ricordiamo nella nostra ultima visita: ravioli di barbabietola con formaggio, ravioli di patate fritti con salsa all'erba cipollina, canederli di grano saraceno con porri arrostiti e come dessert il semifreddo di sambuco.
Un buon rapporto qualità prezzo due piatti (sui 25/30 euro) e una ottima selezione di vini locali.
Gasthof Fonteklaus dispone anche di camere e appartamenti a partire da 38 euro pernottamento e prima colazione e 55 euro a persona in mezza pensione. 

Gasthof Fonteklaus OHG, des Arnold und Andreas
Freins, 4 Lajen
I-39043 Chiusa
Prov. Bolzano
Tel +39 0471 655 654
Fax +39 0471 655 045
info@fonteklaus.it



Visualizza Go Slow Green Alto Adige 2013 Etape Gourmande in una mappa di dimensioni maggiori

venerdì 9 agosto 2013

Il Museo Nazionale Archeologico di Cerveteri si trasforma in museo vivo


Nuove tecnologie entrano nei musei per coinvolgere e rendere più interessante la visita, a Cerveteri si può toccare la teca del reperto scelto cosi appare Piero Angela a illustrarne la storia in 6 lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco, giapponese.
Il Museo Nazionale è ospitato nel duecentesco Castello Rispoli della città, la collezione, ordinata cronologicamente in due grandi sale su due piani dell’edificio, è composta prevalentemente da corredi e materiale funerario del primo millennio a.C. 
I pezzi esposti provengono da più necropoli come quella di Sorbo, ( composta da  in cinerari e vasellame in ceramica, elmi e ciotole, fibule e fusaiole, materiale bronzeo e corazze) dalla necropoli di Monte Abatone ( primi buccheri ceretani a pareti sottili del VII sec.)  reperti dal santuario di Hera a Manganello (VI-IV secolo), con materiale architettonico, corredi del IV-I secol,  sarcofagi in pietra con coperchio figurato e una serie di cippi funerari maschili (forma fallica) e femminili (a casetta).
Questa nuovo modalità potrebbe dare una nuova vita al museo, un nuovo modo per presentare i beni culturali , una tecnica non invasiva, rispettando il lavoro degli archeologi, ma che mira a ricreare o forse si potrebbe dire a spettacolizzare il museo.
Oggi si è modificato il diverso modo di usufruire della cultura, viviamo in un mondo ipertecnolgico e il viistatre ha bisogno di essere guidato facilmente in quello che vede, nella modalità che lui conosce meglio, anche se una visita in un museo andrebbe preparata prima attraverso l'informazione e la lettura, ma non sempre questo oggi è possibile.
Questa novità permette di mettere in rilievo tutta l'area archeologica di Cerveteri, che ha una nella necropoli della Banditaccia una delle più più grande e interessante del mediterraneo.
Indirizzo: Piazza Santa Maria, Cerveteri