lunedì 31 marzo 2014

Lisbona: la Ginjinha


Tra le note del fado e il vento che soffia dall'oceano Atlantico, una delle cose che un viaggiatore a Lisbona non può non fare è un assaggio di Ginjinha.
In un primo momento lascia un po' stupiti questo liquore all'amarena dolce ma anche speziato, ma dopo qualche giorno non potrete più farne a meno una specie di rito per chi vive a Lisbona.
Ho abitato un anno in Portogallo e nove mesi a Lisbona nel 1988, non proprio tutti i giorni ma un giro di Ginjinha non me lo sono fatto mai mancare.
Questo liquore la cui origine non è ben chiara, secondo alcuni è originario di Obidos, una piccola località vicino Lisbona, un borgo medioevale molto bello, secondo altri da Alcobaça, una località più a nord, dove ha sede il Monastero di Alcobaça, uno dei Monasteri più importanti del Portogallo.
La creazione di liquori con la frutta è una consuetudine diffusa in passato in tutto il mediterraneo, in particolare con le amarene, dalle Marche alla Croazia.


Una delle motivazioni principali era l'utilizzo dei frutti dell'albero di Amarene (prunus cerasus) per un uso medicinale, per esempio i penduncoli dei frutti venivano essicati e utilizzati per le loro proprietà diuretiche, i frutti delle amarene trovavano impiego come rimedio per la cistite e l'insufficienza renale.
Secondo fonti religiose fu il monaco Francisco Espinheira del Convento di San Antonio a creare la Ginjinha, grazie alla ricerca di un rimedio per l'artrite, provò a macerare del Brandy con amarene, zucchero e cannella.
Non trovò il rimedio contro l'artrite come avrete già capito ma fece felice più d'un portoghese La Ginjinha è un  liquore ha un sapore forte, intensamente profumato con amarene di colore rosso scuro , il liquore ha due varietà distinte: quella semplice senza frutta all'interno e quella con la frutta dentro, a volte aromatizzato con vaniglia .


Tre sono i luoghi per degustare la Ginjinha a Lisbona molto vicino uno con l'altro lo storico Ginjinha Espinheira, in largo de são Domingos, la Ginjinha Sem Rival  rua das Portas de Santo Antão e la Ginjinja Cafè Rubi, Rua Barros Queiróz 27.
In questo periodo a rischiare la chiusura è il Ginjinha Sem Rival, Lisbona sta cambiando, molti investimenti stranieri nel centro storico, fanno chiudere molti locali storici, edifico che ospita la Ginjinha Sem Rival sarà trasformato in un albergo, tanto che sono scesi in piazza intellettuali e politici alla difesa di uno dei locali storici di Lisbona.
Se invece andate a Obidos, ricordate che è tradizione servire la Ginjinja o meglio la Ginja de Óbidos in bicchieri di cioccolato, tra i produttori più noti: Licobidos, Frutobidos, Ginjadeobidos.

Info: Visit Lisboa

La mappa dove trovate i bar per la Ginjinha e in anteprima i luoghi del post le migliori pasticcerie di Lisbona che pubblicherò tra un po' di tempo



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giovedì 27 marzo 2014

Splendori delle corti italiane: gli Este Rinascimento e Barocco a Ferrara e Modena, Venaria Reale (TO)

© Foto Consorzio La Venaria Reale
Presso la Reggia di Venaria Reale in provincia di Torino, è in corso una delle mostre più interessanti di questa primavera.
Ha come protagonista la famiglia nobile degli Este, prima Duchi di Ferrara e poi Duchi di Modena e Reggio, negli ultimi anni il mondo dell'arte ha rivalutato le nobili famiglie italiane che tra l'inizio dell'anno mille all'unita d'Italia hanno con alterne fortune avuto un ruolo storico e politico, ma soprattutto culturale in quanto in qualità di mecenati hanno favorito il crescere e lo sviluppo delle arti.
Proprio in questa mostra si percepisce l'importanza da parte degli Este, duchi di un area non molto grande ma che hanno lasciato sul territorio sia un ricco patrimonio storico architettonico sia culturale .
La mostra ripercorre un periodo storico che coinvolge, Umanesimo, Rinascimento e Barocco , dal Cinquecento al Settecento attraverso opere di  Cosmè Tura, Dosso Dossi, Correggio, Tiziano, Tintoretto, Guercino, Velàzquez Jean Boulanger ed altri.
La mostra si sofferma in particolare nel periodo del duca Alfonso I (1505-1534) a Ferrara, committente di Tiziano, Dosso Dossi e su Francesco I (1629-1658) duca di Modena e principe di Carpi, i cui ritratti furono realizzati dal Velázquez e dal Bernini.
La mostra unica nel suo genere dedicata sugli Este. ha riunito a Venaria Reale dipinti proveniente sia dall'Europa che dall'Italia, in mostra tre dipinti proprio restaurati dopo il sisma del 2012 dell'Emila Romagna dal Centro di Conservazione e Restauro di Venaria Reale. provenienti dalla Galleria Estense e da Mirandola.
Arrivare a Venaria Reale:  Venaria dista circa 10 chilometri dal centro di Torino, si può raggiungere anche senza auto sia in treno con la linea  Torino Dora-Ceres (fermata Venaria, viale Roma) oppure in Bus da Torino, Venaria Express che parte da Corso Stati Uniti angolo Corso Re Umberto e conduce a Venaria Reale Borgo Castello al costo di 3 euro.
Info: La Venaria Reale, dal 8 Marzo al 6 Luglio 2014 Tel. 011 4992333 
Fonte Foto: Consorzio La Venaria Reale.


domenica 23 marzo 2014

Roma, sulle orme di Jep Gambardella, la Grande Bellezza Roma in tour

Al di là dei giudizi che si possono trarre, il film di Sorrentino, il premio Oscar come Migliore Film Straniero ha messo in mostra una Roma a volte nota a volte no, ma cosa ci fatto vedere il film?
La casa di Jep Gambardella, cene e feste con vista sul Colosseo, l'antifeteatro più grande del mondo, il più imponente monumento della Roma antica giunto fino a noi, fu iniziato sotto Vespasiano nel 72 dc, pensate può contenere tra i 50.000 e gli 80.000 visitatori, ancora oggi gli stadi fanno fatica a contenere questo numero di persone.
Una delle conquiste di Jep Gambartella è stato Orietta, impersonata dall'attrice Isabella Ferrari, che lo porta in un appartamento in piazza Navona, sotto uno dei campanili della Chiesa di Sant’Agnese in Agone, la chiasa nata per volere di Papa Innocenzo X della famiglia Pamphili.
Palazzo Sacchetti, dove vive Viola, l’amica ricca con il figlio problematico, di proprietà della famiglia Sacchetti fu progettato dal Antonio da Sangallo nel 1542, una delle dimore storiche di Roma, ha una bellissima sala dei mappamondi nota in tutto il mondo.
Palazzo Taverna, dove vivono nel film i nobili in affitto Principi Colonna di Reggio, un antico Palazzo di Roma, abitato dai Orsini e Borgia, molto bella la Fontana seicentesca.
Santa Maria del Priorato all’Aventino, convento benedettino restaurato dal Piranesi appartiene ai Cavalieri dell'Ordine di Malta, tra i giardini più belli di Roma.
Le sculture dei Musei Capitolini. cortile di Palazzo Altemps, lo scalone monumentale di Palazzo Braschi, sede del Museo di Roma.
Il dipinto la Fornarina di Raffaello in Palazzo Barberini, dove jep di sofferma a guardare il dipiento nella visita notturna, è la Galleria Nazionale Barberini, dove sono conservati alcuni capolavori della pittura italiana da Caravaggio, Lorenzo Lotto, El Greco, Tintoretto, Tiziano.
Basilica Santa Sabina , una delle chiese storiche di Roma fondata nel V secolo, vicino al giardino degli aranci, dove l'attore di notte prende un arancia.
Palazzo Spada, nel cortile si visita la celebre Galleria Prospettica realizzata dal Borromini, il palazzo conserva la collezione del Cardinale Bernardino Spada con dipinti del XVII° secolo.
Villa Medici.Nel 1576 la proprietà fu acquisita dal cardinale Ferdinando de' Medici, che fece completare i lavori da Bartolomeo Ammannati, oggi è sede dell'Accademia di Francia, ha un programma culturale ricco e varia che attrae visitatori da tutto il mondo.
Palazzo Brancaccio dove nel film i protagonisti si sottopongono alle iniezioni per ringiovanire l'aspetto.
Villa Giulia, luogo della mostra d'arte dell'artista che si fa fotografare tutti i giorni da quando è nato; la villa voluta da Papa Giulio III ospita oggi il Museo Nazionale Etrusco
Terme di caracalla , la scena del film dove la giraffa che sparisce, furono volute dall'Imperatore Caracalla oggi è sede di spettacoli teatrali di grande richiamo.
Un tour per Roma insolito che si può fare da soli a piedi oppure in tour con Roma Turismo che propone perfino 3 itinerari sul tema del film la Grande Bellezza.

Per consigli per una Roma Slow, B&Breakfast, ristoranti, osterie e pasticcerie
Go Slow Green Roma.





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mercoledì 19 marzo 2014

Le settimane della buona cucina in Valle Isarco 14 Marzo- 30 Marzo, Eisacktaler Kost

Torna la primavera in Alto Adige è più precisamente nella Valle Isarco con questa iniziativa che ci accompagna da 42 anni
Mentre ancora sui pendi c'è ancora la neve per delle dolci sciate di fine stagione qualche metro più in là, abbiamo le settimane della buona cucina che coinvolge 20 ristoranti di tutta la valle con menù speciali alla scoperta dei prodotti del territorio.
Cucina tradizionale ma che si fonde con le nuova ricerca enogastronomica dagli ingredienti a km zero, dei prodotti biologici, della riscoperta della cucina del territorio, tra gli esempi più fortunati: al Ristorante Pitzock lo stinco d’agnello della razza autoctona della Val di Funes, mentre al Romantik Hotel e Restaurant Stafler, i menù saranno dedicati alla degustazione dei formaggi locali tra le specialità Schlutzkrapfen di farina di carrube ripiene di formaggio di malga.
Le città coinvolte sono Bressanone, Villandro, Velturo, Varna, Chiusa, Gudon, Funes, Vipiteno, Campo di trens.
Per i lettori di questo blog molti di questi ristoranti gli abbiamo già visitati in questi anni, quest' anno segnaliamo oltre al ristorante Pitzock e l'albero ristorante Stalfer  già citati:
Il Maso Kircherhof ad Albens tra Bressanone e l'uscita dell'autostrada di Chiusa Val Gardena, in perfetta filosofia green, prodotti freschi e sani proveniente da un ciclo di vita sostenibile, orti e terreni di coltivazione di proprietà del maso. Si offre pernottamento con appartamenti realizzati con materiali naturali, adatti alle persone allergiche. Il ristorante attinge a solo materia prima locale alcuni esempi di questa settimana Tagliatelle di pane integrale con ricotta di capra, speck e crescione fresco dal nostro orto e Tortina di grano saraceno con gelato di prugne del maso. Si organizzano durante l'anno seminari sulle Erbe di campo, Canederli, Pane e dolci.
A Velturno invece Hotel Ristorante Taubers Unterwirt, dove le settimane della buona cucina saranno accompagnate con degustazione di vini con i produttori locali biologici Radoar, Zöhlhof e Garlieder, corso di cucina con lo Chef Eugen Brugger. .
Un mondo d'arte culinaria da scoprire, per iniziare una primavera con gusto

Napoli, Monete ed economia nel mondo antico, una collezione di 150.000 monete

Al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, domenica prossima, per le iniziative le Domeniche di Campania Artecard, ci sarà una mostra dedicata alle monete antiche, la mostra sarà accompagnata da esperti d'archeologia, storia e numismatica che ne racconteranno gli aspetti economici e sociali legati alla storia e all'uso delle monete.
La mostra che si chiamerà "Monete ed economia nel mondo antico", si avvale di diverse collezioni di monete pervenute casualmente nel corso degli anni a Napoli.
Si potrà vedere un settore dedicato alle monete di Pompei ritrovare negli scavi.
Una parte delle monete in mostra risale al '500 alla collezione Farnese, arrivò è Napoli con Carlo di Borbone, alcuni dei suoi pezzi risalgono a precedenti raccolte di monete acquistate dai Farnese, possiamo trovare raffigurati volti storici e monumenti che oggi non più identificabili.
Un altra parte della mostra arriva dalla collezione di un altro celebre personaggio storico, il cardinale Stefano Borgia, la cui collezione privata venne acquistata dal re di Napoli Gioacchino Murat. La collezione del cardinale Borgia comprende monete storiche dell' Etruria, Umbria, Lazio, Roma e nell'Italia centrale adriatica.
Parte delle monete invece sono del Museo che racconta la storia monetaria dell'Italia meridionale dal VI secolo a.C. fino all'età medioevale e moderna un tempo di ben venticinque secoli.
Napoli è raggiungibile con i treni Italo Treno e Trenitalia, dalle principali località italiane.
Info: Museo Archeologico di Napoli in collaborazione con Campania Artecard
Museo Archeologico di Napoli. Piazza Museo 19 T.081 442 2149 Fermata Metro Museo 1 

sabato 15 marzo 2014

Sermoneta : i cavalieri Templari e la salsa al cedrangolo



Il borgo di Sermoneta, in Provincia di Latina, è uno dei borghi medievali meglio conservati d’Italia, con il maestoso Castello Caetani che domina il promontorio con la sua torre alta ben 42 metri, dove si rivive l'atmosfera d'altri tempi, dall'arrivo dei Cavalieri Templari, i Borgia, i Caetani, oggi Sermoneta guarda l'agro pontino, alla coltivazione degli agrumi, la coltivazione dei kiwi, gli insaccati di bufalo, il broccolo di Sezze, tuttavia il borgo conserva un ambiente unico ricco di piccole case, piccole botteghe tra cui artigiani che sanno lavorare le spade come ai tempi dei Templari.
L'arrivo dei Cavalieri Templari a Sermoneta di ritorno dalle crociate è testimoniato dalla fondazione dell' Abbazia di Val Visciolo, tuttavia la città è ricca dei simboli dei Templari. Secondo alcune leggende furono i templari che portarono nel basso Lazio gli Agrumi e non i saraceni come comunemente si è indotti a pensare. 
A quel tempo gli agrumi, venivano adoperati sono nei giardini come elemento decorativo, tuttavia si ritiene che i templari in oriente avevano conosciuto anche le qualità farmacologiche, infatti portarono limone, cedrangolo e l'arancio amaro il melangolo, sarà solo qualche secolo dopo che i Portoghesi portarono invece l'arancio dolce che noi conosciamo oggi, che ancora oggi le arance vengono chiamati portogalli.
Pare che prima di allora in Italia fosse diffuso solo il cedro come agrume, ma dall'anno mille in poi troviamo il cedrangolo, che viene adoperato a Sermoneta per fare una salsa o meglio condimento, un olio aromatizzato che con aggiunta di erbe aromatiche, tradizionalmente si condiva la pasta e le carni.
Oggi invece più semplicemte la salsa la troviamo come Salsa Trambolotto proposta da simposio e viene più spesso fatto con limone e più erbe aromatiche del luogo come menta, ma anche fungo porcino, e viene presentato con la pasta per essere servito con la bottarga.



I dolci tradizionali di Sermoneta
Sermoneta, un paese dove oltre alle bellezze legate al suo territorio ed alla sua storia è ricchissima anche di tradizioni gastronomiche che vengono passate di madre in figlia come la tradizione vuole.
Ciambelle al magro, secondo la tradizione vengono preparati con farina, olio e vino, passati nello zucchero e nella cannella prima di cuocerli in forno.
I Giglietti, un impasti di farina, uova, zucchero a cui viene dato la forma del Giglio, che nel medioevo era simbolo di regalità economica e spirituale.
I Pezzetti chiamati anche tozzetti alle mandorle, con farina, miele, nocciole o mandorle a cui si abbina un bicchiere di vino bianco dolce amabile del Lazio come Frascati o un Marino secco o dolce.
Le Pezzette, un impasto di farina, zucchero, uova e cannella.
Torta di ricotta, comune in tutto il Lazio fatta con farina, zucchero, uova, cannella e ovviamente ricotta, al quale posso essere aggiunti il sapore degli agrumi oppure di liquore di visciole.
Interessante vedere a Sermoneta: il Castello Caetani, I giardini di Santa Ninfa, Abbazia Val Visciolo, la loggia dei Mercanti, Cattedrale di Santa Maria.

Dormire a Sermoneta
Ostello e locanda San Nicola, via G. Matteotti n°1, Il nido appartamenti , Casa per vacanze Le camere pinte Via G. Matteotti n° 3, Bed & Breakfast A casa di Sonia, Via Monticchio n°73.

Mangiare a Sermoneta
Nel tempo questo piccolo borgo è diventato una meta gourmande, oltre al Ristorante Il Giardino del Simposio, Via della conduttura,2 e Ristorante Simposio al Corso, Corso Garibaldi, 33 segnaliamo il Pomoarancio, nella piazza del popolo con un bel giardino di piante d'arancio, Antico Emporio Stivali in piazza del Comune 2, Bonifacio VIII in corso Garibaldi 39, Chichibio Corso Garibaldi 43,  Agriturismo la valle dell'Usignolo.

19 Marzo, la tradizionale Festa dei Fauni
In occasione della Festa di San Giuseppe, patrono di Sermoneta, si organizza la tradizionale “festa dei fauni”  durante la quale vengono accessi enormi falò al centro di ogni rione in un’animata gara fra le varie contrade che vede vincitore il rione con il falò più alto e più bello. La gara va avanti per tutta la notte, mentre sulla brace dei fauni si arrostiscono salsicce, braciole ed altre specialità culinarie locali.
Nota dolente di Sermoneta sono i collegamenti si è un po' costretti ad arrivare in auto, 15 km da Latina e 70 km da Roma, sarebbe molto bello che da Roma si organizzasse un bus o un collegamento costante per Sermoneta, se si vuole puntare sul turismo da parte della località, in qualsiasi caso c'è un bus dalla stazione di Latina.
Info e fonte: Comune di Sermoneta, Fondazione Caetani, Sermoneta.netil mio lazio, La riviera di Circe



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martedì 11 marzo 2014

Laion, Loidner Markt, la fiera annuale dell' 8 Marzo

Un blog deve essere anche personale, per questo vi faccio vedere i paesi dove vado, cosi sabato mattina mi sono trovato di passaggio a Lajen Laion, in provincia di Bolzano, dove spesso passo le mie giornate lente e rilassanti e dove sembra che sia arrivata la primavera.
Vi parlo spesso di paesi piccoli dove potere ritrovare un ritmo di vita più lento e interessante, gli ho chiamati paesi lenti , dove il viaggiatore trova la storia, l'ambiente e la cordialità che solo i posti più piccoli riescono a dare.

La riscoperta delle cose semplici, di come può fare festa solo il suono a di una fisarmonica, dove vedere dei bambini in coda per lo zucchero filato, dove per essere contenti basta un palloncino, dove nel giorno di mercato è assalto alla bancarella dei dolci, dove il giorno di festa si comprano le calze e calzine per tutta la famiglia, dove si dimostra di essere grandi perché si sa tagliare con la sega a mano il legno.


Dove la gente si incontra per il piacere di stare insieme e io malato di civiltà, malati di fiere ed eventi per milioni di persone sempre annoiate, mi sento una specie di viveur che guarda incredulo di come può essere bello e allegro un mercato di paese e di come ti coinvolge in modo pacato e sereno.


Lajen offre dal punto di vista turistico è un ottimo punto di partenza per le Dolomiti, offre diversi percorsi da fare a piedi tra i masi, tra chiese e cappelle tra testimonianze di fede e testimonianze storiche, il più famoso è quello dedicato a Walther von der Vogelweide, poeta tedesco vissuto tra il 1170 e il 1230 tra i personaggi più noti della letteratura tedesca e del Sud Tirolo, la località offre inoltre anche percorsi da fare in Nordick Walking, info presso l'Associazione del Turismo di Laion.

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Laion, il paese dei ciliegi
Il dolce cammino dell'autunno in sudtirolo

mercoledì 5 marzo 2014

Vendemmia ai piedi delle Ande, Fiesta de la Vendimia, Mendoza, Argentina

Questa blog parla e valorizza il turismo di prossimità, ma ogni tanto è bene fare un eccezione per scoprire cosa avviene dall'altra parte del mondo, dove l'Estate è finita e inizia l'Autunno.
Vi voglio portare in viaggio virtuale con me in Argentina a Mendoza ai piedi delle Ande, dove si svolge dal 2 Marzo al 11 Marzo la Fista de la Vendimia, suona a noi nel mese di Marzo un po' originale parlare di Vendemmia, ma è un evento tra i più popolari e spettacolari al mondo e nel Sudamerica è secondo solo al Carnevale di Rio.
Un evento del cuore dal momento che c'è a Mendoza una delle comunità d'italiani all'estero più grande nel mondo che arriva anche dal mio paese d'origine, è innegabile il contributo che questa comunità ha potuto dare al settore vinicolo e agro alimentare.
La Festa della Vendemmia nasce nel 1936, con la benedizione della frutta, ogni a anno a mano a mano si sono aggiunti nuovi eventi come le sfilate come il Carrusel e La Via Blanca notturne e diurne con abiti tradizionali, musica, canti, balli e degustazioni.
Il più grande spettacolo si svolge nel famoso Teatro Greco Frank Romero Day, dove il pubblico ha la possibilità di vedere uno dei spettacoli più maestosi al mondo con un un migliaio d'artisti sul palco e luci ed effetti particolari tra i più originali nel mondo.

A questo si unisce la vista nelle aziende vitivinicole di Mendoza, sulle Rutas del vino, una realtà prima agricola ma anche economica che fa da traino all'economia dell'intera nazione Argentina.
L'Argentina è il 5° produttore mondiale di vino, ma più dell'80% della produzione viene consumata dalla domanda interna, solo da poco i vini argentini sono conosciuti all'estero come il Sirah, Merlot, Tempranillo, Cabernet.
A portare la coltivazione della vite nella regione di Mendoza furono i missionari gesuiti, solo nel XIX° secolo invece a dare impulso alla coltivazione della vita arrivo un produttore francese Michel Aime Pouget, che introduce il vitigno Malbec, che qui trova il suo ambiente ideale, oggi le cantine più grandi sono rappresentate da Bodega El Lagar Carmelo Patti, Cantina Ruca Malen di Jean Pierre Thibaud. Atamische, Bodega Familia ZuccardiBotega Septima, Bodega Navarro Correas, Bodega Familia Cecchin,  fa un certo effetto vedere queste tenute sotto delle montagne alte 6.000 m dai ghiacci sempre innevati.
Mendoza non è solo le strade del vino ma anche la Cordigliera delle Ande con i maestosi luoghi di  Puente del Inca, Vallecitos, Villavicencio e Uspallata, il Monte Agoncagua, per la pratica degli sport all'aria aperta.
Tutto mi dice che almeno una volta nella vita bisogna vedere Mendoza e la Festa della vendemmia per capire la passione incondizionata del popolo argentino per il vino.

martedì 4 marzo 2014

Riaperta la tratta ferroviaria tra Andora a Diano Marina, della linea Milano Ventimiglia.


Si è riaperta oggi, 4 marzo, dopo le pressioni nazionali e internazionali la linea ferroviaria che divideva in due la Liguria, i treni passano con una velocità controllata perchè i lavori non sono completati. La regolarizzazione del percorso e dei tempi richiederà ancora giorni.




Si ringrazia il Secolo XIX per la news e il video
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