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Beato Angelico a Firenze dal 26 Settembre al 25 Gennaio a Palazzo Strozzi e Museo di San Marco

Dopo il 1955 questa è la prima mostra dedicata al Beato Angelico a Firenze. L'evento dedicato al pittore toscano vuole rendere merito a quest'artista che per diverso tempo è stato poco noto al grande pubblico ma rimane un' artista importante nella storia della pittura italiana.



A supportare questa mostra opere provenienti da tutto il mondo, di cui ben 28 opere restaurate recentemente che è possibile ammirare in una nuova luce e in nuovi colori che riescono a renderci una visione più completa e ricca della sua arte.

Il pittore è vissuto tra '300 e '400 ed è stato uno degli artisti che ha introdotto nell'arte pittorica i principi artistici del Rinascimento, non sappiamo in realtà se consapevole o meno ma sicuramente ha utilizzato prospettiva, luce e colori per potersi esprimersi al meglio.

La singolarità di questo artista inizia dal suo nome anzi sarebbe meglio dire da come veniva chiamato, Beato Angelico è chiaramente una denominazione, un appellativo perché la beatificazione ufficiale arriverà solo nel 3 Ottobre 1982 da Papa Giovanni Paolo II, più di 500 anni dopo la sua morte.


Quello che tutti noi chiamiamo Beato Angelico in realtà si chiamava Fra Giovanni da Fiesole, era un frate domenicano, per via della sua arte e del suo carattere veniva soprannominato Fra' Angelico. il primo documento con l'appellativo Angelico fu nel libro Le vite scritto dal Vasari nel 1550.

Il termine Beato invece lo si aggiunse secondo alcuni qualche anno dopo la sua morte, secondo molti altri già in vita, gli venne dato questo appellativo più volte da diverse fonti per il valore spirituale oltre che artistico della sua opera.

Il Beato Angelico, lo chiamiamo anche noi cosi, voleva che la pittura o meglio che la sua arte pittorica fosse un mezzo per illustrare le scene del Vangelo.

Lo scopo era quello di servirsi della pittura per insegnare il vangelo attraverso le immagini e contribuire così alla salvezza di tutte le anime. 



Nell'epoca di Beato Angelico non c'erano libri come gli intendiamo oggi, erano più pergamene  o non c'erano scuole se non per i nobili, il Beato Angelico riteneva che tutti gli uomini dovevano conoscere il vangelo. Di conseguenza il vangelo. era un arte più oratoria, con il Beato Angelico diventa un' arte pittorica, un concetto che possiamo ritenere ancora oggi innovativo. 

La luce di cui si serve nelle raffigurazioni ha un valore mistico, è espressione di grazia e bellezza divina, che potevano essere utili a indicare la salvezza dell’uomo, sanno cogliere perfettamente l'animo e lo sguardo dell'osservatore.

Questo nobile intento nel suo caso particolarmente riuscito. 
Il Beato Angelico raffigurò sempre soggetti sacri, come Madonne, Santi, Annunciazioni, la Passione di Cristo, d'altronde era un frate domenicano. 

La particolarità che contraddistingue tutte le sue opere è che le figure rappresentate infatti sembrano essere reali, rappresentano la realtà che poteva vedere tutti i giorni, unita poi alla luce delle sue opere che sapevano catturare attenzione e trasmettere un chiaro messaggio del vangelo.

Le informazioni che abbiamo sulla sua vita sono dovute a un uso improprio dell'interpretazione della sua opera, il Savonarola lo rende un esempio da seguire, si tendeva a presupporre che la superiorità artistica fosse frutto della sua superiorità spirituale! 

Difficile al giorno d'oggi dirlo quello che rimane è la sua opera di grande valore artistico.



La mostra è divisa in due da una parte Palazzo Strozzi e dall'altra Museo San Marco. L’esposizione riunisce tra le due sedi oltre 140 opere tra dipinti, disegni, sculture e miniature provenienti da prestigiosi musei quali il Louvre di Parigi, la Gemäldegalerie di Berlino, il Metropolitan Museum of Art di New York, la National Gallery di Washington, i Musei Vaticani, la Alte Pinakothek di Monaco, il Rijksmuseum di Amsterdam, oltre a biblioteche e collezioni italiane e internazionali, chiese e istituzioni territoriali.

Per saperne di più : 
Dal 26 Settembre al 25 Gennaio 2026

Visit Tuscany Sito turismo ufficiale Regione Toscana
FeelFlorence Sito turismo ufficiale Firenze
.

Commenti

  1. Grazie per questa preziosa segnalazione, Carmine e per le dettagliate informazioni storiche.
    Un caro saluto,
    MG

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  2. Mostra bellissima ! Purtroppo non credo che avrò la possibilità di andare a Firenze a vederla, peccato, mi sarebbe piaciuta. Ho letto con interesse il tuo post, grazie al quale ho conosciuto meglio questo artista. Saluti.

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  3. Grazie per questo post, una mostra molto ma molto interessante! Buona serata :)

    RispondiElimina
  4. Carmine grazie per questo interessantissimo post, ho imparato moltissime cosa che non sapevo.
    Un caro saluto
    enrico

    RispondiElimina
  5. Ciao Carmine, grazie per tutte queste informazioni su uno dei grandi artisti del nostro panorama! Un abbraccio a presto :)

    RispondiElimina
  6. Splendido post, è sempre un piacere leggerti!

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  7. Sempre molto interessante! Mille grazie, Carmine!

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  8. Tanti Auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo.

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  9. Mi hanno sempre stupito per la loro bellezza i dipinti, ed i colori, di questo grande dell'arte.

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  10. Che sia per Te un 2026 ricco di gioie inaspettate e bellissime, vivi il tuo presente, sogna il tuo futuro, ma abbi cura di ripescare nel tuo passato quei tasselli che ti aiuteranno a costruire ciò che vuoi essere.

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  11. Il Beato Angelico è uno di quegli artisti che spesso si incontrano per la prima volta sui libri di scuola e che si comprendono davvero soltanto davanti alle sue opere. Ci è capitato di visitare il Museo di San Marco qualche anno fa e la cosa che ricordiamo meglio è proprio l'atmosfera del convento. Gli affreschi non sono semplicemente esposti: fanno parte del luogo per cui sono stati realizzati, e questo cambia completamente il modo di osservarli.

    L'idea di abbinare la visita alla mostra di Palazzo Strozzi con il Museo di San Marco permette di cogliere due prospettive diverse dello stesso artista. Da una parte il percorso espositivo, dall'altra il contesto originale in cui molte opere sono nate. È un'occasione che difficilmente si ripresenterà con questa completezza.

    Firenze riesce sempre a offrire un motivo per tornare, anche a chi la conosce già. Ogni visita aggiunge un tassello diverso e, nel caso del Beato Angelico, aiuta anche a riscoprire uno dei protagonisti più importanti del primo Rinascimento.

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