martedì 30 marzo 2021

Firenze: il giardino dei semplici, orti botanici in città


La primavera è il periodo migliore per andare a visitare giardini ed orti botanici, nella maggior parte delle città con centri universitari come Milano, Padova, Napoli, Palermo, Cagliari, sono presenti orti botanici, rimanendo nella propria città si possono visitare dei luoghi nascosti ma ricchi di storia e cultura e nello stesso tempo dei luoghi di piacevolezza.

Gli orti botanici sono un'evoluzione degli Horti Sanitatis che si diffusero nei Monasteri o all'interno delle Scuole di medicina delle Università per lo studio e la coltivazione delle piante medicinali.

Nel Rinascimento si evolvono le conoscenze e vengono istituiti gli Orti botanici primo fu Orto Botanico di Pisa (1544) e poi Padova e Firenze (1545), sul loro esempio ne vennero aperti nei secoli successivi in tutta Europa.


A Firenze è possibile visitare, norme Covid permettendo, il Giardino dei semplici, l'Orto Botanico di Firenze, voluto dalla Famiglia Medici nel 1545 rimane nella sua collocazione originaria, ma nel corso dei secoli si è arricchito di piante provenienti da tutto il mondo.

L'interesse verso gli orto botanici si è arricchito di nuove motivazioni, perchè hanno conservato antichi progenitori di piante usate in agricoltura con una varietà genetica e caratteristiche di resistenza potenzialmente trasferibili alle coltivazioni moderna. 

Queste secondo molti ricercatori sono una possibile risorsa per contrastare quei fenomeni di erosione genetica, dovuti anche alla monocoltura, che mettono a rischio la sopravvivenza delle specie agricole alimentari.



Nel Giardino dei semplici oltre ad una ricca collezione di piante alimentari, piante medicinali  e piante esotiche possiamo trovare una delle collezioni di agrumi più ricche in Italia,  varietà di cedro, mandarino, chinotto, bergamotto, arancio amaro, arancio dolce, pompelmo, fortunella, limone,  bizzarria (Citrus aurantium Bizzarria) un agrume a forma di zucca.

Si possono inoltre trovare una ricca collezione di Azalee, Peonie, Rose (Sanguigna, Gloire di Dijon, Cardinal Richelieu, Edgar Degas) alcune varietà da alberi da frutto dimenticati come il susincocco, pero giapponese e varietà antiche di cotogno e nespolo.

Giardino dei Semplici Università di Firenze, Via Pier Antonio Micheli, 3 Telefono: 055 275 6444

Confidiamo nella riapertura dei prossimi mesi



mercoledì 17 marzo 2021

Valle di Astino, Bergamo: vince il Premio Nazionale del Paesaggio 2021


La Fondazione della Misericordia Maggiore con il progetto sulla Valle di Astino ha vinto il Premio Nazionale del Paesaggio 2021.

Si tratta di un progetto molto interessante all'interno del comune di Bergamo che ha riguardato il Monastero del Santo Sepolcro e la Valle di Astino nella sua completezza, recuperando un contesto rurale e paesaggistico all'interno del Comune di Bergamo.

Una volta i Monasteri erano il fulcro dell'attività economica agricola del territorio e di conseguenza anche paesaggistica, l'organizzazione e la coltivazione dei campi segnavano il territorio, nella maggior parte dei casi  creando una fonte economica ma anche valorizzando l'aspetto paesaggistico.

Con la valutazione non positiva del settore agricolo nella società moderna e l'abbandono delle vocazioni religiose che garantivano la continuazione dell'attività del Monastero, l'intera area rischiava d'essere persa o dimenticata

Invece la Fondazione ha saputo coinvolgere enti pubblici e privati, persone e associazioni nel recupero di quest'area, un recupero non solo paesaggistico ma agricolo con le vecchie colture al quale si è unito un recupero economico, che garantisce prodotti a km zero alla città. Un progetto che mira a garantire un futuro partendo dalla memoria storica e dalla cultura di un territorio.


Parlando di turismo locale consiglio un bel tour in Valle di Astino magari in bicicletta per scoprire una Lombardia diversa e fuori dal comune, partendo proprio dalla città di Bergamo.

Dalla Stazione Ferroviaria di Bergamo si può a pedalare attraverso ciclabili e strade poco frequentate sulle antiche vie dei colli di Bergamo che permette di raggiungere la Valle di Astino e il Monastero.

Se avete ancora voglia di pedalare potete salire fine a San Vigilio il Colle più alto intorno alla città da cui si gode una vista molto piacevole sui dintorni, vi arriva anche una Funivia, scendendo potete fermarvi all'Orto Botanico Lorenzo Rota e visitare la storica Città Alta di Bergamo accompagnando la bicicletta a piedi. 

Per saperne di più:

Fondazione Mia Valle Astino

VisitBergamo

Tour virtuale Monastero di Astino

In Lombardia 


lunedì 8 marzo 2021

Villa Lante a Bagnaia, Viterbo

 


Il settore del turismo è fermo, cosi molti luoghi in particolare musei e case storiche ne approfittano per fare restaurare alcune aree e adeguarsi alle nuove norme del distanziamento in previsione di una possibile prossima apertura questa primavera.

Andiamo oggi a conoscere Villa Lante a Bagnaia, frazione della città di Viterbo, si tratta di una villa con uno dei giardini italiani storici  più noti del secolo XVI°. 
Costruita su commissione del Cardinale Gianfrancesco Gambara il suo nome è dovuto al proprietario che l'acquisto nel secolo dopo, Ippolito Lante Montefeltro della Rovere, duca di Bomarzo.
In quel periodo i giardini erano il segno del potere, un giardino doveva rappresentare la ricchezza e il prestigio del proprietario o della sua famiglia, il giardino rispecchia la cultura '500, dove si celebra la supremazia dell'Uomo sulla Natura, con disegni geometrici, giochi d'acqua e siepe sempreverdi.
A disegnarlo furono chiamati i migliori professionisti italiani dell'epoca; come ingegnere idraulico  Tommaso Ghinucci e due architetti : Jacopo Barozzi, Pirro Ligorio, la Fontana dei Mori fu realizzata dallo scultore fiammingo Giambologna.
Per saperne di più:




lunedì 1 marzo 2021

La casa del tè di Pengzhen, Chengdu (Sichuan)


I nostri viaggi virtuali intorno al mondo da turismo lento, questa volta andiamo in Cina per scoprire un luogo che ha più di 300 anni ed è sopravvissuto a 4 incendi e alla voglia di modernità con i bulldozer che distingue la nuova Cina. 

Le Case del tè erano una volta il luogo principale di aggregazione sociale, paragonabile ai nostri bar o alle nostre locande che dopo millenni stanno scomparendo, la nuova modernità elude la vecchia cultura sociale e popolare e dopo il Covid sarà ancora più difficile vederne di aperte.

Un vecchio proverbio cinese diceva " Nel Sichuan vedrete più case da tè che giornate di sole'" oggi purtroppo ci sono più giornate di sole che casa da tè, è venuto a mancare il tessuto sociale, lo stile di vita, le tradizione, la cultura, l'unità di vicinato, quelle relazioni che caratterizzano da sempre gli uomini e il loro bisogno di vivere e di confrontarsi.

Eppure proprio per questo negli ultimi anni la piccola città di Pengzhen a 30 km da Chengdu, con la sua Casa del tè di 300 anni  è diventata una meta in cui i giovani cinesi vengono ad scoprire la propria cultura popolare.

Oramai sono nelle piccola località e difficili da raggiungere troviamo la Casa del Tè, un punto d'incontro contraddistinti dal fatto di essere strutture aperte, la casa del tè è la casa di tutti, senza scritte apparenti con sedie di bambù, tavoli quadrati, vecchie teiere, luoghi dove si conserva l'arte della preparazione e del servizio del tè. 

Entrare in una casa del tè si ha la sensazione d'entrare in un altro mondo in un altra epoca.

Da provare il tè nella Casa del tè di Pengzhen che serve una miscela di foglie di tè e fiori coltivati ai piedi dell'Himalaya, sotto l'altopiano tibetano, vicino alla città di Ya'an, una volta ogni casa del tè aveva una sua miscela.

Sempre a Pengzhen, sopravvivono alcuni vecchi mestieri come l'artigiano Zhihu Fu, che realizza spaghetti a mano "noodle" una vecchia tradizione di famiglia, la venditrice di radici ed erbe spontanee, le produttrici di Mapo tofu, un tofu con una salsa piccante a base di fagioli fermentati, i produttori di Pidan uova fermentate.

In questo piccolo angolo della Cina, non c'è nulla della Cina che noi conosciamo oggi, non ci sono monumenti della storia degli imperatori in questa piccola città c'è la storia di gente comune e semplice che cerca di rimanere vive le vecchie tradizioni popolari.

Un modo di riflettere anche sull'attuale nostro stile di vita che ci impone a causa del Covid isolamento e distanziamento.