giovedì 30 luglio 2020

Ravenna: e i suoi Monumenti Paleocristiani, un viaggio nella bellezza italiana

Fuori dal turismo di massa sicuramente una meta affascinante per il turismo in Italia alla ricerca della Bellezza è la città di Ravenna con i suoi Monumenti Paleocristiani, divenuti Patrimonio dell' Unesco.
I monumenti paleocristiani di Ravenna sono otto:  il Mausoleo di Galla Placidia, il Battistero Neoniano, la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, il Battistero degli Ariani, la Cappella Arcivescovile, il Mausoleo di Teodorico, la Chiesa di San Vitale e la Basilica di Sant’Apollinare in Classe.
Sono stati edificati tra il V ed il VI secolo D.C, sono edifici di culto che riflettono le importanti vicende storiche, politiche e religiose di Ravenna, divenuta capitale dell’Impero Romano d’Occidente (AD 402).
La prima percezione che si riceve di grande meraviglia visitando quello che esternamente sembra  modesto  è il Mausoleo di Galla Placidia del V secolo, non ti aspetti una tale visione di mosaici cosi ricchi e cosi belli, questo perchè la città di Ravenna fu dotata molto presto di prestigiosi monumenti cristiani per celebrare il suo status di capitale.
La Basilica di San Vitale è il monumento più importante, di chiara influenza architettonica orientale. Finanziata da Giuliano Argentario su ordine del vescovo Ecclesio, la basilica a pianta ottagonale fu consacrata nel 548 dall'arcivescovo Massimiano.
In particolare nel presbiterio, proprio di fronte all'altare, su un lato del pavimento ottagonale è rappresentato un labirinto. Nei primi anni della cristianità il labirinto simboleggiava il percorso dal peccato verso la purificazione dello spirito, non a caso fuori dal labirinto alzando gli occhi si possono e contemplare i mosaici, tra i più belli della cristianità.
Alloggiare a Ravenna: 
Hotel Palazzo Bezzi, Via di Roma 45 Tel. 0544 36926
Mangiare a Ravenna
Antica Trattoria al Gallo 1909, Via Maggiore 87 Tel. 0544 213775
Cinema Alexander Ristorante, Via Bassa del Pignataro Tel. 0544 212967
Per saperne di più: Turismo Ravenna

sabato 25 luglio 2020

Sulla Chiantigiana, la strada del Chianti nel cuore verde della Toscana

Per una vacanza 2020 una proposta contro corrente non c'è mare e nemmeno montagna ma siamo sulle colline del vino della Toscana.
Le strade del vino sono state un autentico fallimento della promozione turistica d'Italia, si sono salvate quelle che già erano note e conosciute come la Chiantigiana come viene chiamata dai Toscani, o meglio la la Strada Statale 222 o meglio di quella strada statale che da Firenze portava a Siena, passando per Greve in Chianti, Panzano in Chianti, Castellina in Chianti e poi spostandosi verso Radda in Chianti e Gaiole in Chianti.
In questo territorio sono racchiuse le migliori cantine del Chianti Classico DOCG e più celebri vigneti di produzione di questo vino italiano famoso in tutto il mondo.
Con le nuove superstrade veloci la strada statale 222 è diventata una strada secondaria,  da percorrere a bassa velocità e che attraversa una regione rurale fatta di colline e dolci sali scendi che l'uomo ha trasformato nel corso degli anni, tra piccoli borghi storici, strade sterrate, filari di cipressi, luoghi che sono stati ripresi e sono stati fonti d'ispirazione dei migliori artisti del Rinascimento.
Il primo paese è Greve in Chianti la cui curiosa piazza centrale è a forma di triangolo fiancheggiata da case arcate e dominata dalla statua del concittadino esploratore Giovanni da Verrazzano, che scoprì la baia di New York nel 1524. 
Poco lontano Panzano in Chianti un piccolo borgo con la zona denominata Conca d'Oro, con una bella vista di oliveti e vigneti, il nome Conca d'oro non deve trarre in inganno non tanto Oro del Chianti ma si riferisce al fatto che una volta era coltivata tutta a grano e il grano fa sembrare il colore del territorio giallo oro.
Si prosegue per Castellina in Chianti che segnava lo storico confine tra Firenze e Siena e Radda in Chianti, già capoluogo della Lega del Chanti oggi è uno dei comuni più rappresentativi.
Su tutto il percorsi molte cantine sono aperte sia come agriturismo che per le degustazioni e la storia del Chianti che trovate sul sito della strada come:
Castello di Verrazzano a Greve in Chianti
Castello della Volpaia a Radda in Chianti
Podere terreno a Radda in Chianti, di cui abbiamo spesso parlato
Soste consigliate:
Antica Macelleria Cecchini e Casa della Bistecca a Panzano in Chianti
Osteria le Panzanelle a Radda in Chianti
Per saperne di più:


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martedì 21 luglio 2020

Cammino nelle Terre Mutate da Fabriano a L'Aquila

Si tratta di un percorso di trekking nuovo che vuole coniugare la solidarietà delle comunità toccate dal Terremoto del 2016 e il turismo lento attraversando tre regioni: Marche, Umbria e Abruzzo .
La sola solidarietà su cui punta la comunicazione non fa prodotto turistico, non basta come motivazione di un viaggio, mentre lo è la bellezza di queste zone dell'Italia Centrale, il percorso in 14 tappe e 257 km collega due parchi : Monti Sibillini e Gran Sasso.
Il cammino mette in evidenza le meraviglie della natura di questa parte dell'Appennino ma anche le conseguenze del disastro naturale dal punto di vista economico e sociale. 
La domanda turistica può solo in minima parte contribuire a essere un volano per l'economia ma può essere un modo per aiutare a ridefinire il territorio in una nuova ottica che porta una maggiore consapevolezza verso l'attenzione all'ambiente e alla sostenibilità.
Dal mio punto di vista 14 tappe sono troppe ci vogliono 14 giorni di vacanze senza sosta, tempo troppo lungo per una vacanza di solo trekking almeno che non si sia dei trekking esperti e collaudati.
Si tratta di un  bel percorso di trekking comunque ma proposto come prodotto turistico in maniera superficiale, consiglio di scegliere le tappe che interessano di più, due o tre, ci sono percorsi che si adattano al tempo di un weekend e di una settimana. 
Ci sono luoghi come Fabriano, Camerino, Norcia, Castelluccio, Amatrice, l'Aquila che permettono di fermarsi più giorni e di fare un approfondimento oltre che naturale, spirituale, culturale e gastronomico.
Per saperne di più: Cammino nelle Terre Mutate

Per i più pigri grazie a Legambiente le tappe del Cammino nelle terre Mutate si possono percorrere anche virtualmente su Google Map qualche esempio

Castelluccio di Norcia – Arquata del Tronto




Arquata del Tronto – Accumoli




Accumoli-Amatrice



giovedì 16 luglio 2020

Turismo lento a Sabbioneta (MN), la città ideale del Rinascimento

Questo periodo in cui i viaggi distanti sono limitati, un'invito a scoprire luoghi e città che fanno parte della nostra storia e sono molto vicini, un turismo responsabile e un turismo di prossimità.
Uno di questi è sicuramente Sabbioneta, il cui centro abitato scorre il 45° parallelo, la distanza a metà tra il Polo Nord e l'Equatore, siamo nel bel mezzo della Pianura Padana a circa 30 km da Parma e da Mantova, a breve distanza da Cremona, Modena, Ferrara e Rovigo.
Si tratta di una sorprendente cittadina fortificata, nata nel XVI° secolo dallo spirito intraprendete ed stravagante del Duca Vespasiano I di Gonzaga, che voleva trasformare il suo ducato in un luogo d'interesse economico, politico e artistico.
Costruito secondo gli innovativi principi urbanistici del Rinascimento, voleva essere una "città ideale" per i suoi 3000 abitanti. 
Il Duca grazie al suo potere e alla sua intraprendenza si circondò di una corte d'intellettuali, artisti che contribuirono a creare un'atmosfera dinamica e brillante nell'Italia del Rinascimento, uno spirito che contrasta con l'immagine di Sabbioneta d'oggi che sembra persa e addormentata nel suo passato.
Meritano una visita Palazzo Ducale, Galleria degli antichi, Teatro all'Antica e Palazzo Giardino.
Fuori dai grandi circuiti turistici, offre un contesto molto gradevole e di grande interesse storico.
Come arrivare a Sabbioneta con i mezzi pubblici: non c'è stazione ferroviaria le stazione ferroviarie più vicine sono Mantova, Parma, Casalmaggiore.
Da Mantova autobus Apam, circa 1,20h tariffa di 4,50 euro
Da Parma o Casalmaggiore Autobus 86 Tep pr Spa n 2812 Parma Sabbioneta, da Parma circa 1h
Dove dormire a Sabbioneta: 
Dove mangiare a Sabbioneta: 
Osteria la dispensa, menù con ingredienti del territorio e ricetta della tradizione nel centro città sotto la Galleria degli Antichi.
Ristorante Conte Bondeno in località Bondeno a 5 km da Sabbioneta perso in mezzo alla campagna ma ottima cucina del territorio.
Per saperne di più: Visit Sabbioneta

Sabato 18 e Domenica 19 Luglio Fiera del Carmine a Sabbioneta (MN)

venerdì 10 luglio 2020

Fresca estate sapori vegetariani nelle Locande Sudtirolesi fino al 26 luglio

Come ogni anno appuntamento immancabile con le locande storiche del Sudtirolo (Alto Adige) della provincia di Bolzano.
Quest'anno spazio ai piatti vegetariani con tanta frutta e verdura a km zero coltivata nella provincia, si potranno cosi gustare gustose ricette storiche e nuove che hanno protagonista le erbe aromatiche, le spezie, i frutti di bosco, la frutta drupacea e tante varietà di verdure, confermando cosi le locande come testimonial del territorio e dei produttori della provincia di Bolzano.
Alcuni dei 35 ristoranti con le loro proposte vegetariane:
Carpaccio di pomodoro con fiori di zucca ripieni fritti
Risotto alle erbe aromatiche con carciofi arrostiti
Panna cotta al sambuco con ciliege
Risotto al moscato giallo con pesche e caprino
Hamburger di miglio, con insalatina, frutti di bosco e dressing al sambuco
Gnocchi dolci al papavero con ragout di fragole e spuma alla menta
Fagottini di zucchine con ripieno di mascarpone dell'Alto Adige e verdure fresche
Canederli alle ortiche con insalatina appena colta
Tagliolini fatti in casa con carbonara di verdure
Spaghetti di barbabietola rossa, panna acida e cardoncelli
Verdure dell'orto fritte alla menta con salsa light allo yogurt
Sorbetto alla verbena odorosa con composta di albicocche e lavanda
Tortelli con ripieno di rucola dell'orto, formaggio di malga e pomodori di campo
Polenta integrale di Termeno fritta, verdura di campo, ricotta ed erbe aromatiche
Canederli alle albicocche del maso con sorbetto all'albicocca
Per saperne di più: Locanda Sudtirolese

martedì 7 luglio 2020

Taddeo di Bartolo, Perugia Galleria Nazionale Umbra dal 28 Maggio al 30 Agosto 2020

Un estate difficile per le Mostre d'arte, che piano piano iniziano ad acquisire visitatori. Una delle Mostre d'arte più interessanti inaugurata recentemente è la prima mostra dedicata a Taddeo di Bartolo (Siena 1362 - Siena 1422), un pittore molto noto ad addetti ai lavori e ai studiosi dell'arte ma poco noto al grande pubblico.
Questa rassegna alla Galleria Nazionale Umbra vuole fare conoscere a un pubblico più vasto le opere di quest'artista che sono giunte fino ai nostri giorni.
Si tratta di circa 100 tavole che vogliono ricostruire la storia artistica del pittore, d'origine senese ma che ha lavorato in Liguria, Toscana, Umbria e Lazio.
La sua opera più nota è il trittico del Duomo di Montepulciano. La mostra ricostruisce la Pala di San Francesco al Prato di Perugia, opera dispersa in più elementi che oltre ai 13 pezzi conservati dalla Galleria si aggiungono i rimanenti musei conservati nei Musei di Hannover, S’-Heerenberg , Museo di Capodimonte a Napoli.  
Le opere esposte provengono oltre che dall'Italia da tutto il mondo, che possono stupire per la bellezza dei suoi tratti, dei suoi colori  e della sua spiritualità.
Per saperne di più:
Taddeo di Bartolo
Corso Pietro Vannucci 19, Perugia
Dal 28.05.20 al 30.08.20

giovedì 2 luglio 2020

Valdarno Bike Road : il piacere della Toscana in Bicicletta

La Valdarno è la valle del fiume Arno, una grande area tra Firenze ad Arezzo.
Lontana dal turismo di massa che caratterizza la Toscana sulla Costa Tirrenica e la città di Siena e Firenze, la bicicletta è il migliore mezzo per conoscere quest'area.
Basta farsi condurre da strade secondarie che attraversano borghi e paesaggi suggestivi ricchi di Storia ma anche d'Arte, di Spiritualità, di Sapori e di Saperi.
Sei i percorsi programmati per i viaggiatori in bike:

1) la Via della Lignite
San Giovanni Valdarno - Cavriglia- San  Giovanni Valdarno
Si tratta di un anello circolare di 25 km che comprende i comuni di San Giovanni Valdarno e Cavriglia e prende il nome dal combustibile fossile presente fino a pochi anni fa all’interno della grande area mineraria di Santa Barbara.

2) La via dei fossili
Cavriglia - Montevarchi- Cavriglia
Un percorso di 26 km di lunghezza tra i comuni di Cavriglia e Montevarchi che attraversa alcuni dei borghi comunali più caratteristici come Montegonzi, una pedalata tra natura, storia, ambiente rurale e diverse aziende vitivinicole di fama mondiale lungo il percorso.

3) La Via dell'Olio
Bucine - Laterina- Pergine Valdarno
Un percorso di 42 km suggestivo di selciato toscano, circondati da innumerevoli oliveti e aziende produttrici di buon olio toscano, si passa per Pieve di Galatrona, San Leonino, Cennina, Castello di Lupinari, Castello di Montozzi.

4) La valle dell'Inferno
Laterina Pergine Valdarno - Terranuova B.ni - Loro Ciuffenna
Un percorso di 29 km che si snoda tra la Riserva naturale della Valle dell’Inferno e Bandella situata lungo il tratto dell’Arno, si passerà per La Cicogna, Laterina, Il Borro.

5) La Setteponti e il Pratomagno
Sono due percorsi che i più sportivi possono fare insieme il Setteponti di 29 km che parte da San Giustino Valdarno e passa per Pieve di Gropina, Badia San Salvatore fino a Reggello, e il percorso più in alto del Pratomagno di 63,81 km, che parte da Reggello e riporta a San Giustino passando per il Pratomagno che è una dorsale che si innalza tra il Valdarno superiore e il Casentino,  Il percorso in totale di circa 90 km sulle tracce di un passato e di un presente che ancora rimangono nella cultura del Valdarno.

6) La via del Fagiolo Zolfino
Terranuova Bracciolini - Loro Ciuffenna
Un percorso di 22,87 km che celebra uno dei prodotti del territorio, la tappa più importante è il passaggio nell'Area Naturale Protetta delle Balze.

Un invito alla Vacanze in Toscana alle vacanze in bicicletta una vacanza a impatto zero.
Per saperne di più: