venerdì 20 maggio 2022

Festa Focaccia di Recco 2022, Domenica 22 Maggio a Recco (GE)


Riprendono anche gli eventi con il pubblico, questa domenica in Provincia di Genova e precisamente a Recco si festeggia la tipica focaccia di Recco, una focaccia al formaggio che ha origini antichissime.

La tradizione della focaccia al formaggio a Recco è documentata per la prima volta nell'Abbazia di San Fruttuoso nel 1189, in occasione della Pentecoste, in un banchetto per benedire la partenza, secondo la tradizione, dei membri delle famiglie nobili della Repubblica Marinara di Genova verso il Medio Oriente per le crociate, due sfoglie di pane sottile all'olio extra vergine d'oliva  contenente della giuncata appena rappresa.


Il suo successo però è recente legato allo sviluppo turistico della Liguria del dopoguerra che ha permesso a un numero maggiore di conoscere questa specialità tipica ligure e apprezzarne il gusto.

In tutta Italia i negozi di pane e focaccia vendono qualsiasi focaccia al formaggio come focaccia di Recco, ma non è cosi, la vera focaccia di Recco è un altra cosa e io consiglio di venirla a provare direttamente a Recco.

Come deve essere la focaccia di Recco? La pasta in primis fatta da farina, olio extra vergine d'oliva, acqua e sale (senza lievito), si ricavano due sfoglie sottilissime, al quale viene inserito il formaggio si utilizzava stracchino, ora sempre più spesso si utilizza anche per essere conformi al disciplinare la crescenza della Valle Stura.

I panifici Moltedo e Tossini, sono i principali referenti panettieri del Consorzio della Focaccia di Recco


La domenica mattina presso i negozi  dei Panifici Tossini e Montedo in via Assereto e via XX settembre, tutte in centro città una vicino all'altra, assaggi gratuiti di focaccia normale e focaccia con le cipolle, mentre bisognerà aspettare il pomeriggio per la focaccia al formaggio offerta dal Consorzio della Focaccia di Recco e dai Panifici Tossini e  Panifico Montedo.


Una domenica a Recco vuole dire anche mare, c'è una bella spiaggia e visto il caldo di questi giorni un bagno ristoratore potrebbe essere una buona idea.

Per i più attivi segnalo, il percorso Fai, Andare per Creuze da Molinetti a Sori, delle vecchio mulattiere con vista sul mare, un percorso tra gli ulivi che collega Recco a la cittadina di Sori.


Come arrivare a Recco in Treno: molto comodo è il treno con Trenitalia, da Genova ci sono i regionali che vanno in direzione La Spezia, treni regionali veloci in 35 minuti portano a Recco 3,40 euro il prezzo, c'è anche un servizio di autobus informazioni presso ATP esercizio srl.  

Come arrivare a Recco in Auto: da Milano autostrada dei fiori A7 fino a Genova, poi A 12 uscita Recco.

Come arrivare a Recco in Traghetto: Golfo Paradiso, da Genova Porto Antico circa 45 minuti.

Per saperne di più : Consorzio focaccia di Recco


lunedì 16 maggio 2022

Il giardino dell'Iris a Firenze


Si trova  al lato est del Piazzale Michelangelo, il cosiddetto “Podere dei Bastioni” inaugurato nel 1954, Iris rosso in campo bianco è il simbolo della città e non il giglio come comunemente si crede. 

Prima della sua destinazione a Giardino l'area era comunemente usato come campeggio turistico. la trasformazione a Giardino è avvenuta nel corso degli anni grazie alle donazioni e lasciti con Iris provenienti da tutto il mondo. Ogni anno specialisti, botanici, ibridatori, orticoltori provenienti da diverse nazioni estere visitano e operano nel Giardino per l'interesse scientifico, un autentico tesoro per la città.


La superficie del Giardino, di circa due ettari e mezzo, tenuta a oliveto e con vista sul bellissimo panorama offerto dalla città di Firenze, ospita una mostra permanente di Iris barbate alte e da bordura inviate per le varie edizioni del Concorso Internazionale Iris barbate intermedie e nane, giapponesi, sibirica, louisiana specie spontanee piante ornamentali di vario tipo.


Il giardino rimane aperto solo in alcuni periodi dell'anno, per quest'anno sono gli ultimi giorni apertura fino al 20 Maggio, ancora 5 giorni per visitarlo, ingresso gratuito.


Il giardino dell'Iris, Viale Michelangelo, 82 e Viale G. Poggi, 3/C – 50125 Firenze

Per saperne di più: Società italiana dell'Iris

Ringrazio dell'invio delle foto il Sig. Bruno Zoppi

lunedì 9 maggio 2022

Barcellona - Cadice, un viaggio in treno per conoscere una Spagna fuori dai luoghi comuni


Poche persone pensano ad un viaggio in treno in Spagna. Della Spagna turistica conosciamo le isole Baleari e le isole Canarie le grandi città come Madrid, Barcellona, Valencia, Bilbao, Malaga, conosciamo delle località ma non abbiamo una conoscenza nel complesso del suo territorio.

Per averne un idea vi propongo un'inedito diretto itinerario ferroviario, anzi non proprio inedito ma una linea storica del 1984, che era stata soppiantata dal sistema dei nuovi treni veloci. Lo scorso agosto è stato ripristinato il Treno de Oro che collega in modo diretto (senza cambi) Barcellona con Cadice, dalla Catalogna delle spiagge sul mare mediterraneo all'Andalusia delle spiagge sull'Oceano Atlantico.

Sono dodici ore di viaggio per circa più di mille e trecento km, con uno sbalzo termico non indifferente soprattutto in alcune stagioni oggi per esempio a Barcellona la temperatura oscilla tra i 13 e i 20 gradi mentre a Cadice la temperatura è tra i 16 e i 28 gradi. La provincia di Cadice offre almeno 300 giorni all'anno di sole, che la pone tra le mete più ambite in Europa per tutti coloro che vogliono sfuggire alle temperature invernali.


Il viaggio inizia la stazione dalla stazione di Barcelona Sants poco dopo le nove di ogni mattina, attraverso un percorso che attraversa le citta di  Tarragona, Castellón, Valencia, Albacete,  Linares, Espeluy, Andújar, Siviglia, Jerez e Cadice.

La prima parte è costiera fino a Valencia, dove predomina la vista di ulivi e mandorli, per poi andare verso l'interno del paese nelle terre di Don Chisciotte, la Mancia, il cui paesaggio e caratterizzato da terreni aridi, vigneti e mulini al vento.

Poi ci sia addentra in quello che segna l'ingresso in Andalusia, Despeñaperros un canyon che è un importante collegamento ferroviario tra l'Andalusia (la regione più popolata e la seconda più estesa della Spagna) e il resto del paese, attraversiamo una foresta mediterranea dove predominano i lecci e le querce da sughero, corbezzoli ed erica.

Lasciato alle spalle la Sierra de Despeñaperos, ci inoltriamo nella valle del fiume Guadalquivir dove il paesaggio si estende si apre nei pressi dei binari predominano gli Oleandri fioriti dai forti colori e km dopo km l'odore dell'oceano si fa sempre più intenso.


Quello che da cui si viene più colpiti è quel mix di cultura che permette di leggere il territorio ma anche i volti di tutte le persone che si incontrano fenici, cartaginesi, romani, visigoti, bizantini e arabi, matrici culturali che hanno lasciato un segno sul territorio e nella vita sociale, tanta da conferire un'identità culturale.

Si passa Siviglia, la città che oggi rappresenta l'Andalusia, poi verso Jerez, famosa per il suo sherry e le sue storiche cantine dove il vino invecchia e infine la nostra corsa si conclude a sera dopo dodici ore a Cadice, la citta mediterranea con influenze oceaniche.

Quello che stupisce a Cadice è la presenza in cielo di tante varietà di uccelli, in particolare aquile e nibbi, o meglio quella varietà che non riescono a volare sull'acqua per lunghe distanze ma che la vicinanza all'Africa e dal vento, rende più semplice il viaggio di migrazione.

Il Treno de Oro parte da Barcellona dalla Stazione di Barcelona-Sants alle 9,05 del mattino  e arriva a Cadice alle 21,10 di sera, un treno con 4 carrozze e un bar, food, take away e 223 posti a sedere, ci sono corse giornaliere, tuttavia è consigliabile fare la prenotazione, il prezzo varia a secondo del periodo da una tariffa base di 57,75 euro. Lo stesso treno è in partenza da Cadice alle 07,55 e arriva alla stazione Barcelona- Sants alle 19,38 da una tariffa di base intorno ai 43 euro a seconda della stagionalità.

Per saperne di più : 

Renfe

Barcelona Turismo

Cadiz Turismo

post correlati:

Barcellona la Boqueria il mercato più famoso del mondo

giovedì 28 aprile 2022

La fioritura dei Glicini a Villa Bardini a Firenze


Ci sono alcuni spettacoli che valgono una visita e in molti casi addirittura un viaggio. Come da diversi anni se mi capita in primavera non mi perdo lo spettacolo della fioritura dei glicini a Villa Bardini a Firenze.

Pensavo di essere il solo ad essere fissato per queste cose ma facendo la fila per entrare ho notato diversi stranieri che erano venuti a Firenze motivati dalla fioritura dei Glicini.

La cosa mi ha fatto enorme piacere perchè mi rendo conto che è difficile mettere insieme l'interesse per una visita alla Galleria degli Uffizi e una visita alla fioritura dei Glicini di Villa Bardini ma è questo forse che permette a Firenze di meravigliare i turisti e d'incentivare più volte la visita a Firenze.


Inutile negare che si tratta di uno dei miei posti preferiti di Firenze, si gode una bella vista della città, la loggia Belvedere ha un ottimo caffè e la Leggenda dei frati è uno dei ristoranti più interessanti di Firenze per coloro che seguono una cucina creativa e ricercata.

Quando desidero avere un momento di pausa, di relax e riflessione e mi trovo a Firenze, vengo a Villa Bardini, non ci sono solo i Glicini, a Marzo ci sono le Camelie, le Ortensie da Maggio a Luglio e le diverse varietà di Rose che fioriscono da Maggio a Settembre.


La leggenda vuole che in Europa il glicine viene portato da Marco Polo che porta alcuni semi dal suo viaggio in Cina, dove la pianta veniva considerata simbolo d'immortalità. La pianta si diffonde in Europa solo nel '700, con lo sviluppo dell'arte dei giardini, in particolare dei giardini all'inglese, simbolo di status della nuova classe sociale.

Il pergolato di glicine di Villa Bardini e composto da più varietà di glicine, è lungo 70 metri e largo 4,5, un vero tripudio di colori dal viola al rosa, secondo alcuni ricercatori il pergolato di glicine rappresenta la rivisitazione moderna delle antiche cerchiate del Giardino di Boboli realizzate con i lecci.



Orari e visite 2022

Il giardino è aperto tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 16.00 Ultimo ingresso ore 15.00

Nei mesi di Aprile e Maggio l'orario di apertura sarà dalle 10.00 alle 18.00, biglietto intero 10 euro, ridotto 5 euro

L’ingresso principale della Villa si trova in Costa San Giorgio 2, mentre l'ingresso secondario si trova in Via dei Bardi 1 rosso negli orari di apertura del Giardino.



Per maggiori informazioni: 

Villa Bardini

per chi non può andarci personalmente è possibile vedere giorno per giorno, anzi istante per istante in webcam fioritura glicini

le fotografie di Villa Bardini sono del Signor Bruno Zoppi che ringrazio, pensate che è andato lunedì mattina per noi a fotografarlo ed tornato oggi pomeriggio per farcelo vedere con una luce più intensa, carissimo Bruno, grazie



mercoledì 20 aprile 2022

Villaggi degli Alpinisti : Paularo, Val di Zoldo, Lungiarù, Mazia, Balme, Triora


In genere non vedo di buon occhio le associazioni di località per motivi turistici, sono nella maggior pare dei casi vincolati ad una legge di finanziamento, più che ad una comunione d'intenti, una volta che la legge viene meno, le associazioni si perdono e non se ne sente più parlare.

In questo caso invece mi piace parlare di questa Associazione Villaggi degli Alpinisti perchè mira ad obiettivi e sviluppo turistico nel rispetto della natura, allo stimolo dell'attività senza frenesia e alla vivacità senza rumore, c'è tra questa località una grande volontà di costruire un futuro per la montagna.


I Villaggi degli alpinisti si impegnano consapevolmente nell’attuazione del protocollo della Convenzione delle Alpi

I villaggi diventano centri di sviluppo nell’ambito del turismo alpino sostenibile, possono garantire un un’interessante offerta turistica per coloro che amano la montagna o solamente hanno la montagna in simpatia. 

Sono luoghi che vantano un’eccellente qualità paesaggistica e ambientale ma che si impegnano a preservare i valori culturali locali nel tempo per garantirgli un futuro. 

Sono villaggi che vogliono distinguersi per la responsabilità collettiva e individuale, nonché sul comportamento rispettoso dell’ambiente e responsabile dei loro ospiti in montagna.

Per esempio le municipalità si sforzano che tutti gli edifici e le strutture abbiano l'aspetto tipico del luogo, si preoccupano di preservare l'attività agricola e la gestione delle foreste e dei pascoli.

Tutto questo a parole sembra molto facile ma da mettere in pratica è molto difficile bisogna trovare un' equilibrio tra una redditività ragionevole, una condizione globale ecologicamente sostenibile e un paesaggio culturale stimolante dal punto di vista turistico.


Spesso abbiamo parlato di villaggi abbandonati, questa modalità invece di villaggio degli alpinisti si sforza attraverso una serie di attività inclusa quella turistica di preservare il luogo e offrire una redditività a chi è in montagna per sfavorire quel fenomeno d'abbandono che vediamo sempre di più in molte località.

L'attività turistica da sola non è sufficiente ma può favorire se ben inserita con altre attività alla crescita delle economie di scala di un dato territorio.

Sono pochi solamente sei i villaggi che in Italia che sono iscritti a questa Associazione:

Paularo (Udine, Friuli) 

Val di Zoldo (Belluno, Veneto) 

Longiarù/Lungiarù (San Martino Badia, Val Badia, Alto Adige)

Mazia (Malles, Val Venosta, Alto Adige) 

Balme (Torino, Piemonte) 

Triora (Imperia, Liguria)


Sono villaggi che si evolvono, sono paesi piccoli anzi piccolissimi Mazia (una frazione di Malles) ha solo 450 abitanti, Balme (Torino) solo 110, Lungiaru  600 (frazione San Martino in Badia), 357 Triora (Imperia), per fare qualche esempio ma si distinguono per la volontà di darsi un futuro rimanendo vive le tradizioni, in una società sempre più globale, non è un impegno indifferente. 

Per saperne di più: Villaggi degli Alpinisti

domenica 10 aprile 2022

Fiori e Sapori sul Naviglio Grande 2022, Milano 10 Aprile


Ritorna il mercato dei fiori e dei sapori sul Naviglio grande, non c'è ancora il pubblico di una volta, mancano diversi espositori, un evento in tono leggermente minore ma sempre con grande entusiasmo i milanesi rispondono a questa giornata fredda ma di sole.

Dopo due anni di Pandemia e ora le preoccupazioni della guerra, un piccolo break domenicale in città può aiutare a diminuire l'ansia e magari a portare più di un sorriso.




Sono soprattutto le piante da balcone e da finestra a essere protagoniste della manifestazione, tra i fiori in particolare le azalee e rododendri tra cui la l'azalea mollis, ma ci sono ancora delle belle viole e violette, tantissimi varietà di gerani come il geranio imperiale e il geranio al limone, camelie, fresie, ranuncoli, varietà di clematis multi colori.




Abbiamo visto poche piante da frutto a parte le piante di fragole rifiorenti e fragole di bosco, che necessitano però di particolare attenzione e cura.




Tante erbe aromatiche con tutte le varietà di basilico, menta e timo con differenti aromi dal bergamotto al limone.


Dal punto di vista gastronomica tra le novità la pasta di sesamo, mentre ricevono sempre tutti gli anni una grande accoglienza i produttori di riso (riso integrale, riso carnaroli, pasta di riso), i produttori di miele, i produttori di vino, i produttori di formaggio (Castemagno, Bella Lodi, Gorgonzola e formaggi caprini ), gli artigiani delle lavorazioni della carni (salumi di maiale) e gli artigiani pasticceri dalle torte di nocciole senza farina alla Spongada dolce tipico pasquale della Valcamonica.


Per saperne di più: 

Fiori e Sapori sul Naviglio Grande 2022





martedì 5 aprile 2022

Tempo di Asparagi: Terlano (BZ)



Ci sono alcuni territori che sono più vocati per la produzione di alcune colture, in questo caso l'asparago bianco che da più di un secolo ha trovato la zona tra Terlano, Vilpiano e Settequerce in Alto Adige la sua area pregiata di coltivazione.

Aprile è il mese degli asparagi in molte località d'Italia, asparagi selvaggi ma anche asparagi coltivati come Asparago bianco di Terlano, grazie a un terreno sabbioso e ricco di humus, dotato di un valore pH neutro è ideale per la coltura dell'asparago e che è in grado di conferire un aroma unico e delicato.

Oggi la coltivazione vede impegnate 15 aziende agricole della zona ed è un prodotto noto e riconosciuto .



Asparago bianco da sempre è stato un asparago (asparagus officinalis) più noto nel Nord Europa e nel Nord Italia, mentre nel Sud e Centro Italia si tende a preferire l'asparago verde, durante la primavera si va a caccia nei boschi dell'asparago selvaggio (asparagus acutifolius).

Forse pochi sanno che la coltivazione dell'asparago è una coltura antica, gia i Romani nel 200 a.C. conoscevano le tecniche di coltivazione, erano solo un po' più piccoli degli asparagi che siamo abituati a vedere oggi. Gli asparagi moderni derivano da una selezione di varietà denominata asparago olandese del XVI° molto simile a quello che oggi noi chiamiamo Asparago d'Albenga.

Asparago di Terlano ha una grande tradizione nell'Alto Adige, da alcuni ha un marchio di qualità Margarete che ne certifica l'origine e la qualità.

Per il prossimo periodo pasquale può essere un ottima idea andare in zona a degustare questa prelibatezza unica che in genere si trova dal primi d'aprile fino a circa la terza settimana di maggio.

Molti ristoranti propongono piatti classici e creativi dedicati ai preziosi asparagi. Il piatto più classico è sicuramente rappresentato dagli asparagi freschi con prosciutto cotto, patate lesse e salsa bolzanina. L'abbinamento ideale è dato dal raffinato Sauvignon della Cantina Terlano, che ne esalta al meglio il sapore.

Per l'ottava volta, si svolge l'evento "Con la bici alla scoperta degli asparagi". Domenica 22 maggio 2022, le prelibatezze degli asparagi saranno servite dalle 11 alle 15 sul tragitto della ciclabile lungo il fiume Adige tra Settequerce, Terlano e Vilpiano. I ciclisti, ed anche i pedoni, che passano troveranno dei stand gastronomici.

L'evento è anche raggiungibile dalle stazioni ferroviarie di Settequerce, Terlano e Vilpiano. Da qui partono i collegamenti ferroviari per Bolzano e Merano.

Per saperne di più: Ufficio Turistico di Terlano


lunedì 28 marzo 2022

Haarlem, Paesi Bassi: il luogo dei tulipani


In questo periodo non è facile essere leggeri e parlare di tempo libero e di turismo, proviamo a distrarci pensando alla natura, siamo in primavera, niente di meglio che distese di fiori, in questo caso tulipani, giacinti e narcisi nei Paesi Bassi. 

Ci sono anche in Italia negli ultimi anni, delle belle distese di Tulipani a Milano e Bologna, che hanno catturato la nostra attenzione, come le fioriture in giardini pubblici e privati ma il contesto olandese è quello più ha costruito una cultura e un'economia sul tulipano che ha trasformato un territorio e arricchito la vita sociale.

Non ci sono campi di tulipani ad Amsterdam, per ammirare i tulipani dobbiamo  andare nella regione del Bollenstreek e più precisamente a circa 15 minuti dalla Stazione Ferrovia di Amsterdam, in treno si raggiunge la cittadina di Haarlem, nota per essere il maggiore centro per la coltivazione dei tulipani.

I suoi dintorni sono in questa stagione campi colorati di bulbi in fiore dal rosso al rosa tenue al giallo, il migliore modo di godersi questo trionfo della natura è andare in bicicletta, c'è un percorso noto per essere "The route of the Flower Parade Bollenstreek" cioè la strada della parata dei fiori che tutti gli anni parte dal paese di Noordwuk sul mare del Nord e attraversa i paesi di Sassenheim, Lissen, Hillegom, Hemmstede e Haarlem.


Quest'anno la Flower parade Bollenstreek si terrà sabato 23 Aprile, mentre il Festival dei tulipani si tiene ad Amsterdam dal 24 Marzo al 15 Maggio.

Da Noordwalk a Haarlem e viceversa sono 42 km di campi coltivati a fiori e serre, da una parte le dune del Mare del nord dall'altra i campi coltivati. 

Il luogo più noto a tutti i visitatori si trova nel comune di Lissen, il grande Keukenhof, il parco attrezzato dei tulipani più famoso del mondo, mentre invece a Hillegom trovate Tulip Barn, un giardino con 400.000 tulipani di 175 varietà diverse.

Sempre a Lissen si trova il Museo De Zwarte Tulp dedicato alla storia e alla coltivazione del Tulipano. Dovete tenere presente le fioriture che per i narcisi e giacinti avvengono tra marzo e aprile, mentre per i tulipani tutto Aprile fino alla metà di Maggio.


Le dune venivano scavate in questa zona già nel 16 ° secolo, per il bisogno di sabbia per espandere le città e costruire binari ferroviari. Il terreno rimanente, che veniva chiamato geestgronden unito al clima marittimo si dimostrò  particolarmente vocato per la coltivazione di tulipani, narcisi e giacinti.


Haarlem non è stata solo la città dei fiori, in passato ha avuto la fama d'essere tra i luoghi di produzione di birra più famosi del Nord Europa, nel XVI secolo c'erano più di 100 birrifici. Attività oggi quasi scomparsa, solo negli ultimi anni è stata ripresa l'attività con vecchie ricette con il marchio Jopen Birra di Haarlem.

Suggerisco di fare un giro a piedi nel centro della città per ammirare i cortili Hohjes interni dei fabbricati che sono una vera ricchezza culturale e nel Grote Markt, tutti i sabato mattina c'è il mercato dei prodotti freschi e dove ci sono gli edifici più importanti della cittadina come la Chiesa Grande di San Bovone, il municipio di Haarlem, il Mercato delle Carni inaugurato nel 1606 è uno degli edifici d'architettura rinascimentale più famoso in Olanda.

Come arrivare a Haarlem : bisogna raggiungere Amsterdam da qualsiasi destinazione voi partite, con il treno dalla stazione di Amsterdam Centraal, in 15 minuti si arriva ad Haarlem con treni locali o intercity. 

Per arrivare ad Amsterdam il mezzo più veloce è l'aereo ci sono voli giornalieri, tuttavia è interessante arrivare anche con il treno, purtroppo non ci sono collegamenti diretti Paesi bassi e Italia, bisogna passare per la Germania o per l a Francia.

La migliore soluzione al momento è passare per Parigi, 11-12h con treni veloci, con un solo cambio a Parigi, si parte per Amsterdam dalla Gare du Nord raggiungibile con il metrò dalla stazione di arrivo italiana in genere Gara de Lyon, ci vogliono circa 3h per arrivare da Parigi ad Amsterdam

Per informazioni orari treni : 

Ferrovie Tedesche Die Bahn. 

Ferrovie Francesi

Dove alloggiare ad Haarlem: potete soggiornare ad Amsterdam anche se per me è più piacevole e tranquillo soggiornare ad Haarlem dove c'è una buona e ricca offerta di alloggi :

Bed & Breakfast Hotel Malts  Zijlstraat 58 Haarlem

Boutique Hotel 't Vosje Spanjaardslaan 1 2012 NR Haarlem


Per saperne di più: 

Holland Turismo

Keukenhof

The Tulipbarn

Instagram we loce tulip

Facebook Tulip Festival Amsterdam


Post correlati

Primavera ad Amsterdam

Boerenmarkt in Noordenmarkt Amsterdam

I luoghi dei tulipani: Istanbul, Keukenhof, Pralormo

I luoghi dei tulipani in Italia

Tulipani Italiani ad Arese (MI)

lunedì 21 marzo 2022

50° Settimana gastronomica della Valle Isarco “Eisacktaler Kost”


Quando le giornate iniziano ad allungarsi e la neve si dirada dalle montagne, è tempo di scoprire un Alto Adige diverso all'insegna della buona cucina, ritorna questa primavera la 50° Settimana gastronomica della Valle Isarco “Eisacktaler Kost”.

Dall’11 al 27 marzo, l’evento “Eisacktaler Kost” celebrerà la cucina tradizionale della Valle Isarco per la 50esima volta. Da Vipiteno a Barbiano, 14 ristoranti e alberghi proporranno gustose specialità culinarie della zona da scoprire.


C'è chi manterrà i piatti della tradizione come c'è chi ci sorprenderà con creazioni nuove: è questo il motto dei 14 ristoranti della Valle Isarco e dell’Alta Val d’Isarco, fondere trazione e innovazione con gusto.

La primavera non solo invita alle camminate sui sentieri escursionistici di montagna ma anche attraverso i suoi ristoranti invita a gustare le pietanze del territorio.



Settimane culinarie Valle Isarco

I ristoranti partecipanti

Tenuta vinicola & hotel per buongustai “Spitalerhof”, Chiusa, 

Hotel Ristorante “Rösslwirt”, Barbiano, tel. 0471 654 188

Vinumhotel “Feldthurnerhof” Panorama-Wellness, Velturno, tel. 0472 855 333

Hotel “Taubers Unterwirt”, Velturno, tel. 0472 855 225

Ristorante “arbor”, Vipiteno, tel. 0472 764 241

Hotel Locanda Sudtirolese “Post”, Maria Trens/Campo di Trens, tel. 0472 647 124

Romantik Hotel Ristorante Gourmet “Stafler”, Mules/Campo di Trens, tel. 0472 771 136

Hotel Ristorante “Löwenhof”, Varna, tel. 0472 836 216

Hotel Ristorante “Pacher”, Novacella/Varna, tel. 0472 836 570

Ristorante “Sunnegg”, Bressanone, tel. 0472 834 760

Ristorante “Fink”, Bressanone, tel. 0472 834 883

“Alpenrose’s dining & living”, Pinzago/Bressanone, tel. 0472 694 947

Maso e Ristorante “Kircherhof”, Albes, tel. 0472 851 005

Ristorante “Pitzock”, Funes, tel. 0472 840 127

Per saperne di più :

Valle Isarco Info Turismo


lunedì 14 marzo 2022

Trevinano il borgo disabitato che ha ottenuto 20 Milioni di euro



Trevinano è un borgo di 142 abitanti in provincia di Viterbo in una posizione particolare tra Toscana, Umbria e Lazio, che in questi giorni si è visto assegnare per il suo recupero una cifra di circa 20 milioni di euro. 

Ci sono diversi progetti sia dell'Unione Europea che dello stato Italiano per destinare ai piccoli paesi con meno di 5000 abitanti un miliardo di euro nei prossimi 5 anni, una cifra per certi versi molto interessante, che fa gola a molti amministratori locali.

Nei giorni scorsi sono emerse molto polemiche sulla scelta di Trevinano come destinatario di questo finanziamento, in particolare dei sindaci degli altri piccoli borghi del Lazio che si sono visti privare di un possibile finanziamento. 

Personalmente non conosco il progetto di Trevinano e come nei prossimi anni spenderà questa cifra, tuttavia vorrei fare qualche considerazione in virtù della mia esperienza personale.

Credo che bisogna riflettere perchè i luoghi vengono dimenticati e abbandonati, bisogna partire da questa considerazione.

Nella maggior parte dei casi a incidere sono soprattutto la mancanza di attività economiche che permette ai suoi abitanti di sostenersi. 

Arrivo da un paese d'emigranti, dove sembra che chi scappa ha sempre torto e chi rimane ha sempre ragione, si va via per cercare migliori condizioni di vita, facendo cosi chi rimane può garantirsi migliori condizioni di vita perchè deve condividere con meno persone quello che c'è.

Ho visto persone rifarsi una vita in altri luoghi ma anche persone disperarsi per una vita, in fuga da una destinazione all'altra, la vita a volte può essere amara e poco fortunata per gli emigranti.

Affidarsi alla sola attività turistica come unica attività economica abbiamo visto in tempo di Covid può essere pericoloso fino a generare due anni di arrivi in negativo.

L'offerta turistica va sostenuta con l'avvio di progetti e l'attivazione di servizi, ristoranti bar, ufficio postale, banche, l'Italia ha la fortuna d'essere un paese turistico per definizione ma non basta mettersi sul mercato, bisogna avere capacità d'attrazione.

Può essere interessante rivolgersi ad un target ben preciso al fine di ottimizzare le risorse, per esempio il Portogallo di cui abbiamo parlato recentemente:

il paese di Ericeira ha deciso di rivolgersi esclusivamente ai surfisti, giusto o sbagliato che sia, ha scelto un target ben preciso e numericamente limitato ma adatto alla sua capacità di sviluppo e nello stesso tempo ha avviato l'attività economica della produzione, conservazione e vendita dei ricci di mare.

In Francia il paese di Tourettes sur loup opta per una strategia economica di valorizzazione di una varietà di violette, sia come volano per il turismo, per motivare le persone a muoversi dalla costa azzurra verso l'interno che come attività lavorativa di sostentamento della piccola comunità agricola.

Una realtà a noi più vicina è il paese di Pentedattilo in Calabria, dove la ristrutturazione delle case è stata fatta dalle famiglie dei ex emigranti unita però alla valorizzazione e la coltivazione di una varietà di Bergamotto.

Località che possono garantirsi un turismo 360 giorni all'anno ci sono ma sono in particolare le città d'arte come Firenze, Roma, Venezia per altre località è più facile avere un mese d'attività turistica, che solo un mese all'anno possa garantire la ripopolazione di un borgo è difficile ci vogliono altre attività economiche che possono garantire questo.

I borghi devo offrire un'esperienza unica non paragonabile altrove se vogliono inserirsi nell'offerta turistica è questo l'aspetto che mi auguro gli amministratori colgano di più.

Abbiamo visto in questo periodo di quanto sia difficile e labile la domanda turistica, tra pandemia e guerra sarà molto difficile tornare ai livelli di pre Covid.

Non vorrei che i borghi si trasformassero in pozzi di solo finanziamento pubblico a pioggia senza alcun feedback, non è che ricoprendo di finanziamenti gli amministratori locali i luoghi diventano meno disabitati!

Si possono ristrutturare case gratis (nulla è mai gratis se a pagare è la collettività o l'Unione Europea), si può rendere un borgo ecosostenibile dal punta di vista energetico e ambientale ma solo le attività economiche di più di 30 giorni all'anno e di una stagione possono ripopolare un borgo e avere la possibilità di rigenerarsi e di costruirsi un futuro per 360 giorni all'anno.

Per questo e per altre ragioni raccomando una visita in questo borgo del Comune di Acquapendente a Nord del Lazio distante circa 52 km da Viterbo, siamo nella zona della Comunità Montana dell'Alta Tuscia.

Una zona in cui passano diversi "cammini" dalla Via Francigena ai percorsi del riserva Naturale del Monte Rufeno, con il suo originale Museo del Fiore e un ricchezza botanica rara come il Giglio Rosso, Giglio Martagone, Giaggiolo susinaro e alcune rari narcisi e orchidee.

Dal punto di vista gastronomico la zona è nota per alcuni prodotti locali come l'Aglio rosso di Proceno, il Miele del  Monte Rufeno, Lenticchia di Onano,  la Patata dell'alto viterbese, Fagiolo del purgatorio e il Coregone del Lago di Bolsena.

Per saperne di più:

Comune di Acquapendente online

Comunità montana Alto Tuscia


domenica 20 febbraio 2022

I caretos de Podence, riti del carnevale nel nord del Portogallo



Abbiamo sempre parlato dei Carnevali poco noti e conosciuti in Italia, come il Carnevale di Mamoida, il Carnevale di Sauris , quest'anno complice il Covid andiamo a conoscere il Carnevale di Podence che presenta molti tratti in comune con le nostre tradizioni.

Podence, è un piccolo villaggio della località di Macedo de Cavaleiros nel distretto di  Braganza, siamo al Nord del Portogallo al confine con i distretti spagnoli di Leon, Vallodolid e Zamora, luoghi noti per le colline ondulate attraversate da fiumi che durate la primavera gli argini si colorano di mandorli in fiore. 

Siamo lontani dai grandi itinerari turistici, siamo vicini ma non vicinissimi alle terre del fiume Douro e delle aziende vitivinicole del Porto, queste sono più a sud e non toccano questo distretto che nasconde forse un Portogallo più semplice e più autentico.

Nei giorni del Carnevale dalla Domenica al Martedì Grasso, le strade di questo piccolo villaggio sono prese d'assalto dai Caretos. prevalentemente uomini con abito tradizionale verde, rosso e giallo, tramandato di padre in figlio per generazioni, il volto nascosto da una maschera di latta o di cuoio dipinta a mano per spaventare gli spiriti maligni e divertire gli spettatori. 

Per tre giorni corrono per le strade incantando la folla, con un bastone in mano e campane legate alla cintura, agitandosi freneticamente, il loro ardire è rivolto alle giovani ragazze nubili, con cui le maschere si "sposano", la festa termina con il falò della maschera in legno.


Negli anni si sono date diverse interpretazioni di questo particolare carnevale, come i diversi Carnevali in Europa rivela una forte matrice di origine celtica, a simboleggiare il risveglio della natura, un rito per risvegliare la primavera e garantirsi la fertilità.

Storicamente con l'arrivo dei romani e poi con la religione cattolica, i riti pagani non sono stati abbandonati, ma si sono modificati, alcuni di questi sono rappresentati nel carnevale, sono la nostra matrice arcaica ma anche culturale e sociale.

I caretos di Podence, con il loro rituale ancestrale, è stato nel 2019 riconosciuto come patrimonio culturale immateriale dall'Unesco, secondo alcuni storici sembra rievocare i Saturnali dell'antichità, durante i quali i Romani si abbandonavano a tutti gli eccessi con un forte richiamo alla natura e ai riti pagani.

Cucina di Carnevale e del territorio di Braganza

Il piatto tipico del Carnevale è il butelo com Casulas, una salsiccia affumicata tipica della regione di Braganza, servita in con baccelli di fagioli neri  e patate bollite.

Si tratta di un piatto invernale contadino molto confortante, saporito e ricco, il modo perfetto per celebrare l'indulgenza pre-quaresimale prima dell'inizio della stagione di digiuno.

Tutta la zona è ricca di prodotti e denominazione d'origine protetta, in particolare prodotti trasformati della lavorazione delle carni come la alheira de Mirandela, salsicce affumicate da consumare cotti oppure stagionati. La regione è anche famosa per funghi selvatici, le castagne, il miele e le trote fresche che si pescano nei torrenti della regione.


Braganza è la città capoluogo della Regione, da cui deriva la Dinastia Reale del Portogallo, di Braganza appunto, che governò il paese dal 1640 al 1910. 

Il percorso turistico più noto che unisce architettura storica religiosa e valenze naturalistiche e culturali è Rota de Terra Fria Trasmontana, un itinerario per scoprire una zona tra le meno note in Europa ma sicuramente tra le più interessanti che guardano all'Oceano Atlantico.

Per saperne di più:

Ufficio del Turismo del Portogallo

Ufficio del Turismo di Braganza

Rota de terra fria trasmontana

giovedì 10 febbraio 2022

San Valentino 2022: Orvieto, Torino, Alto Adige, Camogli, Romantik Hotels

 


Il giorno di San Valentino diventa sempre di più un occasione per fare turismo, per creare iniziative per stimolare la domanda d'evasione e la voglia di momenti romantici da vivere in due, in tempi di pandemia non è cosi facile come sembra.

Complice il Covid 19 ci si muove meno e si preferiscono soggiorni non lontani da casa, ho selezionato le iniziative che mi sono sembrate più interessanti in Italia.


Romantik Hotels

Questa catena di alberghi romantici propone per San Valentino delle iniziative interessanti in particolare:

Veneto 

Al Romantik Hotel Villa Margherita di Mira (VE) di propone un San Valentino nella villa che ospitò Giacomo Casanova. Siamo a pochi km da Venezia. Le coppie trovano nella camera una bottiglia di prosecco e una coppa di fragole, una mappa dettagliata di Venezia e due maschere di alto artigianato locale per partecipare al Carnevale di Venezia, per vivere un San Valentino all'insegna della Serenissima. 

Trentino Alto Adige

l Romantik Hotel Post Cavallino Bianco di Nova Levante (BZ), in Val d’Ega, si può coniugare il giorno di San Valentino con il benessere con la pratica dello sci. Con il programma 2 cuori e una Spa, lei si rilassa con un bagno ai petali di rosa e lui nella vasca dell’Imperatore, per poi rigenerarsi in un bagno comune insieme dopo una giornata passata sulle piste da sci.....

Umbria, Innamorati ad Orvieto 


Questa storica cittadina propone un romantico tour nei sotterranei della Rupe, dalle grotte di Orvieto Underground a quelle del pozzo della Cava passando per i cunicoli del Labirinto di Adriano e della chiesa di Sant’Andrea fin giù nell’incredibile pozzo di San Patrizio. Il tour prevede serenate, degustazioni di prodotti del territorio e la monetina della fortuna da buttare nel pozzo di San Patrizio dopo avere espresso un desiderio .

Info: Inorvieto

Piemonte, Torino 

La città di Torino vuole fare conoscere agli innamorati  il centro storico della città. Lungo le sue vecchie vie, un susseguirsi di portici, gallerie, piazze e capolavori barocchi che creano un contesto molto romantico, unito ai suoi storici caffè e pasticcerie, sono in grado d'offrire momenti indimenticabili ad una coppia d'innamorati. Inoltre a poca distanza vi attende lo scenario naturale delle Langhe, colline e vigneti che emozionano anche a fine inverno con antichi borghi e castelli arroccati che si alternano a vigneti e alberi di noccioli e noci, chi addormentato e chi pronto al risveglio della primavera.

Il giorno di San Valentino la città di Torino propone una visita notturna per scoprire Palazzo Barolo, uno dei più sontuosi Palazzi Barocchi della Città. Un’occasione per svelare la Storia e la Bellezza di questo gioiello del centro storico, una delle più belle Dimore Nobiliari di Torino, con un itinerario sul tema dell’Amore, da quello sfortunato di Elena Matilde al grande amore tra i Marchesi di Barolo sino all’amore per l’arte e la cultura che fecero di questo Palazzo il luogo magico in cui si esibì il giovane Mozart.

Into: Turismo Torino

Alto Adige, San Valentino nei Masi Gallo Rosso

Trascorrere qualche giorno in un maso è un regalo che tutti gli innamorati dovrebbero farsi. Passare del tempo in due, in un ambiente tranquillo, circondati dalla natura incontaminata, gustare la ricca colazione preparata amorevolmente dalla contadina a letto, uscire per una passeggiata con le racchette da neve e ammirare il bellissimo paesaggio delle montagne.

Info: Gallo Rosso

Liguria, Innamorati a Camogli

La magnifica cittadina sul mare propone per tutto il mese di Febbraio, Innamorati a Camogli, ene vento che unisce turismo, arte e cultura sul tema dell'amore, propone la rassegna Poesie d'Amore, l'iniziativa ristoranti degli innamorati un menù per innamorati a un prezzo speciale più un piatto del ricordo dell'evento.

Info: San Valentino a Camogli


Post correlati

I luoghi dell'amore: Parigi, Vico del Gargano, Camogli, Verona

Borgo a Castello Rivalta (PC)

Lucignano, l'albero dell'amore

La pista degli Innamorati a Passo San Pellegrino

Amalfi Costiera Amalfitana

martedì 1 febbraio 2022

Procida: figlia di un dio minore, capitale della Cultura Italiana 2022


Il destino non è stato facile per questa piccola isola del Golfo di Napoli, non c'è atmosfera glamour di Capri, non ci sono le terme d'Ischia, passa quasi inosservata all'interno del panorama turistico della Regione Campania.

Eppure l'isola è stata protagonista dei racconti del Boccaccio e più recentemente di due libri molto importanti Graziella di Alphonse de Lamartine e l'Isola di Arturo di Elsa Morante, è inoltre il luogo di nascita di uno delle cantanti soprano moderne più acclamate in Italia e all'estero, Maria Dragoni la cui voce è stata paragonata ai più grandi soprani dell'800.

Il segreto di questa piccola isola sta nella sua autenticità, non appena arriveranno le prime giornate di sole, è un luogo a poca distanza da Napoli da conoscere ed apprezzare.




Terra Murata, é il borgo più antico, rifugio degli abitanti dalle incursioni pirata del Medioevo, un labirinto di vicoli con una vista sul golfo di Napoli che abbaglia il visitatore, Il Palazzo D'Avalos, ex casa dei governatori dell'Isola che è stato anche carcere, ospiterà il polo culturale protagonista del Progetto Capitale della Cultura 2022.

Marina di Corricella, è il sito più famoso e fotografato di Procida, un molo ad antiteatro con dietro case colore pastello dove la luce del mare e il rende, il bianco più bianco, il giallo più giallo. l'azzurro più azzurro, molte scene del film Il Postino di Massimo Troisi sull'esilio di Pablo Neruda, vennero girate qui con l'attore Philippe Noiret. 

Riserva naturale di Vivara, una riserva naturale che si accede tramite prenotazione, un isolotto collegato all'isola con un piccolo ponte, dall'isola si può vedere un bene panorama su Ischia e sul Golfo di Napoli in generale.

Le spiagge sono poche a Procida d'origine vulcanica per cui scure non aspettatevi lunghi tratti sabbiosi.


Le specialità culinarie di Procida

L'isola incorpora tutte le specialità della cucina napoletana, dalla pizza alle sfogliatelle, dai spaghetti con le vongole alla caprese, Una cucina che segue la disponibilità e la stagionalità dei prodotti di terra e di mare:

La pasta del pescatore poverella con alici fresche e peperoni verdi fritti.

L'insalata di limone, che utilizza limone pane, limone tipico di Procida, la cui parte bianca (albedo) rispetto ad altre varietà è dolce e piacevole da mangiare, viene preparato con menta, cipolla, olio, sale e pepe

La lingua di suocera, due strati di pasta sfoglia, con all'interno una crema al limone, la cui forma ricorda una lingua lunga, appunto la lingua della suocera.

I carciofi, coltivati negli orti dell'isola, si portano in tavola come primo piatto, tradizionalmente il formato dei paccheri abbinati con olive nere e capperi. La preparazione di carciofi più utilizzate nelle case di Procida sono i carciofi fritti in pastella oppure cotti alla brace.

Le canocchie un pesce povero ma da sempre ricco di sapore, che diventa protagonista di primi piatti  con pomodori fresco, prezzemolo e peperoncino.

Comune a molte altre isole è il coniglio che di prepara al forno con pomodoro, vino bianco ed erbe aromatiche.



Procida Destinazione Turistica 

Procida Capitale della Cultura Italiana 2022, è un ottima idea per fare conoscere meglio l'isola, sembra tutto creato solo e unicamente per un solo anno ad uso e consumo dell'evento. 

C'è invece bisogno di continuità, se si vuole puntare sul turismo culturale bisogna fare qualcosa di più, come potere contare su iniziative che si ripetono nel corso degli anni e che sappiano creare interesse verso un target ben preciso, non basta solo il Premio Letterario Procida Isola di Arturo, Elsa Morante

Inaugurazione di Procida Capitale della Cultura Italiana 2022 prevista per il 22 Gennaio a Causa Covid è stata rinviata a Primavera.

Essere vicino a Napoli è una gran fortuna per qualsiasi destinazione turistica ma bisogna motivare con migliori argomentazioni la scelta di Procida. 

Un miglioramento inoltre della qualità e della quantità dei servizi turistici è auspicabile, in modo da rendere l'isola concorrenziale ad altre destinazioni della stessa regione.



Informazioni pratiche:

Come arrivare a Procida da Napoli:  da Napoli, in 30 minuti in aliscafo dal Molo Beverello (Caremar, Snav - circa 15 € il biglietto) o in 1 ora di traghetto dal porto di Calata di Massa (Caremar, Medmar- circa 10 € il biglietto). Si consiglia di prendere un traghetto più lento per ammirare l'arrivo a Procida.

Come muoversi sull'isola: dal porto di Marina Grande ci sono molti autobus che servono i diversi paesi di Procida, 5 linee con frequenza ogni 45/50 minuti,  in alternativa ci sono i taxi per fare il giro dell'isola, Il costo dei biglietti degli autobus è di 2 €  circa 15 € per una corsa in taxi.

Per saperne di più

Procida 2022

Visit Procida

mercoledì 19 gennaio 2022

Turismo e Covid 19, blog fermo per il momento ed eventi rimandati


Purtroppo anche quest'anno è il Covid 19 protagonista della nostra vita sociale, cosi tante iniziative che avrebbero dovuto arricchire l'offerta turistica e stimolare la domanda turistica non avranno luogo.

Non si terrà la 1022° Fiera dell'Orso ad Aosta, forse in estremis verrà recuperata da metà marzo a metà aprile.

Non ci saranno le sfilate della Festa del Limone a Mentone, rimane aperta solo gratuitamente l'esposizione artistiche degli agrumi nella piazza principale della cittadina.

Non si terrà il Carnevale di Ivrea come non si tiene il Carnevale di Rio de Janeiro, si parla di Carnevale contingentato a Venezia e Viareggio con tutte le misure di sicurezza possibili.

La maggior parte degli eventi è stata per quest'anno rimandata al prossimo anno quanto la situazione sanitaria sarà più sicura per tutti.

Quelli che invece hanno voluto mantenere la tradizione, saranno svolti in forma ridotta e sicura oppure tramite partecipazione online.

Giusto o sbagliato che sia sono decisioni che accettiamo e torneremo a viaggiare con il piacere di sempre.

A presto