martedì 15 novembre 2022

Festa del Torrone a Cremona dal 12 al 20 Novembre 2022


Si rinnova quest'anno l'appuntamento goloso della Festa del Torrone a Cremona dal 12 al 20 Novembre, in corso di svolgimento in questi giorni.

Per le vie della città di potranno degustare torroni provenienti da Sardegna, Sicilia, Calabria, Campania, Marche, Piemonte, Lombardia.

Ogni regione utilizza lavorazione differenti e ingredienti diversi dalla frutta secca come mandorle, nocciole e pistacchi alla versione abruzzese anzi meglio aquilana che prevede il cacao a quella sarda che si distingue per i diversi tipi di miele da quello di corbezzolo a quello di castagno.

Ci sarà anche il corteo della rievocazione storica del matrimonio tra Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti composto da 150 configuranti, dove pare che sia comparso il Torrone per la prima volta nel 1441 in Italia.




Su quando sia nato il torrone è più difficile da dire, sicuramente gli arabi sono stati i maggiori diffusori della pasticceria a base di albume d'uovo. mandorle e miele. Non a caso i primi torroni compaiono in Spagna nel 1221.

Sono del parere che a diffondere la preparazione in Europa furono i crociati che combattendo in terra santa, portarono in Europa una preparazione dolciaria che scoprirono a Gerusalemme, che mise in relazione il Natale e la nascita di cristo.

Sto parlando dell' Halva una preparazione culinaria a base di pasta di sesamo che proprio a Gerusalemme c'è una versione più dura e compatta a base di frutta secca che ricorda proprio il torrone. 

Molto probabilmente per imitare questa preparazione si avvio la ricetta del torrone in particolare nei conventi, con gli ingredienti che si trovavano più facilmente e dalle tecniche per realizzarlo e conservarlo in tutto il bacino del Mediterraneo.


La Festa del Torrone è l'occasione per visitare una delle città lombarde più belle e ricche di tesori di valore a iniziare dalla Liuteria Cremonese un itinerario musicale che vi condurrà nel mondo magico della Liuteria e del Violino con visita al Museo del Violino e alle botteghe liutaie.

Una visita importante al Duomo della città il cui interno ci sono dei affreschi realizzati tra il XVI ° secolo che per la bellezza hanno meritato l'appellativo di Cappella Sistina della Pianura Padana. 

L'interesse gastronomico della città di Cremona, non riguarda solo il Torrone ma anche altre specialità che rappresentano la città come la Mostarda, il Salame Cremonese e i Marubini.





Come arrivare a Cremona in treno: siamo sulla linea Milano Mantova ci sono treni regionali diretti che in circa un ora portano a Cremona al prezzo di 7,30 euro, oppure treni che prevedono cambio a Codogno e impiegano 1,30h. Dalla stazione ferroviaria si arriva facilmente in centro citta in 15 minuti a piedi, 

Info: Trenitalia e Trenord

Dove mangiare a Cremona: 

Osteria la Sosta

Osteria del Melognano

Ristorante il Violino 

In questi tre ristoranti potrete degustare i piatti della tradizione gastronomica di cremona unita ad una moderna rivisitazione come i tortelli di zucca, tortelli di torrone, risotto con zucca mostarda e torrone, marubini, gnocchi vecchia cremona.

Per saperne di più: 

Festa del Torrone a Cremona dal 12 al 20 Novembre 2022

Si ringrazia il Quotidiano la Provincia di Cremona e Cremona 1tv per la condivisione del video dai canali you tube


giovedì 3 novembre 2022

Cannoli siciliani: le origini, la cultura e la storia di uno dei dolci più graditi della tradizione Siciliana


Ci sono alcune ricette che riescono a rappresentare un'intera comunità, la sua storia e in questo caso un'isola : i cannoli siciliani. 

Nonostante la cucina e la pasticceria siciliana sia molto ricca, nessun altra preparazione riesce a rappresentare nel nostro immaginario l'isola come i cannoli.

Da Cicerone la storia del Cannolo

La sua origine si perde nella notte dei tempi la testimonianza più datata è stata quella di Cicerone del 74, 75 a. C. ( Tubus farinarius dulcissimo edulio ex lacte fartus).

Un tubo di pasta di farina farcito di preparazione lattaria. La preparazione del cannolo è partita quindi dai tempi dei romani (forse anche prima dai greci), una ricetta che si è evoluta con il tempo in base alla cultura, ai prodotti disponibili e delle tecniche in cucina.

Il periodo più importante è stato sicuramente la dominazione araba che ha introdotto in Sicilia lo zucchero o meglio la canna da zucchero. 

Prima ancora delle Repubbliche marinare di Venezia e Genova che introdussero lo zucchero (chiamato anche sale arabo) in tutta Europa, la Sicilia  e l'Andalusia in Spagna sono state le prima regione a conoscere lo zucchero nel caso della Sicilia anche a produrlo. 

Lo scrittore arabo Ibn Ankal scriveva: «Lungo la spiaggia, nei dintorni di Palermo (quella che noi oggi chiamiamo Conda d'oro), cresce vigorosamente la canna di Persia e copre interamente il suolo; da essa  si estrae per pressione un succo dolce.

Utilizzo dello zucchero è una tappa importante per la ricetta, per la preparazione dei canditi di frutta ma anche perché era più facile e abbondante da trovare rispetto al miele delle api, tuttavia le preparazioni dei dolci rimangono ancora una proposta per pochi eletti.

La dominazione araba e il medioevo

La versione che oggi troviamo del cannolo deve la sua tappa fondamentale al X secolo , pare che concubine dell'Harem del Castello delle Donne di Caltanissetta, per lusingare la virilità del loro principe, avrebbero nel tempo libero in attesa del principe preparato questa dolcezza altamente suggestiva, mettendo insieme la ricetta tradizionale che ci aveva documentato Cicerone con una preparazione araba con ricotta, mandorle e miele, sostituendola con prodotti locali, più facilmente disponibili. 

Un secolo dopo, l'isola passò nelle mani dei Normanni che avrebbero cristianizzato il territorio ma le tradizioni sono state conservate soprattutto culinarie, come altre preparazioni anche il cannolo diventa protagonista delle tavole nei conventi o meglio nei dolci che i conventi preparavano per ingraziarsi i nobili e ricevere offerte. 

Da qui in poi troviamo la preparazioni dei cannoli nei conventi come specialità di carnevale (la forma poteva essere concessa). Pare che proprio durante il medioevo nei conventi venne rielaborata la parte esterno cioè il cannolo, una pasta a base di farina, marsala, zucchero avvolto nelle canne che veniva fritta nello strutto più raramente nell'olio. 

Nel secondo millennio

Ora si possono mangiare cannoli tutto l'anno, in tutto il mondo, con interpretazioni a volte molto fantasiose. Si sono diffuse in tutto il mondo negozi di cannoli, la ricetta non è difficile da riprodurre ma sono gli ingredienti locali che fanno la differenza. 

Per riprodurre un buon cannolo siciliano secondo me bisogno conoscere quello vero, non basta riempire un cannolo di pasta fritta con della ricotta.

Tuttavia, il successo di un cannolo "vero" sta in pochi dettagli: primo fra tutti, il suo impasto, la cui crosta deve essere costellata di bolle e crateri, frutto dello scoppio dei chicchi di zucchero nella frittura. Allo stesso modo, la tradizione impone che i cannoli siano fritti nello strutto per garantire una maggiore consistenza e quel croccante che si sente già dal primo morso. 

Indipendentemente dal luogo di dove si decide di assaggiarlo è importante che venga riempito solo all'ultimo momento, in modo da non inumidire il "cannolo". 

Questo è anche uno dei motivi per cui alcuni cannoli sono a volte spennellati all'interno di una glassa al cioccolato che serve in qualche modo come isolante. 

Il ripieno del cannolo deve essere fatto con ricotta fresca di pecora che sarà solo leggermente zuccherata per non coprire il sapore della ricotta e non va utilizzata crema pasticcera o qualsiasi altra crema o panna montata, spesso mi è capitato di mangiare cannoli con ripieno di ricotta e panna. 

La ricotta può anche includere piccole gocce di cioccolato o pezzi di frutta candita in particolare scorze d'agrumi come arance i limone

Infine, il cannolo può essere cosparso all'ultimo momento di zucchero a velo.

È il misto di croccantezza e cremosità, che rende tutto il fascino del cannolo. Nonostante il suo successo, non è facile da mangiare con le sue originali generose dimensioni di 15 cm di lunghezza e 4-5 cm di diametro. 

Si consiglia quindi di consumarlo in un piccolo piatto nel caso in cui l'impasto si rompa completamente al primo morso.



Piana degli Albanesi (Palermo) 

La preparazione più interessante che io abbia provato si trova a Piana degli albanesi in provincia di Palermo, dove da secoli c'è una delle comunità albanesi più antiche, a pochi chilometri da Palermo conserva una delle versione dei cannoli da provare per la fragranza e il sapore del cannolo unico nel suo genere.  

Sicuramente è interessante di come la Sicilia riesce ad integrare nella storia e nella propria cultura le diverse popolazioni che per diverse ragioni arrivano in Sicilia, dai Greci, ai Romani, Arabi, Normanni e ora gli Albanesi

A piana degli Albanesi cercate la Pasticceria Extra bar dei F.lli Petta, dove la croccantezza della pasta che si scioglie in bocca, la ricotta di pecora prodotta localmente e per lo zucchero aggiunto meno di 300 g per chilo di ricotta, durante l'inverno utilizzano il miele. 

Nelle pasticcerie nuove si utilizza 50% zucchero 50 per mascherare una ricotta spesso di non qualità, qui invece a Piana degli Albanesi si sente il sapore della ricotta che sia abbina bene alla consistenza del cannolo, che trasforma il cannolo in una vera delizia per il palato. 

Dove mangiare il cannolo siciliano artigianale;

Extra Bar, Piazza Vittorio Emanuele, 4, Piana degli Albanesi (PA).

Caffè Sicilia, Corso Vittorio Emanuele, 125, Noto (SR). 

Caffè Battaglia, Piazza Garibaldi, 10, Nicosia (EN). 

Euro Bar Dattilo, Via Garibaldi n11/13, Dattilo (TP).


I migliori luoghi dove mangiare cannoli siciliani a Palermo

Per noi poveri turisti queste mete non sempre sono facili da raggiungere ma se siete a Palermo  e non fate in tempo ad andare a Piana degli Albanesi , potete provare questi indirizzi segnalati dai lettori alcuni sono dei luoghi specializzati in cannoli altri pasticcerie dove si producono anche cannoli.

Cannoli & Co, Via Maqueda 268, 90134, Palermo, 

Pasticceria Oscar, Via Migliaccio, 39, 90145, Palermo, 

Pasticceria Costa, Via Gabriele D'Annunzio 15, 90144, Palermo, 

Pasticceria Cappello, Via Colonna Rotta, 68, 90134, Palermo, 

Pasticceria Vabres, Corso Dei Mille 525, 90123, Palermo, 

Panificio Velardi, Via Vittorio Emanuele, 159, 90133, Palermo

Spinnato, Piazza Castelnuovo 16/17, 90141, Palermo

Laboratorio Martino,  Via Nicolò Garzilli, 43 Incrocio con Via Enrico Parisi, Palermo

Pasticceria San Michele, Via Nunzio Morello, 67, 90100, Palermo

I segreti del Chiostro, Piazza Bellini 33, Palermo

Cannolissimo, Via Maqueda, 397 Palermo

venerdì 30 settembre 2022

Autunno goloso : XXXIV° Rassegna Gastronomica del Lodigiano dal 1 Ottobre al 4 Dicembre 2022


Per fare turismo, per conoscere un territorio non vuole dire sempre fare grandi distanze. Chi vive a Milano, quando pensa ad una vacanza è portato a pensare a luoghi distanti che invitano a spostarsi aerei e treni veloci, invece c'è tutto un mondo da scoprire a breve distanza dalla città.

Si muove in questa direzione la XXXIV° Rassegna gastronomica del Lodigiano con i ristoranti e i produttori di specialità tradizionali che si fanno promotori anzi testimonial del territorio.

Un territorio che vuole prendere per la gola il viaggiatore, per fargli conoscere la tradizione gastronomica lombarda della Provincia di Lodi, che proprio in questa stagione esalta le papille gustative.


Formaggi tipici dalla Raspadura tipica lodigiana al Pannerone, alla scoperta del tipico formaggio Mascarpone nato alla Cascina Mascherpa che nonostante sia stato il Veneto a registrare il tiramisù come specialità regionale personalmente trovo più interessante segnalare che il mascarpone è nato in questa zona dove è tradizionalmente prodotto e utilizzato in cucina.

Il riso questa è una zona di risaie in particolare il riso carnaroli, protagonista di primi piatti caldi e preparati al momento.


Ci sono anche i salumi tipici prodotti localmente con animali allevati in questo territorio come il salame lodigiano la pancetta lodigiana, cotechini sono i prodotti tipici realizzati dalle aziende artigianali.

I dolci come la Torta di Lodi (una torta di mandorle), il biscotto di Codogno, la torta del Casale, gli amaretti di San Angelo ideali da degustare con il mascarpone ma anche utilizzato per aromatizzare le polpette e la farcia dei tortelli.


I vini fanno riferimento alla vicina zona di produzione di San Colombano al Lambro, con il Rosso San Colombano Doc e il vino bianco Verdea IGT.

I menu proposti seguono la stagionalità autunnale come la zucca, la verza, castagne, una cucina contadina sicuramente ma nella sua versione più nobile e ricca.


Le proposte dei ristoranti sono tre menù c'è il menu classico, il menu con zucca e castagne e il menu antichi sapori che invita a scoprire quei piatti tipici del territorio un po' dimenticati dalla nuova cucina moderna come la selezione di bolliti, il risotto all'ossobuco, la polenta con salsiccia e fagioli, lo strachin gelato con salsa al cioccolato.

Tra i ristoranti ho selezionato il Ristorante storico Il Sole di Maleo (LO) che propone delle ricette tradizionali ma rivisitate molto gustose come lasagnette con le verze e salsiccia, la zuppa di cipolle, torta sabbiosa con la crema al mascarpone che fanno parte della tradizione del territorio con un menù a 35 euro.


Un invito a scoprire sul territorio le chiese (da non perdere il Tempio dell'Incoronata a Lodi), i musei, i santuari, i teatri, raccolte d'arte, castelli  ma la cultura non è solo il passato e anche il presente proprio in questi giorni fino alla fine di ottobre c'è il XIII° Festival della Fotografia etica a Lodi, 100 fotografi da ogni parte del pianeta con oltre 20 mostre per coinvolgere il pubblico attraverso progetti inediti, esposti in spazi all'aperto e nei prestigiosi luoghi della città , ci mostrano storie di sfruttamento documentato dalle immagini ma anche storie di riscatto degli uomini.

Un invito a guardare questo territorio tra Piacenza e Milano e tra Pavia e Cremona con altri occhi, cosi la prossima volta che percorrete l'autostrada Milano Piacenza, che passerete con il treno veloce sulla Milano Bologna, guaderete fuori con un altro sapere.

Per sapere di più:

Rassegna Gastronomica del Lodigiano

Visit Lodi

mercoledì 21 settembre 2022

17° Gassltörggelen , Klausen Chiusa (BZ) 24 Settembre e 1 Ottobre 2022


I prossimi due sabati si tiene uno dei tradizionali appuntamenti del Gassltörggelen a Chiusa / Klausen, l'evento segna l'inizio del Törggelen, una tradizione tipica della Valle Isarco durante l'autunno per degustare il vino nuovo nei masi, trascorrere giornate all'aria aperta percorrendo a piedi i percorsi tra i castagni, un invito per trascorrere l'autunno in Alto Adige fino all'ultima giornata di sole di San Martino.


A Chiusa con il Gassltörggelen  nel piccolo centro ci sarà una vera e propria festa con canti e balli con stand che offrono le specialità tipiche del territorio senza necessariamente spostarsi dal centro della cittadina, una festa per festeggiare il ritorno del bestiame dai pascoli e lo spillare il vino nuovo dolce delle botti.


Esempi di alcuni stands di ristoranti

Imbiss Herbert : 

Minestra d‘orzo, canederli pressati al formaggio con insalata di crauti, Blattln di patate con crauti, salsiccia (Hauswurst) con crauti, piatto di carne mista (Schlacht platte), Krapfen nostrani con marmellata di mirtilli. Angolo del pane di Herbert: Pane dal forno a legna, strudel di mele, Krapfen, caldarroste, vino dolce (Sußer)

GasslBrau, fabbrica della birra, ampia offerta di birre di produzione propria, si può degustare :

Forrmaggio fresco Zieger con cipolla, piatto Gassl (affettato misto), crema di castagne e zucca, minestra d‘orzo, ravioli fatti in casa ripieni di zucca, ravioli di pattate ripieni di crauti, padella contadina, Tirtln ripieni di crauti, salsiccia casereccia e carrè di maiale con crauti, gulasch di cervo con crauti rossi e gnocchetti alle erbe, stinco di maiale con crauti, costine di maiale con patate arrostite, canederli di prugne fatti in casa, strudel di mele, tiramisù alle castagne, bis di Krapfen dolci 

Gasthof Walther von der Vogelweide 

Piatto tirolese, minestra d’orzo, crema di zucca con speck arrostito, Blattler di patate con crauti, costolette con canederli, salsiccia con crauti e Blattler di patate, canederli alle prugne, Krapfen dolci, Birra di castagna Gassl Bräu, succo di mela, vini bianche e rossi della Valle Isarco. 

Ci sono inoltre degli ottimi panettieri dove trovare il pane di tutti i tipi e preparazioni dolci e salate, tra le specialità che vi invito ad provare la Birra di Castagne.

La festa inizia il sabato alle ore 11,30 fino a tarda notte, si alternano sfilate in costume, musica e canti corali, un modo informale per passare un sabato allegro e spensierato.



Come arrivare a Chiusa Klausen:

Come arrivare a Chiusa in treno: è possibile da tutta Italia arrivare con treni veloci sia di Trenitalia che di DB ferrovie tedesche fino a Bolzano, da Bolzano treni regionali collegano con Chiusa / Klausen uno ogni ora, il tragitto e di 24 minuti.

Come arrivare a Chiusa in auto:  autostrada del Brennero uscita Chiusa Val Gardena.



Dove dormire a Chiusa/ klausen: 

Hotel Ansitz Fonteklaus in posizione isolata e tranquilla dista solo dieci minuti dal centro di Chiusa, una delle locande storiche dell'Alto Adige. 

Hotel Bischofhof Ristorante Jasmin Vitale, bello confortevole e moderno, ospita al suo interno il Ristorante Jasmine premiato con due stelle dalla Guida Michelin

Gasthof Walther von der Vogelweide, direttamente in centro città, al centro della festa.

Der Rierhof, recentemente ristrutturato appena fuori dal centro ma distante dieci minuti a piedi, è dotato di un bel centro benessere.



Per saperne di più: 

Chiusa Klausen Turismo

Instagram Chiusa Klausen

Facebook Chiusa Klausen

martedì 13 settembre 2022

47° Fiera del Fungo di Borgotaro (Parma) 17-18 e 24-25 Settembre 2022


Nei prossimi weekend 17-18 e 24-25 Settembre per i golosi di funghi in Provincia di Parma, in Val di Taro in quella parte d'Appennino Emiliano vicino alla Toscana, si svolge la 47° edizione della Fiera del Fungo di Borgotaro.

In questa zona la raccolta dei funghi è una grande tradizione popolare, vi si trovano tutte le specie di fungo porcino: Boletus edulis, Boletus aereus, Boletus aestivalis e Boletus pinophilus. Da diversi anni il Fungo Porcino di Borgotaro ha avuto il riconoscimento IGP. 

Sono autorizzati alla raccolta solo chi è munito di tesserino rilasciato dalla Comunità Montana delle Valli del Taro e del Ceno.

Ci sarà la Fiera enogastronomica dedicato al fungo con il mercato che si tiene nel centro storico dalle 9 alle 19,00.

Contemporaneamente ci saranno altri eventi come inaugurazione del Museo dei Fungo, Mostra Micologica, show cooking, degustazioni guidate di vini e birra artigianale con parmigiano di montagna e intrattenimento con musica. 

Il tutto si svolge sempre nelle regole del comportamento anti Covid.

Un'occasione per conoscere un territorio dove spesso ci si passa in autostrada diretti al mare senza fermarsi ma che merita di essere conosciuto.

Domenica 18 Settembre l'Associazione delle guide ambientali Valtaro e Valceno propongono un escursione per i boschi per conoscere l'habitat del fungo porcino.


Come arrivare a Borgo Val di Taro in auto dall' autostrada A15 Parma - La Spezia, uscita Borgotaro, da qui una strada veloce conduce direttamente a Borgotaro in circa 15 km.

Come arrivare a Borgo Val di Taro con il treno: la stazione ferroviaria di Borgo Val di Taro si trova invece a circa 900 metri dal centro storico. ci sono diversi treni regionali che da Parma in un ora collegano con la stazione di Borgo val di Taro al costo di 6/7 euro circa, esempio 07,48 partenza a Parma e arrivo a Borgo Val Taro alle 08, 45. Analogo viaggio anche per coloro che vogliono raggiungere Borgo val di Taro da La Spezia in Liguria o anche dalla Toscana dalla Provincia di Massa, Lucca e Pisa, in quanto siamo sulla linea Milano- Berceto - Pisa. 

Per saperne di più: 

Fiera del Fungo Porcino di Borgotaro 17-18 Settembre 2022, 24-25 Settembre 2022

Turismo Val Taro

Facebook Fiera del Fungo Borgotaro

mercoledì 7 settembre 2022

Cernobbio, lago di Como, luogo di villeggiatura tra storia e presente


Si tratta di una delle mete più facile da raggiungere del Lago di Como, a pochi minuti di traghetto da Como Lago ma ci sono anche coloro che vi arrivano a piedi direttamente da Como. Una località che deve la sua notorietà a personaggi di spicco dell'800 che includono dalle teste coronate e padri dell'industria italiana.

Il Lago di Como nel settecento e nell'ottocento è stato un luogo di villeggiature di molte famiglie nobili europee, Cernobbio deve in particolare la sua notorietà a:

Carolina Amalia di Brunswick, Principessa del Galles, moglie separata del futuro re Giorgio IV che mori presumibilmente avvelenata poche ore dopo l'incoronazione del marito. Acquistò e trasformò quello che oggi a tutti è nota come Villa d'Este, in una residenza degna del suo rango di futura regina. Il nome Villa d' Este, in quanto la nobildonna vantava origini della famiglia Este del ramo Welfen della Germania. 

Marija Fëdorovna, (in russo: Мария Фёдоровна?) nata principessa Dagmar di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg e poi principessa Dagmar di Danimarca, moglie dello zar Alessandro III  e madre di Nicola II Romanov, ultimo zar di Russia.

Le due nobildonne in tempi diversi trasformarono Villa D'este in una dimora degna del loro rango e grazie alla loro fama fecero conoscere questa località che altro non era che un piccolo villaggio di pescatori al mondo intero. Erano tempi in cui ospitare un monarca o un rappresentante della loto famiglia, era un sinonimo di luogo d'eccellenza..


Alla fine dell'800 accanto ai membri delle famiglie nobili d'Europa si fecero spazio i rappresentati delle famiglie industriali a rendere nota e a lasciare un'impronta sulla cittadina dapprima la famiglia Erba con la costruzione di Villa Erba, una delle ultime rappresentati che vi ha abitato è stata Carla Erba, nota alle cronache come madre di Luchino Visconti, uno dei registi di cinema più noti in Italia, che proprio a Villa Erba girerà uno dei suoi film più importanti.

Dall'industria farmaceutica e al cinema all' Industria tessile di Davide Bernasconi che trasformerà Cernobbio d a un paese di pescatori in un paese rappresentante dell'industria tessile italiana nel mondo.

Nel XVIII secolo c’erano 248 filande e Como diventò il punto di riferimento in Europa per i tessuti di seta.

Da imprenditore illuminato Davide Bernasconi si interesso della fabbrica ma anche degli operai con opere pubbliche e private, l'asilo a Cernobbio porta ancora il suo nome, le Tessiture Bernasconi durarono 100 anni dal 1872 al 1971, ancora oggi Como e in particolare Cernobbio è conosciuta per la memoria storica della qualità della seta. 



Dell'eredità del passato sono rimaste le ville storiche:

Villa d'Este un hotel di lusso il cui giardino è stato dichiarato monumento nazionale

Villa Erba è stata trasformato in un complesso espositivo congressuale. 

Villa Bernasconi trasformata in museo

Le altre ville come Villa Allamel, Villa Pizzo, sono private e sono aperte raramente al pubblico.

Per non fare torto all'Architettura Moderna in via Regina 41, c'è Casa d'affitto, l'edificio di Cesare Cattaneo, del celebre architetto razionalista costruita nel 1939, un esempio di quel movimento culturale nato tra le due guerre.

Oggi Cernobbio è noto per il Forum Ambrosetti che si tiene tutti gli anni che si pone l'obiettivo di offrire alla classe dirigente internazionale ed italiana un'occasione di approfondimento serio e qualificato – supportato da analisi e ricerche – sugli scenari geopolitici, economici, tecnologici e sociali e sulle loro implicazioni per le imprese e per i Paesi.

Il paese di Cernobbio fa da contraltare per la sua pace e tranquillità, si viene a Cernobbio per perdersi nelle stradine del paese, una località a misura d'uomo, poche distanze, tutto si trova facilmente, un imbarcadero in stile Liberty buon attracco per i traghetti, un lungo lago ampio, che fa da apripista ad una giornata di sole sul lago di Como per un dolce fine estate e inizio dell'autunno.




Come arrivare a Cernobbio in treno: Stazione di Como San Giovanni, dista circa 50 minuti a piedi, una passeggiata non troppo impegnativa.

Come arrivare a Cernobbio in battello da Como lago in meno di 15 minuti si arriva a Cernobbio, seconda fermata dopo Tavernola e prima di Blevio. info : Navigazione Laghi/ lago di Como

Come arrivare a Cernobbio in auto: Ad 1 km dall'uscita "Lago di Como" - autostrada A9 in direzione Chiasso confine con la Svizzera.




Dove mangiare a Cernobbio: c'è una buona offerta di Ristoranti per tutte le disponibilità, i tre che seguono sono quelli che offrono la possibilità di vivere un' esperienza unica di una cucina molto ricercata:

Veranda Villa D'este, magnifico all'interno di Villa d'este 

Casa Perrotta Restaurant

Ristorante Materia

Personalmente preferisco fermarmi in luoghi più semplici e conviviali come:

Osteria del beuc, nella zona pedonale con tavolini all'aperto

Ristorante Miralago, speciale menù bistrot a mezzogiorno con vista lago

Dove fermarsi per un caffe o un dolce momento di Break: 

Pasticceria Poletti, via Regina 34 , sulla strada centrale con le auto a senso alternato, tavolini all'aperto in uno piccola terrazza in giardino riparata. Una buona produzione di dolci, limitata ma sempre freschi, dai bignè XL a dei favolosi cannoncini alla crema, diversi a seconda del periodo, dei giorni e dell'ora di frequentazione.

Per saperne di più:

In Lombardia Cernobbio

Comune di Cernobbio

Articoli Correlati:

La riva romantica del Lago di Como da Cernobbio a Laglio

Da Milano a Como, Brunate e Torno

Il parco dell'hotel Villa d'Este

Blevio, il fascino del lago di Como

I colori dell'autunno sul lago di Como: Tremezzo

mercoledì 31 agosto 2022

Slovenia Green Wellness Route


Un consiglio di viaggio per i nostri amici amanti delle due ruote, in un estero a noi molto vicino e facilmente raggiungibile, la Slovenia. E' stato inaugurato quest'anno un nuovo percorso green, una pista ciclabile in tema di sostenibilità e benessere. 

Si tratta di un percorso di 16 giorni che tocca alcune delle mete turistiche della Slovenia, una valorizzazione delle terme naturali, che sono una grande risorsa per il paese, unita alle attrazioni paesaggistiche e storico culturali. 

Sono circa 320 km di percorso in bicicletta per tutti i livelli si parte dalla capitale Lubiana  per poi dirigersi verso Kamnik, Ljubno/Rečica, Velenje, Zreče, Maribor, Lenart/Sveta Ana, Moravske Toplice,  Ljutomer/Jeruzalem, Ptuj, Rogaška/Podčetrtek, Brežice/Čatež, Kostanjevica na Krki, Novo Mesto,  Laško, Celje/Šentjur/Žalec .

Un percorso che più semplicemente da Lubiana porta prima ai confini con l'Austria e poi ai confini dell'Ungheria fino a Ptui e poi spostarsi e tornare indietro verso il confine con la Croazia (Novo Mesto) e fare ritorno su Lubiana.



Si serpeggia con due ruote tra montagne, colline e vigneti, si possono intravedere castelli e monasteri, i resort segnalati lungo il percorso sono tutti certificati slovenia green, incoraggiano il riciclaggio, l'utilizzo delle energie rinnovabili, la vacanza senza senza auto a ridotto impatto ambientale, la pulizia ecologica, il consumo di cibo locale, i materiali da costruzione naturali e così via. 

Ogni tappa ti permette di selezionare le cose da vedere come le cantine storiche, le cristallerie dove si realizzano e si forgiano bicchieri, e i luoghi d'ospitalità come alberghi, gampling, resort, ostelli

Un modo diverso di usufruire turisticamente un territorio da Aprile fino a tutto Ottobre, rivolto a un target specifico. Un 'idea per la fine di questa estate e l'autunno da tenere in considerazione, per tutto il percorso o anche solo qualche tratta per un fine settimana all'insegna della sostenibilità.

Per saperne di più: 

Slovenia Green

Slovenia info

Post correlati

Brda la Slovenia del Vino

Le Rose del Monastero di Castagnevizza

Orchidee selvagge sul lago di Bohinj

mercoledì 24 agosto 2022

Isole greche per camminatori: Creta, Sifnos, Kythera


Antonella T.; Bari: Volevo chiederle se ci sono delle isole in Grecia organizzate per fare trekking. Tutte le isole hanno nel bene o nel male dei percorsi ma non sono sempre praticabili o segnalati, ma c'è qualche isola organizzata in questo senso, meta per questo tipo di vacanza?

Si, sono delle destinazioni che vi ho fatto già conoscere, le isole greche che sono più organizzate per  camminare a tutti i livelli sono : Creta, Sifnos, Kythera.

Si tratta per la Grecia di un fenomeno nuovo quello del Trekking, fino a qualche anno fa, il turismo in Grecia a parte Atene, voleva dire un attività economica solo per i mesi di Luglio e Agosto.

Se qualcuno di voi ha provato ad andare in qualche isola negli altri mesi dell'anno, avrà trovato la maggior parte delle attività chiuse.

Un cambiamento economico

Questo nuovo segmento di mercato del turismo sta prendendo piede anche in Grecia, in genere i camminatori arrivano a settembre dopo la fine dell'alta stagione, e grazie ad alcune località possono andare in Grecia fino a giugno, quando poi arrivano le persone per i soggiorni in spiagge e mare.

Si è cosi avviata dal 2016 una nuova domanda turistica, questa può essere un ottima strategia per destagionalizzare e avere turisti tutto l'anno per creare lavoro fisso e di conseguenza garantire attività economiche per tutto l'anno. Questo potrebbe garantire continuità di rendimento ma anche di occupazione, cosi i giovani non hanno necessità di spostarsi altrove nelle altre stagioni.

Un cambiamento sociale

Un cambiamento anche sociale, in Grecia le persone avevano  due lavori, uno invernale e l'altro estivo, agricoltori che diventano d'estate guide turistiche, impiegati in inverno e direttori di sala nei ristoranti d'estate, musicisti d'inverno e skipper d'estate. ora invece grazie alla destagionalizzazione potranno avere un solo lavoro tutto l'anno.

Un cambiamento ambientale

Nei periodo di alta stagione molte isole si trovano ad avere invece di tremila abitanti anche 30.000 abitanti, dove tutti  hanno bisogno di una doccia e dell'accesso all'acqua potabile. Diffondendo il turismo durante tutto l'anno, si può normalizzare il consumo di acqua e si può fare un uso migliore delle infrastrutture esistenti, come hotel e ristoranti. 

Per sviluppare ulteriormente il turismo di alta stagione, si dovrebbero costruire più infrastrutture. Ciò aumenta le emissioni di carbonio e può portare all'espansione urbana non razionale, il segmento del turismo del trekking  o camminatori come li si voglia chiamare può contribuisce a ridurre le emissioni le emissioni di carbonio e garantire un turismo sostenibile in favore della popolazione locale che in questo modo è spinta a restare nelle isole e non ad andare via.



Creta

Creta è forse l'isola più organizzata per la vacanza dei nostri amici camminatori, è l'isola che ha più esperienza in merito, da sempre ha lavorato come destinazione turistica per 360 giorni all'anno ,in particolare il trekking sembra funzionare molto nel periodo in cui le spiagge non sono accessibili (Luglio, Agosto), anche perchè le temperature sono molto alte ed è bene non camminare molto sotto il sole con 40°.

L'isola di Creta è interamente coinvolta nel percorso europeo E4, un percorso per camminatori che dalla Spagna attraversa l'Europa porta fino a Cipro.

A Kastelli Kissamou inizia il segmento cretese della E4: corre a sud fino a Elafonisi, poi a ovest-est lungo tutta Creta  fino a Kato Zakro, dove gira di nuovo a nord per terminare nella zona di Sitia. 

A Sougia, il sentiero getta fuori i rami laterali nord e sud: il nord è senza dubbio alpino, e gli escursionisti devono avere l'esperienza necessaria. Il sud, lungo la costa meridionale, è molto accidentato in alcuni punti a causa delle scogliere. 

Ogni ramo è lungo più di 320 km e sono necessarie circa 3 settimane per il suo passaggio. Gli escursionisti hanno la possibilità di sperimentare un aspetto sconosciuto dello stato naturale di Creta: si passano vecchie piste, insediamenti, monasteri e le alte montagne dell'isola.

Isola offre anche percorsi meno impegnativi più di natura archeologica, sia escursioni in giornata, per un fine settimana e per una settimana.

Per saperne di più: 

Cammina Creta 

Creta Trekking

Trekking on Crete

Turismo Lento a Creta



Isola di Sifnos (Cicladi)

Si tratta della mia isola preferita nelle Cicladi, grande da garantire una grande varietà di paesaggi ma nello stesso tempo non grandissima che si può conoscere in pochi giorni.

A Sifnos c'è una rete di sentieri di 100 km di Sifnos. I sentieri su quest'isola ci sono sempre stati prima che venissero tracciate le strade per le auto.  Gli abitanti di Sifnos si spostavano solo a piedi,  per spostarsi da un villaggio all'altro, raggiungere le numerose cappelle e chiese dell'isola e in particolare per raggiungere i campi da lavorare. Nel corso degli anni, quando i giovani hanno abbandonato l'agricoltura per lavorare nella crescente economia turistica dell'isola, o hanno lasciato del tutto l'isola, molti dei percorsi sono caduti in rovina. Pochi sono mai stati costantemente contrassegnati o mappati correttamente. L'isola si è affidata a un'organizzazione chiamata Paths of Greece , una rete di  professionisti per rimappare, contrassegnare e ricostruire i sentieri. 

Il diffondere e vedere praticare questi sentieri alle persone straniere ha stimolato anche gli abitanti locali ad abbandonare l'auto e percorrere questi percorsi per spostarsi sull'isola

Quello che io ricordo di quest'isola nei mio vagabondare tra i sentieri è la luce del mattino, grande e intensa, il canto degli uccelli, dei galli, le distese di fiori di piante selvatiche, il tintinnio delle pecore, il miagolio dei gatti, cani alla ricerca di carezze e qualche tozzo di pane, pastori e contadine che salutano in modo gentile e cordiale, la loro disponibilità nell'accontentare le mie richieste che faticavano a comprendere ma loro generosità è di quella che riempie il cuore. 

Fateli tutti i sentieri se potete e se volete, in particolare quelli che passano per il villaggio di Kastro che vale la pena visitare almeno una volta nella vita, c'è un percorso chiamato percorso degli asini, che una volta si faceva con gli asini che trasportavano materiale per il lavoro nei campi.

Per saperne di più:

Sifnos Hiking

Sifnos Trails

Turismo lento Sifnos



Isola di Kythera

Ne abbiamo parlato qualche mese fa è un isola a pochi chilomentri dal Peloponneso, protagonista della riscoperta dei percorsi è stata la  Kythera Foundation for Culture and Development che ha investito 140.000  nei percorsi dell'isola. .

Uno della Kytherian Foundation ha mostrato che dal 2012 al 2016 i sentieri dell'isola hanno generato 1.8m di euro di entrate fuori stagione. Ovunque si trovino, le reti di sentieri stabilizzano la stagionalità del turismo tradizionale di massa. 

Tra i percorsi consigliati io segnalo quello dei mulini ad acqua, alcuni di questi sono ancora funzionanti e permettono di scoprire una storia vi vita e cultura anche gastronomica delle isole greche.

Per saperne di più: 

Kythera Foundation

Kythera 


mercoledì 17 agosto 2022

Luoghi dell'Ospitalità ; Forestis Dolomites, Bressanone (BZ), Alto Adige



Segnaliamo a tutti i lettori un luogo di ospitalità tra i più originali che abbiamo visto di recente in Alto Adige, si chiama Forestis ed è sulle montagne intorno a Bressanone/Brixen.

Siamo nel cuore dell'Alto Adige, l'apertura di questa struttura o meglio dire la riconversione di questo ex sanatorio, valorizza e mette in evidenza le virtù rigeneranti dell'aria pura di montagna (siamo a 1.800 metri), le sorgenti naturali, l'energia del bosco . 

Laddove un tempo si nutriva il sogno di costruire un luogo sano per rigenerarsi, è stato creato il luogo d'ospitalità Forestis, potremmo definirlo un rifugio verticale e orizzontale nella foresta che lascia spazio alla natura con un architettura moderna ma che vuole essere in comunione ed in dialogo con la natura circostante. 


L'albergo si propone come luogo di rigenerazione per combattere lo stress, un punto di vista interessante che ci piace condividere per una vacanza in una location bellissima con un panorama incantevole, intendiamoci è una struttura esclusiva d'alta classe, di lusso potremmo dire, con tutti i servizi di un certo livello.

Lo Spa di rifà per alcuni trattamenti alla cultura naturale dei Celti, interessante la cerimonia del cerchio degli alberi, una cultura di benessere differente rispetto alle altre strutture della zona che mira a valorizzare il territorio e la natura delle montagne delle Dolomiti.

Un approccio interessante anche in nella cucina del ristorante, dove si privilegiano le materie prime che arrivano dalla natura circostante e dagli agricoltori della zona. Unendo il rispetto per l’antica tradizione culinaria altoatesina alla creatività della cultura della cucina moderna,. La filosofia culinaria del Forestis abbraccia i valori della varietà, della naturalezza e dell’autenticità.

Per saperne di più : 

Forestis

Plancios 22, 39042 Bressanone, (BZ), Italia T +39 0472 521 008 hide@forestis.it

Instagram Forestis Dolomites

Facebook Forestis Dolomites



mercoledì 10 agosto 2022

Napoli e la sfogliatella napoletana


Quando pensiamo a un dolce tipico di Napoli ne vengono in mente più di uno dal Babà alla Pastiera, ma uno su tutti per preparazione e originalità non si dimentica mai : la Sfogliatella.

Ritengo che i dolci tipici della tradizione vanno una volta almeno provati nel luogo di provenienza perchè dove quel gusto particolare nasce e viene riprodotto, magari si evolve ma ha tutto un altro sapore.

Oggi le sfogliatelle si possono trovare anche a Milano, Roma, Torino ma nelle maggior parte dei casi si tratta di un prodotto surgelato e poi infornato mai fresco, dove il sapore e il gusto si perde.


La storia della Sfogliatella

Questa nasce in un convento, una volta i conventi erano luoghi del sapere, luoghi di cultura, l'arte della falegnameria, l'arte della scrittura, l'arte della farmaci, l'arte della medicina, l'arte della pasticceria.

Le scuole pubbliche non esistevano, c'erano maestri per le persone più ricche o collegi privati, l'unico modo per apprendere era entrare in un monastero.

Molte famiglie anche nobili per non dividere il patrimonio, mandavano i figli in convento, questi trovavano il loro essere nel mondo attraverso l'apprendimento e l'acquisizione di di una particolare tipo d'arte.


Nel medioevo non c'erano le pasticcerie come oggi e la produzioni di dolci era rara, solo i conventi potevano avere il "sapere" e gli ingredienti per elaborare dei dolci.

Spesso in cambio di offerte i monasteri preparavano ricette di cucina tra cui i dolci, pare proprio che nel Convento di Santa Rosa a Conca dei Marini in provincia di Salerno sia nata la Sfogliatella o per lo meno la sua ricetta originale.

Una suora per adoperare ingredienti che aveva  a sua disposizione, unì del semolino, ricotta, frutta secca, liquore al limone per fare la farcia di una pasta a base di strutto e vino a forma di cappello del monaco. 

Un dolce che divenne presto molto rinomato nella zona.


All'inizio dell'800 la società era in evoluzione, diverse leggi emanate nel periodo napoleonico fecero perdere ai conventi la loro importanza, molti dovettero chiudere e modificare le proprie attività, il convento di Santa Rosa fu parzialmente chiuso nella metà del '800 e chiuse definitamente nel 1912.

Nella storia della sfogliatella nel 1818 entra casualmente Pasquale Pintauro, un professionista della ristorazione oggi si potrebbe definire, che casualmente aveva una zia monaca in questo convento, riuscì a provare questo dolce, che decise di trasformare cosi come noi lo conosciamo oggi, nella sfoglia riccia con un ripieno dal gusto più raffinato, facendolo diventare un dolce ideale da passeggio, perchè stava nel palmo di una mano.


La Napoli dell'inizio '800 fu una Napoli colta e molto in divenire, un periodo al centro di grandi trasformazioni sia sociali che economiche. Nel giro di pochi anni si passo dal Regno di Murat, al regno Borbone, una territorio conteso dalle Nobili famiglie d' Austria e Francia per poi invece fare parte del Regno d'Italia, 


Pasquale Pintauro aveva una locanda dove preparava da mangiare, in seguito proprio grazie al successo della sfogliatelle trasformerà in Bar Caffè Pasticceria, ed è uno dei locali dove oggi è possibile provare la sfogliatella napoletana classica o per lo meno la versione Pintauro, servita leggermente calda e spolverata di zucchero a velo.

Cinquanta anni dopo Pintauro, venne elaborata la sfogliatella di pasta frolla dalla Pasticceria Carraturo 


Diverse pasticceri hanno fatto una loro personale re interpretazione della sfogliatella, dalla versione salata, versione gluten free, con la pasta frolla, konosfoglia, sfoglia a campanella, coda di aragosta, cuori di sfogliatella. 

C'è stata una grande elaborazione della sfogliatella grazie all'arte e alla professionalità dei pasticcieri napoletani tuttavia preferisco la versione classica  anche se ho apprezzato diverse code di aragosta con crema chantilly al limone che sono una versione o per lo meno un tentativo di proporre un dessert più leggero e moderno.


Tutorial la sfogliatella riccia di Gambrinus



Queste sono le migliori sfogliatelle che ho provato e i luoghi dove ritorno quando vado a Napoli per un assaggio...

Pasticceria Pintauro, Via Toledo 275, per la classica sfogliatella napoletana riccia.

Pasticceria Giovanni Scaturchio, Piazza san Domenico Maggiore, noto per la Sfogliatella riccia con profumo di cannella e limone, e la Sfogliatella Santa Rosa con aggiunta di mandorle e amarena, 

Gran caffè Gambrinus, via Chiaia n.1, La sfogliatella di Gambrinus al gusto è la migliore che io ricordi perchè rispetto alle altre ha un sapore più tondo, più gradevole, più leggera. Si tratta di un prodotto d'alta pasticceria, si vede che c'è una grande cura e un grande lavoro nell'offerta dei dolci, potete trovare in tutte le versioni della sfogliatella Riccia, Frolla, Santa Rosa.

Antico Forno delle Sfogliatelle Calde Fratelli Attanasio, vico della Ferrovia 1/4, le migliori che abbia provato, una buona consistenza, c'è la fila gia la mattina presto ma ne vale la pena, se è l'indirizzo più frequentato dai napoletani una ragione ci deve essere.

La sfogliatella Mary via Toledo 66, da poter confrontare con Pintauro situato nell'omonima via, una grande offerta di dolci napoletani, tutte le versioni di frolla e riccia inclusa la versione S. Maria (cioè la sfogliatella frolla con aggiunta di crema pasticcera e amarena) e S. Rosa, interessante anche il ricciolone alla crema una versione di coda di aragosta.

Pasticceria Calemma Dolci Momenti, vicolo d'affitto 38 Napoli, pasticceria napoletana classica con una grande varietà di preparazioni che include anche le sfogliatelle fresche ricce, anche se non sono il prodotto di punta della Pasticceria sono molto buone  e possono competere con le pasticcerie tradizionali.

Pasticceria Poppella, via arena della della sanita 24, Napoli, si tratta di una pasticceria moderna, la sfogliatella non è la loro specialità più rinomata, ma personalmente ho trovate delle ottime fresche sfogliatelle che per qualità e gusto possono reggere il confronto con le pasticcerie storiche di Napoli.


mercoledì 3 agosto 2022

Porquerolles, isola verde senza automobili


L'isola di Porquerolles è un luogo da spiagge da sogno, di fondali marini preservati, ideale meta per escursioni a piedi o in bicicletta e appuntamenti culturali. Siano nel Golfo di Hyères, di fronte alla Costa Azzurra a poche miglia da Cannes, le Lavandou, Bormes las mimosas. L'isola di Porquerolles è la più grande delle Isole d'Hyères, una destinazione per una vacanza senza auto. 

Porquerolles è il secondo polmone del Parco Nazionale di Port-Cros, ma è la più frequentata, grazie alla sua estensione e alla possibilità di più di cinquanta km di sentieri segnalati, percorribili a piedi e in bicicletta, ombreggiati eucalipto e inseriti in paesaggi verdi idilliaci creati dalla mano dell'uomo.

Al momento non c'è un vero e proprio limite al numero di visitatori, tuttavia i traghetti hanno un numero limitato di posti per cui si è resa necessaria la prenotazione, non più di 6000 persone al giorno, in un isola dove ci sono solo 300 residenti, pertanto sia per un soggiorno e per una gita è consigliabile prenotare traghetto e soggiorno.



Dove nuotare e quale spiaggia scegliere a Porquerolles ?

La Courtade (15 minuti a piedi, 5 minuti in bicicletta dal villaggio) è la più accessibile e di conseguenza, la più frequentata in alta stagione, la spiaggia ideale per le famiglie con bambini.

Notre Dame, votata la spiaggia più bella d'Europa nel 2015. Un piccolo paradiso a este del villaggio (45 minuti a piedi, 25 minuti in mountain bike). 

D'Argent (25 min a piedi, 10 min in bicicletta) che troverete, a ovest del villaggio. E' la spiaggia più attrezzata con tutti i servizi (bar-ristorante, pronto soccorso, bagni pubblici, accesso per persone con mobilità ridotta, è nota per la sua sabbia bianca e per essere un ideale luogo per fare il bagno.

Langoustier (1h15 a piedi o 45 min in mountain bike da una pista piuttosto ardua), si tratta nella realtà di due spiagge piccole condivise da un istmo. Uno, di sabbia grigia, l'altro di sabbia bianca.



Trekking e mountain bike: 

A Porquerolles, 54 km di sentieri sono a disposizione di escursionisti e appassionati di mountain bike, con diversi percorsi segnalati, che troverete indicati nel villaggio.

Il circuito dell'Acqua (1h30), scandito da un pozzo, un serbatoio, e i frutteti del Conservatorio Botanico Nazionale Mediterraneo, dove sono conservate diverse varietà di ulivi e alberi da frutto.

Il circuito dei Forti, sono dieci forti che punteggiano l'isola. Porquerolles ha vecchi edifici militari, come l'imponente Fort Sainte-Agathe, costruito sotto Francesco I per difendere l'isola dai pirati, e ora completamente restaurato. È l'unico ad essere aperto alla visita (7 giorni su 7 in estate, gratuito). dalla cui sommità si gode un panorama memorabile della baia di Hyères.

Il circuito del Levante (2 ore, in bicicletta) consente di esplorare l'Oriente fino al Fort de la Repentance. 

Il circuito del Midi (45 min in bicicletta), una stradina che divide in due l'isola.

Il circuito Couchant (2 ore in mountain bike), per scoprire la parte occidentale dell'isola, la spiaggia di Argent e il Forte del grande Langoustier.



Passeggiata in mare ed esplorazione dei fondali marini

Calette e insenature sulla costa occidentale di Porquerolles. Per scoprirli, c'è la barca, ovviamente, ma puoi farlo in pagaia o in kayak, da noleggiare direttamente al villaggio. 

Gli appassionati di immersioni saranno particolarmente contenti, ci son più siti dove potere accedere di esplorazione subacquea rinomati per essere tra i più belli del Mediterraneo, come la Gabinière,  le Pointes du Vallon e la Croix. 

Alcuni indirizzi per organizzare le vostre immersioni: 

Porquerolles Plongée 

Iléo Porquerolles 



A Villa Carmignac, immersione nell'arte contemporanea

Un luogo culturale che non possa inosservato, su una superficie di più di 2000 m², sono state esposte le opere della Fondazione Édouard Carmignac, uomo d'affari appassionato d'arte che ha acquistato opere di  Andy Warhol, Jean-Michel Basquiat o Roy Lichtenstein. 

L'architettura stessa della villa è opera d'arte contornata da sculture di più di 15 ettari di giardino. Ogni giovedì di luglio-agosto, la Villa è aperta fino alle 21.



Porquerolles, luogo della vite e del vino 

Ci sono ben tre aziende vitivinicole che producono un vino del territorio, tre realtà molto diverse da loro, la prima più classica fa riferimento ai vini prodotti nella stessa regione, la seconda l'agricoltura biodinamica, la terza sperimenta vitigni nuovi provenienti da altre zone del mare mediterraneo. 

Domaine de l'Île, testimone della storia dell'isola,  è rimasta di proprietà dei discendenti di François-Joseph Fournier, che aveva acquistato l'isola nel 1910. 

La Courtade, che si estende su 35 ettari lavorati in agricoltura biologica dal 1997 e che si sta dirigendo verso l'agricoltura biodinamica. per la visita ore 11:00, su prenotazione. Durata: 1h, 14 € a persona. vini classificati Côte de Provence DOP.

Domaine Perzinsky ha raccolto la sua prima annata nel 1993 Oggi coltivano diversi vitigni  su quasi 10 ettari. chemin de la Pépinière: visita tutti i giorni, 10:00-12:30 e 15:00-18:00 o su appuntamento. 



Come arrivare all'isola di Porquerolles ?

Molte navette ed escursioni offrono di visitare le Isole Porquerolles, Port-Cros e l'isola di Levante, 

Da Hyères il trasporto è fornito dalla compagnia di navigazione TLV TVM e la prenotazione è ora obbligatoria  Tariffe di andata e ritorno: € 22 / adulto; . 

Da Bormes-les-Mimosas (latitudeverte.fr); 

Da Tolone ( bateliersdelacotedazur) ; 

Da Le Lavandou, Cavalaire, La Croix-Valmer (vedettesilesdor.fr); 

Da Saint-Tropez, Sainte-Maxime, Les Issambres (bateauxverts.com); 

Dove alloggiare e mangiare a Porquerolles?

Hotel Ville Sainte Anne

L'Oustaou de Porquerolles

Non ci sono molti luoghi d'ospitalità ma tante case e appartamenti che trovate sul sito: 

Hyeres-Tourisme