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61° Biennale di Venezia 2026, l'arte moderna invade la città della Serenissima Repubblica di Venezia

La Biennale ha permesso alla citta di Venezia di potersi rinnovare, non si può vivere solo di storia e dell'arte di ieri. 


Una grande storia del passato è importante ma non è sufficiente come attrazione turistica, per potere vivere nell'attualità, bisogna avere la capacità di rinnovarsi e di esprimere qualcosa di nuovo. Oggi l'arte contemporanea permette a Venezia di essere una delle destinazioni di spicco nel mondo.

Si è creata una sottile linea che unisce il passato glorioso della Serenissima, il sistema turistico e l'arte contemporanea rappresentata dalla Biennale.




I numeri parlano da soli, 61° edizione, 99 padiglioni nazionali, 110 artisti internazionali invitati (peccato tra gli artisti invitati nessun italiano) 31 eventi collaterali e nel primo giorno di inaugurazione 10.000 visitatori, questo solo per indicare l'attrazione di pubblico e operatori del settore a livello mondiale.

Il mio consiglio è quello di non fermarsi alle sedi classiche cioè la sede della biennale, Giardini e l'Arsenale,, andate alla ricerca dei luoghi sparsi nella citta dove è possibile accedere senza biglietto di ingresso alla Biennale (io non l'ho scritto e voi non l'avete letto,).


A dire il vero la Biennale di quest'anno non è stato di mio gradimento, due anni fa' ero tornato a casa molto più motivato e stimolato, quest'anno gia in treno dopo la visita non mi veniva in mente nulla. Forse perchè la biennale di quest'anno è triste o per lo meno malinconica, non per nulla " in minor keys" la mostra pensata da Koyo Kouoh prima della sua morte improvvisa, è un processo dal mio punto di vista troppo lento è difficile da capire, andava forse ultimata in un senso diverso.

Nessuno vuole togliere il contesto a cui la mostra è ispirata all'arte africana del centro africa dove tutto sembra convivere tragedia, ironia, sensualità, politica, sopravvivenza.




Sono temi forse che non coinvolgono tutti, che per lo meno io ho fatto molto fatica a comprendere, questo anche alla prese con una mostra che sembra più una fiera d'arredamento di grandi spazi che una mostra d'arte, che lascia spesso il visitatore " più stranito che incuriosito". 

C'è modo e modo d'esprimere anche la malinconia e la tragedia dal mio punto di vista. Queste possono fare parte della vita di tutti ma è solo una parte di noi e non la sola parte della nostra vita e delle nostre emozioni.








Gli eventi in giro per Venezia

La Biennale ha dimostrato negli anni che può essere l' occasione per riportare alla luce luoghi e architetture di Venezia chiusi. Ogni anno apre una nuova fondazione in città oppure viene recuperato uno spazio dimenticato o ristrutturato un edificio. Dentro gli spazi della Biennale ad esempio c’è da registrare la ristrutturazione del Padiglione Centrale e del Padiglione Francia ma anche l’attivazione di del nuovo spazio dove sorgerà il Padiglione del Qatar ai Giardini.

La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo apre la sua terza sede a Venezia e lo fa con un articolato progetto di recupero dell’Isola di San Giacomo, insediamento storico lazzaretto, monastico e poi presidio militare nella Laguna Nord.

Particolarmente suggestiva poi la riapertura delle Galeazze, luogo storicamente destinato alla costruzione della flotta della Serenissima, tra i complessi più estesi dell’Arsenale Nord, per la prima volta aperto al pubblico. 
Le navate monumentali, le altezze e la prossimità all’acqua saranno infatti la scenografia della performance concepita di Faustin Linyekula, in collaborazione con il musicista Heru Shabaka-Ra, a cura di Edoardo Lazzari, presentata da Scuola Piccola Zattere e Studios Kabako, con la partecipazione di Cosmogram. 

Nel corso degli anni, il programma degli Eventi Collaterali ha visto una crescita sia nel numero che nella qualità delle proposte, arrivando a contarne 31 per l’edizione attuale. 

Queste esposizioni, selezionate e riconosciute dalla Biennale di Venezia, sono organizzate autonomamente e si svolgono al di fuori delle sedi istituzionali della Biennale (Giardini e Arsenale). 

La partecipazione è strettamente limitata a istituzioni pubbliche o private, attive direttamente e primariamente nel campo dell’arte e prive di scopo di lucro. 

Troviamo così Leandro Erlich al Negozio Olivetti, la Fondazione Bvlgari alla Biblioteca Nazionale Marciana, Parasol Unit Foundation for Contemporary Art a Palazzo Franchetti e i pannelli ricamati dalle donne palestinesi nella mostra Gaza – No Words – See The Exhibit a Palazzo Mora.


Il padiglione della Santa Sede

In questa Biennale la mostra mi ha colpito di più è stato il padiglione della Santa Sede dal titolo  "L'orecchio è l'occhio dell'anima". Curato da Hans Ulrich Obrist e Ben Vickers, il progetto esplora il suono, l'ascolto e la contemplazione ispirandosi alla vita e alle visioni di Santa Ildegarda di Bingen. 




In due differenti sedi veneziane: 

Il Giardino Mistico: Situato presso i Carmelitani Scalzi (Cannaregio), propone un'esperienza immersiva e spirituale con contributi corali che coinvolgono artisti e musicisti. 

Il Complesso di Santa Maria Ausiliatrice: Situato nel sestiere di Castello, ospita una vasta installazione di film e immagini concepita dall'artista Alexander Kluge. Dicastero per la Cultura e l'Educazione

Il padiglione presenta opere di 24 artisti internazionali. Tra i nomi di spicco figurano Patti Smith e FKA Twigs, i cui lavori si intrecciano con le composizioni e le registrazioni audio del Soundwalk Collective e gli scritti di Santa Ildegarda di Bingen.




Il Giardino Mistico dei Carmelitani è uno dei miei luoghi preferiti di Venezia, uno dei più grandi orti di Venezia, protetto da alte mura, risalente alla metà del Seicento. Ridimensionato nell’Ottocento dall’insediamento della stazione ferroviaria, conserva ancora oggi l’aspetto tipico dei giardini dei palazzi nobiliari veneziani e dei broli di tradizione monastica. 

In questo antico brolo, riportato all’originario splendore di recente, è custodito il Giardino Mistico, un orto spirituale dove si è scelto di recuperare essenze floreali dal profondo valore simbolico-religioso. 

L’orto-giardino è formato da sette aiuole contornate da quattordici coltivazioni; le aiuole sono sette come le dimore del Castello Interiore di Santa Teresa d’Avila, fondatrice dell’Ordine Carmelitano: il prato verde, l’orto delle erbe officinali, l’orto alimentare, il vigneto, il frutteto dei gusti perduti, l’orto del Getsemani con gli ulivi e il bosco. 

Tra le erbe medicinali del Giardino, si coltiva ancora oggi una particolare varietà di Melissa, pianta da cui i padri Carmelitani sin dal 1710 ottengono un preparato erboristico noto in tutto il mondo, l’Acqua di Melissa. Le virtù terapeutiche e digestive di questa pregiata pianta, sono menzionate anche da Carlo Goldoni nella sua commedia più famosa, La locandiera. 

Tra le diverse coltivazioni, rivivono anche le più antiche varietà autoctone di viti della Laguna di Venezia, circa una ventina, recuperate dal Consorzio Vini Venezia e qui coltivate con l’aiuto dei Frati Carmelitani Scalzi in un vigneto-collezione che è un vero e proprio scrigno a salvaguardia della biodiversità viticola. 

Il Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi contiene un silenzio raro. Dietro le sue mura il respiro della città rallenta e la luce accarezza erbe plasmate da secoli di preghiera, mentre a Santa Maria Ausiliatrice prende forma un processo di restauro. 

Tra questi due luoghi, il Padiglione della Santa Sede si fa preghiera sonora: The Ear is the Eye of the Soul, l’orecchio è l’occhio dell’anima, ispirata alla vita di Santa Ildegarda di Bingen.

La Biennale Arte di Venezia 2026 si terrà ai Giardini e all’Arsenale dal 9 maggio al 22 novembre 2026. Sarà chiusa tutti i lunedì, ad eccezione dell’11 maggio, 1 giugno, 7 settembre e 16 novembre. 

L’orario estivo, dal 9 maggio al 27 settembre, è dalle 11:00 alle 19:00, con l’ultima possibilità di ingresso alle 18:45, e con prolungamento dell’apertura fino alle 20:00 (ultimo ingresso 19:45) solo per l’Arsenale il venerdì e il sabato fino al 26 settembre. 

L’orario autunnale, dal 29 settembre al 22 novembre, sarà invece dalle 10:00 alle 18:00, con ultimo ingresso alle 17:45.

I biglietti di ingresso costano € 30 (Intero), € 20 (Ridotto per over 65, residenti Comune di Venezia, con documento) e € 16 (Ridotto Studenti e/o Under 26, con documento

Per saperne di piu:


Si ringrazia VernissageTV per la condivisione dei video Biennale 2026 dal canale you tube

Si ringrazia Vatican news per la condivisione del video della presentazione della biennale 2026

Si ringrazia per le immagini e la collaborazione Ufficio Stampa Biennale 

Commenti

  1. La Biennale di Venezia è un evento straordinario e di rilievo internazionale. Mi.piacerebbe poterla visitare a fine estate, con temperature, si spera, più clementi. Grazie infinite, Carmine. Sei sempre preziosissimo.
    Un caro saluto,
    MG

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