venerdì 27 maggio 2016

72° Mostra Mercato della Ciliegia di Marostica (VI), Domenica 29 Maggio

Tempo di Ciliegie in Veneto, andiamo questo fine settimana a Marostica in Provincia di Vicenza, per festeggiare la Ciliegia di Marostica, la prima ciliegia ad avere il riconoscimento IGP, come prodotto tipico del territorio.
L'evento ha avuto un anteprima la settimana scorsa il 21 e il 22 Maggio per celebrare la Ciliegia di varietà Sandra, mentre questa fine settimana ed esattamente Domenica 29 Maggio, alle ore 11,00 in piazza Castello si terrà la 72° Mostra Mercato con tutti i produttori del Consorzio della Ciliegia di Marostica che presentano il meglio della loro produzione (sono 150 le aziende aderenti al Consorzio e al Sistema di qualità, su un totale di 450 produttori di Ciliegie della zona).
Alle ore 16,00 si terrà uno Spettacolo Medioevale d'intrattenimento con giocolieri, nobili e dame, che darà appuntamento che si terrà dal 9 all'11 Settembre, con la celebre partita a Scacchi con personaggi in costume viventi.



All'evento è collegato l'iniziativa che durerà fino al 12 Giugno dei Ristoranti della Ciliegia di Marostica, dove gli chef proporranno piatti che valorizzeranno la ciliegia a tutto pasto, dall'originale vinaigrette che si affianca a piatti di pesce come, ricciola, orata e gamberi, all'abbinamento con il cioccolato bianco per un dessert, aderiscono all'iniziativa : Ristorante La Rosina, Ristorante da Battista Bottega Veneta, Ristorante Al Castello Superiore, Osteria Ristorante Cuori, Luna e l'altro, Trattoria Caissa, Osteria Madonnetta, Ristorante Al Pioppeto, Villa Razzolini Loredan.
L'evento può essere un occasione per conoscere uno dei centri storici più caratteristici del Veneto dove sopravvivono tradizioni antiche, botteghe artigiane è un patrimonio artistico e architettonico di grande interesse come il Palazzo del Doglione, il Castello inferiore e Castello superiore, la Chiesa di Santa Maria dell'Assunta.
Come arrivare a Marostica in auto: Da Vicenza (via autostrada): dalla A4 Milano-Venezia, prendere il raccordo con la A31 Valdastico. Proseguire fino al casello di Dueville. All'uscita, seguire le indicazioni per Marostica-Bassano.
Come arrivare a Marostica con il treno più autobus: Marostica non ha stazione ferroviaria, bisogna raggiungere Bassano del Grappa oppure Schio, con treni regionali da Verona, Vicenza, Venezia e Padova, poi è possibile prendere l'autobus della FTV Ferrovie Tramvie Vicentine la linea 41 che collega Bassano del Grappa con Asiago oppure la linea 44 che collega Schio, Thiene con Bassano e che fanno fermata a Marostica.

Per saperne di più : Comune di Marostica

mercoledì 25 maggio 2016

Le rose del Monastero di Kostanjevica/ Castagnevizza, il festival delle rose a Nova Gorica

Dopo avere parlato dei più belli roseti d'Italia, vi voglio fare conoscere un roseto insolito, storico, uno dei più profumati che io abbia mai visitato.
Siamo a circa 200 metri dal confine tra Italia e Slovenia, nei pressi di Gorizia e Nova Gorica, qui si erge su un colle il Monastero di Kostanjevica o Castagnevizza, come lo volete chiamare, in quest'area tutto ha un doppio nome da sempre, gli abitanti ci sono storicamente abituati.
Il Monastero di Castagnevizza viene fondato nel 1623 dai Carmelitani, dopo la chiusura dei Conventi voluto da Giuseppe II d'Asburgo, viene riaperto nel 1811 dai Francescani, nel 1947 un altro cambiamento dalla diocesi di Gorizia alla Diocesi di Capodistria.
La storia del Monastero di Kostanjevica, si intreccia con la storia francese e la storia della coltivazione delle rose, quando l'ultimo discendente della dinastia Francese dei Borbone, il re Carlo X di Borbone, in seguito alla Rivoluzione del 1830, trovò ospitalità dopo Londra e Praga, presso il Conte Coronini di Gorizia e trova rifugio spirituale nel Monastero di Kostanjevica. Il legame con il Monastero fu cosi forte che per sua volontà fu sepolto nella cripta, dove trovarono l'ultima dimora tutti gli altri discendenti della Famiglia Reale Francese dei Borboni, inclusa la moglie del figlio, Maria Teresa Carlotta, detta Madame Royale, figlia di Luigi XVI e Maria Antonietta, unico membro della famiglia Reale, sopravvissuto alla Rivoluzione Francese.
Il Monastero di Castagnevizza ha aperto nel 2004 la visita al roseto, le rose Bourbon chiamate anche rose Borbone, elaborate proprio nel periodo della Restaurazione Monarchica in Francia dopo Napoleone, furono portate dai membri della famiglia Borbone. Sono considerate dei fiori antichi, sono state recuperate proprio grazie al Monastero, oggi crescono rigogliose in prossimità dell’eterna dimora degli ultimi re di Francia.
Le rose Borbone portano il nome del luogo di provenienza, Ile de Bourbon, l'odierna Reunion, isola nell'oceano Indiano vicino all'Africa, le prime rose sono state create da un accoppiamento di due varietà di rose, dalla rosa China antica Old blush e dalla rosa di Damasco Quaitre Saision d'origine europea, i giardinieri francesi nell'inizio dell'800 ne hanno sviluppato 1500 varietà, oggi ne esistono al mondo solo circa cento varietà, di cui circa 70 varietà si possono trovare nel giardino del Monastero, sono caratterizzate dall'odore forte e intenso che ricordano le spezie come la la vaniglia, la noce moscata e la cannella.
Strano il destino che ha unito la rosa Borbone con la Storia delle Famiglia Borbone, dai fasti dell'800 alla perdita del ricordo e della memoria collettiva. Le rose Borbone non sono più coltivate nei giardini per il loro colore tenue, non c'è rosso, non c'è giallo, ma il  bianco candido e il rosa scuro, fioriscono solo una volta all'anno tra maggio e giugno, mentre oggi nei giardini tutti amano varietà più colorate, meno profumate ma che fioriscono tutto l'anno.
Consiglio a tutti gli appassionati di rose ma anche i non appassionati di fare una visita in questo luogo storico e spirituale di preghiera ma anche ricco da un punta di vista botanico e culturale, il Monastero ospita la Biblioteca Stanislav Škrabecdi  una delle biblioteche storiche più ricche di tutta la Slovenia.



Il Festival delle rose a Nova Gorica (tutto il mese di Maggio)
Fino alla fine di questo mese si svolge il Festival delle Rose, negli ultimi anni si è compresa la forte attrattiva delle rose del Monastero di Kostanjevica, dove vengono da tutta Europa per ammirarle, cosi è nato il Festival delle Rose, la città si è adornata di giardini ricchi di rose, vengono organizzate mostre, lezioni,  un mercato delle rose, concerti, visite guidate dei roseti in città, presentazione di libri, degustazioni di pietanze alle rose, viene premiato il roseto privato più bello e il proprietario della rosa più bella.
Ristoranti con menù a base di rose: Hotel Sabotin, Hotel Lipa, Ristorante Tiffany al Park, tra le specialità gnocchi di ricotta e rose, filetti d'orata marinata al limone con petali di rose, strudel di ciliegie con gelato alle rose.
Come arrivare al Monastero di Kostanjevica: anche se il Monastero si trova a Nova Gorica, dall'Italia è sufficiente arrivare a Gorizia, anche in treno da Venezia solo 2h. Il Monastero è visibile anche dalla città di Gorizia, dal centro della città in auto sono 5 minuti, consiglio d'entrare in Slovenia, nel punto più vicino al Monastero la via S. Gabriele. Non mi risulta ci siano mezzi pubblici che portano direttamente al Monastero, la stazione ferrovia di Nova Gorica è ai piedi della collina è la fermata più vicina al Monastero della linea urbana internazionale che collega le due stazioni Ferroviaria delle due città di Gorizia e Nova Gorica, gestita dalla Avrigo, circa 15 minuti di viaggio al costo di 1,30 euro. Partenze dalla Stazione Centrale di Gorizia ogni ora dalle 8,35 in poi, in alternativa consiglio un taxi, la salita non è difficile ma può essere impegnativa se portate bambini e persone con mobilità ridotta.

venerdì 20 maggio 2016

Recco (Ge): Domenica 22 Maggio, Festa della Focaccia di Recco

In Liguria per segnalare un evento gastronomico, siamo in Provincia di Genova e precisamente a Recco tra Pieve Ligure e Camogli, si festeggia una specialità tipica, la focaccia di Recco, una focaccia al formaggio molto particolare che vanta molte imitazioni ma l'originale dovete venirla a gustare proprio qui a Recco.
La tradizione della focaccia al formaggio a Recco ha origini antichissime, le prime documentazioni partono dall'anno 1189, dove per celebrare in banchetto della Pentecoste, per la partenza dei crociati, sul tavolo nella Abbazia di San Fruttuoso compare una focaccia che due sfoglie di pane sottile contenente della giuncata appena rappresa.
Una focaccia che è rimasta come tradizione culinaria del paese quando si poteva disporre di farina, olio d'oliva e formaggio fresco, più che delle famiglie che erano sul mare di quelle che abitavano all'interno, nelle case di campagna tra terreni coltivati ad ulivo, non mancava mai del latte fresco da trasformare in formaggio.

Nel XIX° secolo con lo sviluppo della popolazione e dei negozi di panettieri, la focaccia al formaggio la si vendeva insieme con il pane, nel giro di pochi anni divenne un prelibatezza gastronomica nota fuori dal paese, tanto che sia da Genova che da Santa Margherita Ligure, sempre più persone arrivavano a Recco per degustare questa speciale focaccia al formaggio.
Supportati anche da una nuova domanda turistica di una nuova Italia, si aprono le prime trattorie dove tra le specialità tipiche, dalla pasta con il pesto alla Mesciua, c'è sempre protagonista dei menù la focaccia al formaggio, negli anni tale è stata la popolarità che tutte le focacce al formaggio venivano identificate con la focaccia di Recco.
Negli anni '60 proprio per differenziare la tipicità della lavorazione della Focaccia di Recco, è nata la Festa della Focaccia di Recco, il resto è storia d'oggi con la nascita del Consorzio e Indicazione Geografica Tipica.

Ma come deve essere la focaccia di Recco? Dai semplici ingredienti di farina, olio extra vergine d'oliva, acqua e sale (senza lievito), si ricavano due sfoglie sottilissime, fino a qualche anno fa si utilizzava stracchino, ora sempre più spesso si utilizza anche per essere conformi al disciplinare la crescenza, meglio se quella prodotta in Liguria nella Valle Stura, se la fate a casa scegliete una crescenza di buona qualità.
Per occasione Domenica 22 ci sono una serie d'eventi la domenica mattina presso in Piazza Nicoloso, via XX settembre , Piazza XXV aprile e via Trieste, tutte in centro città una vicino all'altra, distribuzione gratuita di assaggi di focaccia genovese e focaccia con le cipolle, mentre bisognerà aspettare il pomeriggio dalle 14, 30 alle 18, 30 si alterneranno i fornai locali nella distribuzione gratuita con assaggio di focaccia di Recco col formaggio. 

Partecipano il Panificio Tossini, Panificio Moltedo GB, Panificio Moltedo di Moltedo Luisa, e i Ristoranti di Recco che partecipano all'iniziativa Ristorante Alfredo, Ristorante da O Vittorio, Ristorante  Del ponte, Ristorante Lino, Ristorante  Manuelina Focacceria, Ristorante Manuelina, Ristorante Vitturin 1860.
L'evento ci sarà anche intrattenimento con la Orchestra in Via Vittorio Veneto e Musica dal vivo in via Trieste, il Mercato Recco antiqua, una domenica all'insegna della festa e della focaccia. 

Una domenica a Recco vuole dire anche mare, c'è una bella spiaggia a pochi passi è il caso di dire dall'evento, segnalo inoltre anche se non partecipano all'iniziativa del Consorzio, La baracchetta di Biagio, direttamente sul mare per gustare la focaccia al formaggio con i piedi nell'acqua, e la focaccia versione più leggera dovete andare a Focaccia D'Autore in via Assereto 11, (sempre in centro vicino alla spiaggia, sotto i portici) con farina di grano della valle di Fontanabuona (Provincia di Genova)  con formaggio che qui chiamano la stracchinata un formaggio prodotto con latte delle mucche di Rossiglione (Monte Beigua). 
Come arrivare a Recco in Treno: molto comodo è il treno con Trenitalia, da Genova ci sono i regionali che vanno in direzione La Spezia, treni regionali veloci in 35 minuti portano a Recco 3,40 euro il prezzo, c'è anche un servizio di autobus informazioni presso ATP esercizio srl.  
Come arrivare a Recco in auto: da Milano autostrada dei fiori A7 fino a Genova, poi A 12 uscita Recco.
Dove alloggiare a Recco: Oltre al già citato Ristorante o Vittorio che è anche Maison Albergo, segnalo i B&B Casa Balin, con vista panoramica su Recco, B&B Creuza de Ma
Escursioni a piedi:  per chi è interessato ai percorso ai piedi segnalo, il percorso Fai, Andare per Creuze da Molinetti a Sori, delle vecchio mulattiere con vista sul mare, un percorso tra gli ulivi che collega Recco a Sori.
Per saperne di più : Consorzio focaccia di Recco

sabato 14 maggio 2016

Giardini delle rose in Italia

Quale mese è migliore per il apprezzare il colore e il profumo delle rose se non il mese di maggio? Un invito per ammirare la fioritura ma anche l'arte, il paesaggio e la storia, ogni giardino ha una sua storia, ogni varietà di rosa ha dietro un racconto d'amore e di passione.
Forse pochi sanno che le rose che oggi possiamo vedere nei nostri giardini, "discendono" da più di 200 varietà di rose, che Napoleone Bonaparte fece impiantare nel Castello di Maimason provenienti dalla Persia, per amore di Giuseppina Beauharnais poi Giuseppina Imperatrice dei francesi.
Il botanico francese Andre Dupont creò grazie a nuova tecnica 25 varietà di rose nuove e 1000 nei 30 anni dopo successivi alla morte dell'Imperatrice, grazie all'istituzione di un lascito di Giuseppina.
Tra i citati regione per regione segnalo :
Museo Giardino della Rosa Antica (MO) a Montagnana di Serramazzoni,
Siamo in provincia di Modena a Montagnana di Serramazzoni dove le varietà di rose selvatiche popolano da sempre le colline intorno al paese, dopo la creazione del Museo Giardino della Rosa Antica è nato il progetto "Città delle Rose", creato per offrire ad appassionati di rose, natura, arte e cultura una serie di eventi e percorsi unici alla scoperta dei tesori del territorio.
Per saperne di più:  Museo Giardino della Rosa Antica, via Giardini Nord n°10250, 41028 Montagnana di Serramazzoni (MO) - tel. e fax (+39) 0536 939010 ingresso 9 euro
Palazzo Patrizi Castel Giuliano, Bracciano (Roma)
Grazie alla passione delle rose della  marchesa Umberta Patrizi che ha trasformato Castel Giuliano in uno dei più belli roseti privati italiani, si possono ammirare centinaia di rose antiche, tra le quali restano impressi nella mente le “Albértine Barbier” (varietà del 1821), “Blu Magenta” (del 1900), “Sweet Juliette” (del 1989).
Castel Giuliano, Bracciano (Roma) Ingresso con visita guidata euro 9,00, dalle ore 10:00 alle ore 19:00, Tel. +39 06 99802530
Il Giardino delle rose, Firenze
Fu realizzato nel 1865 dallo stesso architetto del piazzale Michelangelo, Giuseppe Poggi. Il giardino copre circa un ettaro di terreno terrazzato dal quale si gode una splendida vista panoramica della città, racchiuso fra l'attuale viale Poggi, via di San Salvatore, e via dei Bastioni. Già appartenuto a una villetta di proprietà dei Padri Filippini e denominato podere di San Francesco, venne poi spartito a terrazzamenti da Attilio Pucci che utilizzò la sua posizione e i muri di sostegno delle terrazze per dar vita ad una collezione di rose.
Indirizzo: Viale Giuseppe Poggi 2 - Firenze, Ingresso gratuito, Orario apertura: Fino al 31 luglio: 8.00/20.00

Sono stati suddivisi per regioni, invito a consultare i siti, molti di questi giardini fanno parte dell'Associazione Grandi Giardini Italiani, perché alcuni sono giardini pubblici con ingresso gratuito aperti tutti i giorni, altri sono giardini privati aperti con ingresso a pagamento, aperti solo il sabato e domenica o solo su prenotazione.

Liguria: 
Giardini Botanici Hanbury (Mortola Ventimiglia, IM) 
Villa Durazzo (S. Margherita Ligure, GE), un piccolo roseto dedicato all'attrice Virna Lisi

Piemonte: 
Giardini Botanici di Villa Taranto (Pallanza, VB)

Lombardia: 
Parco della Villa Reale di Monza - ReGis (MB) visite a ingresso con gratuito con guida gratuita la domenica mattina e il mercoledi e il sabato pomeriggio.
Isola del Garda (San Felice del Benaco, BS), dalla Cina rose rosate, la rosa Lady Hillingdon, la rosa Banksia gialla.
Villa Pizzo (Cernobbio, CO) 
Villa Carlotta (Tremezzo, CO) 
Villa della Porta Bozzolo – FAI (Casalzuigno, VA) 

Trentino Alto Adige

Veneto: 
Castello di San Pelagio (Due Carrare, PD) 
Parco Giardino Sigurtà (Valeggio sul Mincio, VR) 
Villa Arvedi (Grezzana, VR) 
Villa Pisani Bolognesi Scalabrin (Vescovana, PD) 
Villa Trissino Marzotto (Trissino, VI) 

Emilia Romagna: 
Museo Giardino della Rosa Antica (MO) a Montagnana di Serramazzoni
Palazzo Fantini (Tredozio, FC) 
Castello di Grazzano Visconti (Grazzano Visconti, PC) 
Villa La Babina (Sasso Morelli, BO) 
Villa Montericco Pasolini dall'Onda (Imola, BO) , un azienda storica vitivinicola con un grande giardino.

Toscana:
Giardino delle rose a Firenze 
Viale Giuseppe Poggi 2 - Firenze, Ingresso gratuito
Giardino di Boboli (Firenze) 
Villa Poggio Torselli (San Casciano Val di Pesa, FI) 

Marche:
Parco Storico Seghetti Panichi (Castel di Lama, AP) 

Lazio:
Palazzo Patrizi Castel Giuliano 00062 Bracciano (Roma)
Giardini Botanici di Stigliano (Canale monterano, Roma) 
Giardini della Landriana (Ardea, Roma) per le aperture guardare il sito
Parco Botanico di San Liberato (Bracciano, Roma) 
Roseto Vacunae Rosae (Roccantica, RI) 
Villa d'Este a Tivoli (Tivoli, Roma) 

Campania:
Reggia di Caserta (Caserta) – Giadino all'Inglese 

Sicilia:
Il Giardino del Biviere (Lentini, SR) 

Per saperne di più: Grandi Giardini Italiani

venerdì 13 maggio 2016

I Fiori delle Madonie, inseguendo le fioriture di primavera in Sicilia



Questa settimana vi voglio portare a scoprire una piccola zona del Sud Italia, in provincia di Palermo appena sopra Cefalù, c'è il Parco della Madonie con i centri abitati molto caratteristici d'Isnello, Castelbuono, Petralia Sottana e Geraci.
La primavera è il periodo migliore per scoprire le fioriture del Parco delle Madonie camminare per i sentieri del parco e vedere questi bei fiori selvatici come l'Astrangolo dei Nebrodi, le ginestre, le viole, le peonie, la stellina di Gussoni, orchidee selvatiche, gigli selvatici, rose canine e gli asfodeli, sono solo alcune delle fioriture che si possono trovare nel parco in primavera, alcune di queste sono specie endemiche, cioè sono dei fiori che potete trovare solo in quest'angolo della Sicilia.
Potrà sembravi strano ma nel parco di sono montagne alte 2000 metri,  a secondo delle altezze  tra i 400 metri d'altezza e i 1000 possiamo trovare piante di l'erica arborea, il corbezzolo, il leccio, l'agrifoglio, il rovere ed il faggio, mentre più in alto in particolare tra i 1400 e 1500 troviamo l'Abete dei Nebrodi, un abete che trovate solo in quest'area.
Nel parco sono ancora presenti terre a coltivazione come l'olivo, la vite, gli agrumi, prugne, nocciole e mandorlo ma quello che caratterizza forse di più il territorio è la Manna, la Manna delle Madonie è un prodotto tutelato da Slow Food, sembrano piccole stalattiti biancastre dal sapore vagamente dolce che pendono dai frassini, seccata può essere utilizzata come dolcificante. Un tempo era una delle risorse dei paesi del parco, oggi è più che altro oggetto di curiosità per turisti, oltre che essere usato in farmacologia, lo si usa nelle piatti tradizionali della zona.
Nella zona del parco storicamente è una zona produzione di formaggi di latte di capra e pecora, che entrano nella specialità del luogo lo Sfoglio della Madonie, una frolla farcita di tuma (formaggio d’alpeggio), zuccata, albumi d’uovo, cioccolato, zucchero e cannella, cotta al forno e servita fredda, lo trovate in tutte le pasticcerie dei comuni del Parco delle Madonie.
Nel parco oltre a un rete di percorsi di trekking ed ipovie, ospita ben 10 Musei, 4 centri d'educazione ambientale, 3 parchi di divertimento per attività all'aria aperta, che se fanno uno dei parchi meglio attrezzati per i visitatori.

© Si ringrazia utente Raffaele Corso per la condivisione del video dal canale youtube

Tra i paesi più caratteristici sicuramente c'è Isnello, Geraci e Castelbuono tutti con una loro storia degna d'essere nota e conosciuta in particolare a Castelbuono, segnalo il Castello dei Ventimiglia, con all'interno la cappella palatina un capolavoro di barocco siciliano. I Ventimiglia furono i signori della contea di Ypsigro luogo dove rientravano più comuni del Parco, la famiglia d'origine ligure ha retto le sorti del territorio dal 1282 alle 1860 alla morte dell'ultimo erede. 
Da segnalare il Museo Botanico Francesco Minà-Palumbo che contiene un erbario con la flora spontanea delle Madonie.
Dove dormire a Castelbuono, si può alloggiare all'interno del sito del parco trovate molti indirizzi come Azienda Agrituristica Bergi, molto interessante ricavato di un'antica abbazia benedettina, dove si produce anche vino è il Relais Abbazia Santa Anastasia, da dove si gode una vista incredibile del mare Tirreno che arriva fino alle isole Eolie.
Dove mangiare a Castelbuono: Hosteriangalarruni, nel centro del paese propone piatti con prodotti locali della tradizione,  e il Ristorante Vecchio Palmeto.
Arrivare a Castelbuono in treno + bus: Trenitalia fino alla Stazione di Cefalù e poi proseguire in autobus fino a Castelbuono (30 minuti circa) 
Arrivare da Palermo a Castelbuono in Autobus: Autolinee S.A.I.S. Trasporti - tel. 091.6166028, Via Paolo Balsamo, 16 - Palermo (accanto stazione centrale) circa 1,40h  in alternativa Autolinee A.S.T. tel. 091.6800011, Via U. La Malfa, 40 - Palermo.
Arrivare in auto da Palermo: Da Palermo (Km. 90) Autostrada A19 Palermo-Catania fino a Buonfornello
Autostrada A20 Palermo-Messina, uscita Castelbuono S.S. 286 per Km 12.


sabato 7 maggio 2016

Orticola 2016, i giardini contenuti di Milano

Appuntamento fisso della Primavera Milanese, l'evento Orticola che si tiene nei giardini Indro Montanelli, siamo alla XXI° edizione. Partito in punta di piedi è divenuto un evento che richiama visitatori da tutta la Lombardia e sono certo che in futuro costituirà un esempio per altre manifestazioni.
Orticola è divenuta adulta, se fino a qualche anno fa era solo una vendita di piante, erbe aromatiche ed erbe officinali, ha messo in mostra il desiderio di verde della città di Milano, una sensibilità sconosciuta dei milanesi.

Parchi, giardini privati, terrazzi ma sopratutto spazi contenuti, piccoli spazi, giardini di pochi metri quadrati ma dove la passione per le piante diventa una vera e proprio simbolo di distinzione sociale, tanto che oramai per la progettazione di giardini, arrivano dei veri e propri professionisti specializzati che arricchiscono di piante e colori di grande piacevolezza per gli occhi, per il palato e per il profumo.
Orticola ha messo in mostra questo aspetto sociale, economico e anche artistico, perché progettare giardini oramai è divenuta una vera e propria arte.

Parliamo allora subito d'arte con il Bambuseto e le loro piccole piante sospese i telai di bambù, ancora più originale le piante sospese che si muovono con il vento.
Intorno alla Fontana fanno bella mostre le opere di Alison Gray Martin grazie ad un allestimento di design botanico curato da Silvia Ghirelli, con opere di Nicola Zamboni, le foglie di rame, e Piegiorgio Minari forme sculture insolite per i giardini, esposte anche quattro metri verso il cielo opera di Marco Nones .



Per le piante invece sempre vincenti le rose antiche, un grande profumo, ultima tendenza i cespugli di rose che si fanno ombrelli, un ombra sotto il quale ripararsi dal sole.

Gli agrumi da sempre protagonisti di quest'evento, con tante nuove varietà provenite di tutto il mondo come la limetta persiana o limetta di Tahiti, limetta Messicana, grande interesse per i cedri dalla Mano di Buddha al Cedro della Corsica, tra le piante italiane sicuramente il Chinotto Ligure e la Pompia Sarda, hanno catturato l'interesse dei visitatori.

Tra le novità le piante d'erbe al profumo di limone e arancia, che si possono anche mettere su una finestra come Prince of Orange.

Molto interessante l'invito di coltiva in cassetta le erbe aromatiche da potere mettere in balcone  ma ai già noti piccoli frutti come lamponi e mirtillo anche varietà di pomodori e melanzane.
Per chi invece ha la fortuna d'avere un giardino, tante piante da frutti dimenticati, dalle ciliegie alle pesche, dalle mele e alla pera bergamotta.

Grande rispolvero delle classiche piante da fiore come i gerani, le peonie, i rododendri, le azalee, le orchidee, gigli.

L'evento ospita anche momenti di approfondimenti con lezioni di coltivazione, convegni specifici sul tema della piante. laboratori.

In città in contemporanea orticola ha adornato il Giardino Boccioni a Palazzo Reale , sono stati avviati anche dei progetti per curare il verde della città con la partecipazione di volontari come i Giardini Perego e un grande orto con le arte aromatiche all'interno del nuovo quartiere City Life.
Un invece plauso per la copertina d questo post al Garden Club Milano tutti gli anni mi forniscono queste belle composizioni da fotografare, un gruppo di grandi appassionati, ricordo che in autunno tengono corsi di decorazione e ikebana e dal 24 settembre al 15 ottobre a Villa Carlotta a Tremezzo, organizzano incontriamo l'ikebana.
Orticola, Giardini Pubblici Indro Montanelli dal 6 all'8 Maggio
Via Palestro, Milano Ingresso 10 euro dalle 9,30 alle 19,30