giovedì 4 febbraio 2016

Il Carnevale di Mamoiada, la danza dei Mamuthones

Un altro carnevale tradizionale locale, questa volta andiamo in Sardegna, nel cuore della Barbagia a Mamoida, per conoscere uno dei Carnevali più misteriosi, affascinanti in Italia.
Il paese di Mamoiada, si trova a pochi chilometri dai monti del Gennargentu e dal Supramonte di Orgosolo, una zona di grande interesse archeologico per la presenza di menhir, come il menhir Sa Perda Pintà  e ben 52 domus de janas con la necropoli più importante di Sa Conchedda Istevene, risalente al Neolitico.
Le origini del carnevale di Mamoiada, conosciuto anche come "la danza dei Mamuthones", secondo le fonti più accreditate risalirebbe all'età nuragica, nato come gesto di venerazione degli animali, per proteggersi dagli spiriti del male e per propiziare il raccolto.
Esistono diversi interpretazioni sull'origine del Carnevale di Mamoiada, personalmente sono più propenso a pensare che il Carnevale di Mamoiada sia un rituale arcaico d'esorcizzazione legato al ciclo della morte e della rinascita della natura in chiave grottesca, dove si ripropone il rapporto uomo animale, che da sempre è alla base del sistema economico, culturale e sociale della Barbagia (come la pastorizia).


Si ringrazia Allways Sardinia per la condivisione video da youtube

Lungo le strade di Mamoiada le maschere sfilano riproponendo un’antica processione, disegnano un rito mimando il gesto della cattura delle anime nere, uno spettacolo di suoni e danza in un atmosfera di grande intensità da fare venire la pelle d'oca ai spettatori.
Il Mamuthone vestito di pelli indossa una maschera di legno scura dall’espressione dura e ha appeso sulla schiena una grande quantità di campanacci, che superano spesso i 30 chilogrammi di peso, sono dodici come i mesi dell'anno, nella processione procedono in fila indiana e saltano insieme a ritmo, producendo con i loro campanacci un suono forte e inconfondibile.
Sono guidati da Issohadores, i lanciatori di soha, dai costumi coloratissimi, che li comandano con lunghe funi fatte di giunco. Senza il peso dei campanacci, gli Issohadores si muovono più agilmente dei loro compagni, assecondandone però il procedere lento e ritmato, un rito danzante, con passi molti difficili, che bisogna avere imparato da bambini.
Per parlare della gastronomia di Mamoida ci vorrebbe molto spazio, il dolce tipico di carnevale sono le Origliette simili alle nostre chiacchiere ma sono tonde e chiuse, vengono fritte, è tradizione della Barbagia  e di Mamoida di prepararle anche a forma di treccia chiusa e prima di friggerle e di cospargerle di zucchero a velo, passarle nel miele e nella buccia d'arancio, da una nota aromatica molto piacevole.
Carnevale è l'occasione anche per provare tutti i dolci di Mamoiada come i papassinos (delicata pasta frolla con mandorle, uva passa, noci, miele e scorza di limone) o i papassinos con vino cotto, o i rujolos preparati con casizolu, un formaggio tipico sardo e il miele d'asfodelo.
Appuntamento domenica 7 Febbraio 2016 alle ore 15,00 con la danza dei Mamuthones e Issahadores con replica Martedì 9 Febbraio sempre alle ore 15, sfilate con maschere e degustazioni dei dolci tipici di Mamoiada.
Come arrivare a Mamoiada con i mezzi pubblici, bisogna raggiungere la città di Nuoro da qui in circa venti minuti con le linee Arst linee trasporti della Regione Sardegna
Nuoro come tutte la Sardegna è raggiungibile in Aereo o in Nave, aeroporto più vicino è quello di Olbia, ci sono traghetti che partono da Livorno o Vado ligure che raggiungono Olbia, mentre Olbia  e Nuoro dista 2,30 h in autobus consultare il sito Arst Linee Trasporti

mercoledì 3 febbraio 2016

Il carnevale d'Aliano (MT), nel Parco Letterario di Carlo Levi, con le maschere cornute, i frizzuli, la rafanata e souzizz

La nostra ricerca delle tradizioni italiane del Carnevale ci porta in Basilicata ed esattamente nel piccolo borgo di Aliano, che deve la sua notorietà allo scrittore Carlo Levi che durante il periodo fascista venne esiliato in questa piccolo borgo della Basilicata, ambienta nel paese il libro Cristo si è fermato ad Eboli e chiamerà questo paese con il nome in dialetto Gagliano.
Fu talmente forte il legame che si stabili tra Carlo Levi e gli abitanti del borgo che chiese di essere seppellito alla sua morte ad Aliano. Ancora oggi in paese nelle vie ci sono le citazioni del libro di Levi.
Questo piccolo borgo è su un colle argilloso e ci si arriva da una strada panoramica su dei calanchi, la sua economia ruota sull'agricoltura in particola nella coltivazione degli ulivi, Aliano è città dell'Olio ed è circondato oltre che da ulivi, di piante da frutto come pesche.
Altra voce importante è il turismo grazie alla costituzione del Parco Letterario Carlo Levi, infatti le attrazioni del borgo sono il Museo della Civiltà Contadina e il Museo di Carlo Levi.
La tradizione del Carnevale si lega ad un culto arcaico a rappresentare i personaggi sono delle maschere con le corna in cartapesta, con dei cappelli coloratissimi, raffigurano delle creature demoniache le sui origini si perdono nel corso del tempo, rappresentano gli spiriti del male e il carnevale è un modo per esorcizzare il male.
Come tutte le rappresentazione del Carnevale al elementi antichi si uniscono elementi storici, Aliano è stato un feudo appartenuto a famiglia nobili come San Severino, Carafa e Colonna, dove il Carnevale era occasione di sfogo per le tasse e le gabelle che i contadini dovevano pagare.

Si ringrazia utente Valerio de Luca per la condivisione del video da youtube
Il Carnevale Alianese si svolge Domenica 7 Febbraio alle 16,00 con la sfilata della maschere di Aliano mentre Martedi 9 Febbraio sempre alle ore 16,00 sfilata di Maschere di Aliano al quale di uniranno le maschere di Tricarico, entrambi gli eventi sono accompagnati con la degustazione di preparazioni tipiche come la:
Frzzue o frizzulli un particolare tipo di pasta  fatti originariamente con la mollica di pane raffermo, erano il pasto di tutti i giorni, in quanto i frizzuli si potevano far essiccare ed utilizzarli tutta la settimana, una volta cotti venivano riscaldati in un tegame di ferro, sulla brace del fuoco, erano più buoni di quando si degustavano freschi. 
La ricetta originale prevede mollica di pane “casereccio” ovvero pane fatto con lievito madre o naturale e cotto nel forno a legna, ripassato in un tegame olio, aglio e peperoncino. Oggi si preparano con la Semola di Grano Duro, la preparazione della pasta è come qualsiasi pasta fatta in casa con: farina, acqua, sale e lavorata con il ferretto per attorcigliarci la pasta. Una pasta che si condisce con sugo di pomodoro, mollica di pane e formaggio pecorino grattugiato.
La rafanata è un piatto tipico della Basilicata, è simile a una frittata cotta al forno, si prepara per il Carnevale e prende il nome dal rafano rusticano, o meglio il rizoma della pianta Armoracia rusticana, una radice dal gusto fortemente balsamico e piccante.
La ricetta è semplice si prevede uno sbattuto d'uova, con formaggio pecorino grattugiato, abbondante rafano grattugiato fresco, e pepe nero, alcuni aggiungono patate, mollica di pane o salumi, viene cotta in forno o sulla brace e tradizionalmente viene disposta tra due fette di pane.
La souzizz è invece un salume tipico locale piccante più simile a un salame che un una salsiccia.
Come arrivare ad Aliano in auto: da Salerno si prosegue sulla A3 direzione Reggio Calabria, si esce ad Atena Lucana, si prende la Strada Statale 598 direzione Brienza, Ponte Agri Aliano. sono circa 167 km si possono percorrere in circa 2 ore.
Da Potenza, capoluogo della Basilicata, dista circa 80 km, con la Strada Statale 92 in circa 1,40h.
Come arrivare a Aliano in pullman, collegamenti al Sud sono difficili, c'è la linea Policoro-Napoli delle Autolinee Grassani & Garofano s.r.l., 0835 901443, l'autobus si ferma fino al bivio della SS598 solo due corse al giorno da Policoro la mattina parte alle 6,00 e passa verso al bivio di Sant'Arcangelo alle 7 e arriva a Napoli alle 10,30 e il pomeriggio da Napoli, Piazza Garibaldi parte alle 14,00 e passa al bivio di Sant'Arcangelo alle 17,00, il bivio dista circa 9 km da Aliano. C'è anche una linea di bus che collega Aliano con Roma gestita dalla Sita Sud Trasporti e una linea che collega Potenza ad Aliano sempre della Sita Sud informazioni sul sito.
Per saperne di più: Aliano, Parco letterario Carlo levi 


lunedì 1 febbraio 2016

Carnevale di Sauris, maschere, sci e camminate in ciaspole



Rispetto ad altri anni che abbiamo consigliato dei Carnevali in località facilmente raggiungibili in treno quest'anno mi permetto di andare alla ricerca dei carnevali meno noti, che si rifanno ad un antica tradizione culturale locale.
Questa volta vi voglio portare nel borgo di Sauris in Friuli Venezia Giulia, situato nell'area della Carnia, nella valle di Lumiei, un piccolo borgo con meno di 500 abitanti, dove si parla una lingua d'origine germanica, un borgo nato secondo alcune fonti quando alcune famiglie del salinburghese si trasferirono in questo luogo dopo l'anno mille.
Una piccola comunità che ha cercato di conservare le proprie tradizioni, come quelle dei Carnevale che vede protagoniste principali due maschere il Rolar e il Kheirar. Il Rolar rappresenta il demone che con i campanelli avverte il suo arrivo mentre il Kheirar con una scopa in mano porta via l'inverno, chiamano la gente a raccolta e danno il via al rito propiziatorio del Carnevale, una sorta di esorcismo scaccia spiriti, una volta andavano di casa in casa , oggi invece rimangono sulla via principale del paese.
L'evento si conclude con la sfilata di maschere durante la sera, maschere in legno che rappresentano ironicamente gli aspetti negativi della personalità, le paure degli abitanti, la sfilata è un suggestivo percorso con le lanterne nel bosco, fermandosi in alcune tappe per bere del vin brulè.
Il programma del Carnevale Sabato 6 Febbraio :
Alle ore 16.30: raduno delle maschere nella Piazza di Sauris di Sopra
Alle ore 17.00: le maschere vengono presentate al pubblico, sarà possibile noleggiare le lanterne per la passeggiata notturna presso un punto prestabilito nella piazza principale a Sauris di Sopra .
Alle ore 18.30: il Rölar e il Kheirar chiamano a raccolta il corteo; inizia la camminata notturna nel bosco al lume delle lanterne, sosta con vin brulè attorno al falò in località Hinterseike; 
Alle Ore 20.00: ritrovo finale a Sauris di Sotto presso il Nuovo Kursaal, si potranno degustare prodotti tipici e dove la festa del Carnevale prosegue con musica, balli..

Si ringrazia utente carnivalkingofeurope per la condivisione del video da youtube
Il rito del carnevale di Sauris si collega al rito pagano del risveglio della natura tipica delle popolazioni barbare, come chiamate dai romani quei popoli che vivevano nel nord, prima della tradizione cristiana a scandire i tempi erano le stagioni, le fasi lunari, era consuetudine fare riti propiziatori del bosco, dove si nascondono i folletti, spiriti della natura che si addormentano in inverno e si risvegliano per preparare la primavera.
L'inverno a Sauris offre la possibilità di praticare sport invernali, è il comune più alto delle regione Friuli, più di 1.200 slm, come lo sci alpino, lo sci di fondo, molto amati sono i percorsi con le ciaspole come :
Sauris di Sopra - Ruke - Sauris di Sopra km. 7;  Sauris di Sopra - Hinter s'Eike - Sauris di Sotto km. 7;
Sauris di Sotto - Eimblat de Ribm - Lateis o viceversa km.7.
Sauris è noto per i suoi prodotti gastronomici, come il prosciutto di Sauris, un salume anzi un prosciutto che ha la particolarità unica in Italia di venire affumicato, con legno di faggio dei boschi circostanti presso l'azienda Wolfsauris,
I formaggi locale Friulano fatti con latte crudo che si possono acquistare presso la Malga Carnia, molto buona è anche un altra specialità della valle la ricotta affumicata dal sapore deciso che viene grattugiata sui primi piatti, viene prodotta in molte malghe.
Famosa è la birra locale artigianale integrale né pastorizzata né filtrata che gode di una buona fama tra gli intenditori di birra presso Zahrebeer.
Come arrivare a Sauris in auto : Sauris è raggiungibile dall’autostrada A23 Udine – Tarvisio, uscita Carnia Tolmezzo oppure dal Cadore attraverso il Passo Mauria che conduce ad Ampezzo.
Come arrivare a Sauris in pullman o autobus: da Udine è possibile prendere il pullman in direzione Tolmezzo della linea Trieste Santo stefano di Cadore si scende a Tolmezzo circa 1 ora di tragitto, poi  all'autostazione di Tolmezzo, si prosegue verso Ampezzo in 45 minuti si scende e si attende il pullman per Sauris un viaggio di circa 2,40h informazioni Saf ud Autoservizi FVG.
Dormire a Sauris: Albergo Diffuso Sauris, Meublè Schneider a Sauris di Sotto
Mangiare a Sauris : Rikhelan Chalet a Sauris di Sopra, 39.
Per saperne di più:  Carnia

Si ringrazia utente inbellinum per la condivisione del video il carnevale sauriano sul canale youtube

giovedì 28 gennaio 2016

La fiera di Sant'Orso, Aosta 2016

Un appuntamento classico per questo blog di Turismo Lento, si tratta di uno degli eventi a cui siamo a torto o a ragione più affezionati.
La tradizione vuole che la consuetudine di Sant'Orso di regalare ai contadini abiti e strumenti per lavorare la terra, si sia trasformata nel corso degli anni in una vera e propria fiera, che ha permesso per molti anni ai contadini di avere delle nuove entrate economiche durante l'inverno prima di riprendere il lavoro nei campi a primavera, grazie all'arte di lavorare il legno.
Oggi l'evento raccoglie maestri dell'artigianato e dell'arte di lavorare il legno, di confezionare abiti, stoffe, cuscini ma sopratutto e per i più golosi, specialità gastronomiche della Valle D'Aosta dai formaggi ai salumi, potremo trovare Fontina dop, la toma di Gressoney, Fromadzo, Brossa, salumi come il Lardo d'Arnaud, mocette di camoscio, Jambon de bosses, Bouden, Teteun, ma anche miele, confetture di frutti di bosco, grappa, genepy, pane nero e dolci (fandolein, tegole e torcetti).
Da tenere d'occhio mentre si cammina nel centro della città, i punti rosso neri per la ristorazione tipica dove vengono servite esclusivamente specialità locali come Zuppa d'orzo e castagne, la classica fonduta, souppa de Quart, la fonduta di fontina con patate, il cotechino con patate e fagioli, bollito salato con patate, Messata e salignon, Seuppa de Pors, Polenta Valdostana, Toma valdostana e Crostata con panna montata fresca.
L'aspetto più originale è tipico è però "la veilla", cioè la notte tra il 30 e il 31 Gennaio, dove i cittadini e ospiti d'Aosta rimangono in piedi aspettando l'alba del nuovo giorno, che secondo la tradizione è l'ultimo giorno più freddo dell'anno.
La veilla la si passa tra le strade, ballando e cantando con i gruppi musicali locali, dove viene offerto gratuitamente brodo e vin brulè, mentre nelle cantine si possono degustare i piatti tipici invernali.
Atelier degli artigiani ed il padiglione gastronomico trovano posto in piazza Chanoux, nel cuore del centro storico, e nella vicina piazza Plouves. Sono visitabili il 28 e 29 gennaio 2016 con orario 10-19, il 30 gennaio con orario 8-21 ed il 31 gennaio con orario 8-19; l'Atelier sarà aperto anche il 1° febbraio con orario 10-19.
Appuntamento quindi come al solito il 30 e il 31 Gennaio nella vie del centro di Aosta, purtroppo anche quest'anno mancheranno i treni speciali pare non ci sia stato un accordo tra la Regione e le Ferrovie delle Stato, un handicap che nuoce al turismo in generale, non solo per l'evento, ma per il turismo tutto l'anno che determinerà più traffico stradale e più inquinamento, un problema che la regione Valle d'Aosta deve risolvere, perchè non basta mettere più pullman da Point Saint Martin.
Arrivare ad Aosta alla Fiera di Sant'orso in bus o pullman: dall'Italia:  Aosta è collegata con Torino, Milano, Ivrea, dalla Svizzera Martigny, dalla Francia da Chambery in Alta Savoia, (info: Autostazione tel. 0165 262027), la Savda propone Milano-Aosta si parte la mattina alle 07.15 e si arriva ad Aosta alle 9,45 a 17 euro.
Arrivare ad Aosta per la Fiera di Sant'orso in treno: da Torino treni regionali per Ivrea e poi cambio per Aosta, il percorso dura circa 2h, al costo di 9,45 euro. Da Milano non ci sono collegamenti diretti come da Torino ma due cambi a Chivasso e a Ivrea ci si impiega 3h 18minuti  al costo di 16,05 euro!


Il programma della Fiera di Sant?Orso 2016
28 Gennaio
Apertura dell'Atelier e del Padiglione enogastronomico
29 Gennaio
ore 21: concerto del Coro di Sant'Orso presso la Chiesa di Sant'Orso di Aosta
30 Gennaio
dall'alba alla sera: fiera, esibizioni itineranti di gruppi folkloristici e dimostrazioni dal vivo
ore 16: intrattenimento per bambini nella piazzetta di via Vevey
ore 18: messa dedicata agli artigiani presso la Chiesa di Sant'Orso
ore 19: premiazione ufficiale in piazza Sant'Orso
dalle ore 19 fino a tarda notte: Veillà
31 Gennaio
dall'alba alla sera: fiera, esibizioni itineranti di gruppi folkloristici e dimostrazioni dal vivo

mercoledì 27 gennaio 2016

Carnevale di Venezia dal 23 Gennaio al 9 Febbraio 2016


Sabato 23 è stato inaugurato il Carnevale di Venezia 2016, si tratta di uno dei carnevali  belli e originali del mondo, tutta la città partecipa  e si mette in scena, facendo diventare Venezia un fermento d'idee, di maschere, colori e luci.
La tradizione dei festeggiamenti del Carnevale di Venezia ha origini antiche, pensate che nel medioevo dopo l'anno mille, il Carnevale a Venezia iniziava il 26 dicembre fino alle Ceneri, sei settimane di festeggiamenti.
La maschera dava un senso di libertà, rendeva tutti uguali il povero il ricco, il nobile e il cameriere, ma anche la libertà delle opinioni e della derisione del potere, senza il timore d'essere condannati, il Carnevale era visto come una sorta di sfogo delle tensioni sociali, del culto delle divertimento e delle passioni lasciando stare perfino gli affari, che riportava pace e serenità negli animi, un significato molto diverso rispetto al Carnevale d'oggi.

Si potrebbe meglio definire più modernamente il Carnevale come un bisogno d'evasione, una necessità per uscire dal'ordinario dalla quotidianità, che i veneziani avevano intuito prima di molti altri, interpretato e affrontato con grande ironia e leggerezza.




Il Carnevale di Venezia ebbe la sua apoteosi nel secolo XVIII° nei racconti di Casanova, ma con la caduta della Serenissima del 1797 e dell'occupazione di Napoleone prima e degli austriaci poi, la tradizione del Carnevale si fermò. Sarà solo due secoli dopo esattamente nel 1979 che la tradizione del Carnevale viene recuperata per celebrare quell'epoca mai dimenticata della Serenissima, oggi il Carnevale è rievocazione storia e attrazione turistica.
Si viene a Venezia per respirare quell'aria da Serenissima, che nonostante i travolgimenti architettonici rimane intatta, maschere con musica e colori che hanno lo fondo uno delle città più belle del mondo.
Tante le feste e i spettacoli in scena in piazza San Marco dove c'è una vera e propria "Fabrica di Piazza San Marco", le notti all'Arsenale, Giro Giro Tondo alla Biennale, il ballo del Doge, il Banchetto del Re, che vuole riproporre un vero e proprio banchetto storico che fu organizzato per la visita del Re di Francia, Enrico III, ultimo dei Valois sul trono di Francia. 
Per i più non meno nobili ma altrettanto golosi ricordo che il Carnevale di Venezia e per i galani, quelle che in altre zone chiamano più comunemente chiacchiere e le frittelle che a Venezia rigorosamente devono essere frittelle allo zabaione.
La cosa più bella di Venezia che è perfettamente raggiungibile in treno che ti porta in centro città da tutte le principali città italiane, informazioni presso Trenitalia e Italotreno.
Per saperne di più e il ricco programma: Carnevale di Venezia





venerdì 22 gennaio 2016

A Boccheggiano (GR), il Premio della Farina di Castagne, 24 gennaio

Questa settimana vi porto a conoscere le Colline Metallifere in Provincia di Grosseto, si presentano come un alternarsi di dolci pendii ricoperti da boschi e campi coltivati, alla sommità dei quali appaiono antichi borghi medioevali, con le loro costruzioni in pietra dominate da castelli e torri. 
Ogni centro abitato, ogni borgo, ogni frazione conserva un suo fascino particolare e rappresenta un gioiello d'unicità architettonica, forgiato dalla storia, dalla cultura dell'uomo, ricca d'usanze e tradizioni che si arricchiscono da generazione in generazione.
Boccheggiano è un piccolo borgo che appartiene al comune di Montieri, a metà strada tra Follonica e Siena, la sua fama sono state le miniere dal quale si estraeva rame ed argento già dal 1334. Le miniere sono state chiuse nel 1994, in quanto l'estrazione non era più redditizia e l'enorme patrimonio industriale e culturale è diventato Parco tecnologico archeologico delle colline metallifere grossetane, con percorsi dedicati alle gite scolastiche.
Oggi la notorietà di Boccheggiano è merito della farina di castagne, che in zona si è sempre prodotta, cibo dei poveri per eccellenza, le contadine mischiavano farina bianca e farina di castagne per risparmiare sulla farina bianca.
Oggi la farina di Castagne sta avendo una nuova riscoperta, in particolare dall'alimentazione senza glutine, cosi da prodotto povero è diventato una risorsa economica. 
Tutta la zona è volta alla creazione di una filiera castanicola sotto la guida dell'Associazione Valorizzazione Castagna Alta Maremma creata dall'Unione Comuni montana Colline Metallifere.

Si ringrazia Davide Angelelli per la condivisione del video sul canale you tube
Una zona che dal punto di vista turistico offre una vastità di percorsi di trekking, vecchie miniere ma anche fonti d'acqua, come la fonte Verdi di Boccheggiano, che si trova a sud del Paese, è raggiungibile seguendo il percorso trekking n. 42 che da Boccheggiano conduce a Tatti, ed è tuttora ben conservata, da vedere l'antico lavatoio da cui è possibile attingere acqua potabile. 
Sempre sullo stesso percorso c'è la fonte di Reticaggio caratterizzata dall'acqua che fuoriesce direttamente dalla roccia, mentre a nord di Boccheggiano c'è la fonte Antica che forniva acqua a tutta la zona.
Torniamo a parlare di Castagne perchè a Boccheggiano nel paese c'è il Panificio Montomoli Andrea dove potrete trova il pane di castagne ma sopratutto Pasticceria fatta con farina di castagne e senza Glutine, biscotti con farina di castagne con olio extra vergine d'oliva e frutta secca, torta con farina di castagne con marmellata di fico e ricotta, i bocconcini del re, le meringhe amaretti di farina di castagne.
Per il giorno del premio della farina di Castagna tutti i ristorante faranno un menù con le castagne come la la vellutata di zucca con castagne e gamberi, filetto di san pietro con mostarda di castagne, pasta fresca con farina di castagne, crepes alla castagne, panna cotta con castagne e cioccolato.
Come raggiungere Boccheggiano in auto; da Siena dista circa un ora si passa per Frosini, abbazia di San Galgano, da Grosseto invece si prende la E 80 e poi la strada provinciale per Montemassi, si prosegue verso Roccatederighi, Meleta, Gabellino circo un ora.
Come raggiungere Boccheggiano con il bus da Follonica partono gli autobus della linea Tiemme Spa lina n 37/F/28-R che da Follonica porta a Montieri passando per Massa Marittima, circa due ore spesso gli autobus fanno sosta a Massa Marittina. Da Siena invece si arriva con autobus 122 a Montieri poi da Montieri si prende autobus per Follonica e si raggiunge Boccheggiano.
Dove mangiare a Boccheggiano per l'evento Farina di castagne: Ristorante la tana dell'upo, Ristorante il gabellino, Locanda la ciottolona.