sabato 25 ottobre 2014

La mostra di Segantini a Palazzo Reale, Milano

Fino al 18 Gennaio a Milano all'interno delle sale del Palazzo Reale, c'è la mostra di Giovanni Segantini, un pittore molto milanese, anche se nato in Trentino ad Arco, la sua formazione si è svolta nella città di Milano nei primi anni dopo l'Unita d'Italia presso Accademia di Brera e poi in Brianza a Pusiano,
Di quel periodo infatti sono i dipinti bucolici della Brianza, dove l'autore inizia un suo percorso molto personale d'uomo davanti alla natura, impressionato dalla luce e dai colori.
La vita, l'arte e la pittura si mescolano nei suoi dipinti, i drammi personali, le sue paure, i suoi affetti, il lato inconscio e vagabondo, un uomo che fugge dal mondo e che si rifugia in montagna, prima a Savognin in Svizzera e poi in Engadina a Maloggia. Nei suoi dipinti della montagna sembra che il pittore sia alla ricerca di una forte spiritualità nella natura.
Quella luce naturale cosi bella forte che da energia e senso alla vita, una vita breve, morì giovane, a soli quarantun'anni, per questa occasione sono presenti molte tele esposte nei musei di tutto il mondo, a Milano, Palazzo Reale Mostra Segantini fino al 18 gennaio 2015.






venerdì 24 ottobre 2014

Collobrieres, sulla strade delle castagne


Ogni anno oltre a tutte le feste delle castagne che si fanno in Italia, segnaliamo una destinazione estera, quest'anno anche per accontentare tutti i lettori della provincia di Imperia che sono al confine con la Francia e i lettori che abbiamo nella regione delle Alpe Marittime in Francia, vi voglio fare conoscere Collobrieres, un piccolo villaggio nel Massif des Maures, sulla strada D14 che da Port Grimaud e Saint Tropez conduce verso Hyeres, dove questa domenica c'è la Festa delle Castagne.
Sembra strano ma a pochi km dalle località di mare come Saint Tropez e Bormes les Mimosas  c'è tutta un area ricca di castagneti.
Il castagno è stato introdotto nel XII° secolo con i primi monaci Certosini che fondarono la Chartreuse de la Verne, la coltivazione del castagno ha permesso a queste aree meno fortunate dell'interno di potere contare sulle castagne nel lungo periodo dell'inverno. 
Dal dopoguerra in poi i castagneti sono stati poco curati, tanto che la produzione è scesa dalle 4000 tonnellate a 500 nel 1980.
C'è stato invece negli ultimi anni venti anni una  inversione di tendenza tanto che oggi la castagna costituisce una delle principali colture e produzione del massiccio del Maures, specialmente a Collobrières, dove i castagneti si estendono su un area di 900 ettari.
La Festa delle castagne è un occasione per scoprire le tradizioni del paese con balli, danze e sfilate in costume, c'è il mercato con bel 150 espositori, ogni anno si annoverano più di 30.000 visitatori. Si può lasciare auto fuori dal paese, c'è una navetta che dal parcheggio porta direttamente all'evento.
Oltre al momento di festa in centro a Collobrieres, si possono visitare le castagnerie cioè quelle aziende che producono  e raccolgono castagne, ma la novità rispetto all'Italia è che queste aziende trasformano direttamente il loro prodotto, realizzano zuppe di castagne, castagne in sciroppo, castagne secche, farina di castagne, castagne sottovuoto, paté di castagne, confettura di castagne con pezzi di castagna,  patè vegetali di castagne, liquore alle castagne, tra le castagnerie più note Chategneraie Godissard azienda che ha 400 anni, e un azienda famosa per la lavorazione dei Marron Glacè con annesso Museo dei Marron  la Confiserie Azureenne.
Ci sono inoltre le altre aziende come Campagne La Tuillière, Cast\'ânes, Charlie Marrons, La Châtaigne joyeuse, Lou Castagnié, Lou Maraon ma Collobrieres non è solo castagne, ci sono i produttori artigiani di formaggi di capra La bastide de la Cabriere, i produttori di vino mele e succo di mele Domaine La Portanière,
Allogiare a Collobrieres: Un air de Rien, nel centro del paese, è sia stanza per ospiti, bistrot e galleria d'arte.
Una visita particolare la merita Chartreuse de la Verne, fondata nel 1170 dai monaci certosini è stata incendiata e ricostruita più volte, un edificio imponente in pietra, è stato restaurato dal 1964, ospita oggi i monaci e le monache di Betlemme.




martedì 21 ottobre 2014

Sulla strada dello Zafferano: Città della Pieve dal 24 al 26 Ottobre

Questo fine settimana da Venerdì 24 ottobre a Domenica 26 Ottobre si tiene Zafferiamo a Città della Pieve, l'appuntamento dedicato alle Giornate di valorizzazione dello Zafferano di Città della Pieve.
Siamo nella valle di Chiana nel borgo di Città della Pieve, in Regione Umbria al confine con la Regione Toscana, il borgo sorge su una collina dal quale sembra dominare il paesaggio della Valle di Chiana.
La coltura dello zafferano era molto diffusa nel Medievo, portato inizialmente dagli arabi in Spagna, si diffuse anche in Italia forte della sua fama di virtù farmacologiche, venne inoltre utilizzata per colorare i tessuti, e in seguito nel Rinascimento per dare colore e aromatizzare le ricette per i banchetti delle Signorie italiane.
Non tutti i luoghi sono adatti per la coltura dello zafferano, ma in Italia alcune in alcune località ha trovato un ambiente ideale per la coltivazione come le terre intorno al Borgo di Città della Pieve.
I visitatori potranno in questi giorni fare delle passeggiate guidate dai membri del Consorzio dello Zafferano di Città della Pieve, per cogliere i fiori di zafferano e seguire tutte le fasi della lavorazione.
Molto interessanti i menù dei 14 i ristoranti che aderiscono all'iniziativa per la valorizzazione dello zafferano di Città della Pieve, solo per citarne qualcuno, impossibile citarli tutti . Hotel Vannucci propone Tiramisù con savoiardi di riso, pera cotta allo zafferano e cru di cacao, Ristorante il Capriccio pici fatti al mano con ricotta d'alpeggio e zafferano e tempura di pollo con cipolle croccanti e zafferano, al Vin Verso invece abbiamo tortino con gorgonzola, zucchine e zafferano e tortino al cioccolato con crema allo zafferano.
L'evento si arricchisce con i laboratori di ricamo e tintura di tessuti, mentre nel mercato coperto di Via Vittorio Veneto ci sarà il Mercato delle eccellenze gastronomiche di Città della Pieve, che non è solo zafferano ma anche Vino Rosso Doc Colli del Trasimeno o Olio Dop Colli Orvietani
Questo bellissimo borgo è noto per avere dati i natali al Perugino, uno dei pittori italiani più noti del Rinascimento, il paese offre un centro storico molto interessante con il Palazzo della Corgna, la Torre del Pubblico e la Cattedrale dei Santi Gervasio e Protasio, le piccole vie dove una volta svolgevano l'attività abili artigiani sarti, calderai, funai e falegnami costruttori di botti, di cui Citta delle Pieve era nota.
Un weekend d'autunno tra arte, storia e cultura dello zafferano.
Arrivare a Città della Pieve: con il treno la stazione più vicina e a Chiusi da Chiusi ci sono gli autobus della linea 014 Umbria Mobilità che da Chiusi porta a Perugia e viceversa, da Chiusi in 30 minuti si arriva a Città della Pieve. In auto uscire all'autostrada A1 Chiusi Chianciano e proseguire per Città della Pieve in 15 minuti si arriva comodamente.
Alloggiare a Città della Pieve: oltre ad alberghi già citati ci sono Bed and Brekfast in centro come Casina Mazzuoli e La casa del sarto e la Country House Castelluccio Palusse.
Informazioni. Citta delle Pieve

domenica 19 ottobre 2014

Valli del Natisone: castagne, funghi porcini e gubana

L'Italia è ricca di tanti luoghi unici e belli, qualcuno rimane meno noto per via della sua collocazione geografica, come le valli del Natisone che da Cividale del Friuli, portano verso la Slovenia, un territorio di confine, che racchiude una storia e una cultura unica a partire dal 568 quando Cividale divenne capitale del primo ducato longobardo in Italia, per passare poi alla Serenissima e all'Impero Austro Ungarico e infine diventa parte della Repubblica Italiana.
Oggi le Valli del Natisone si presentano come una meta ideale per trekking, escursioni, percorsi in mountain bike e pesca sportiva, perché offrono scenari naturalistici unici per tante attività all'aria aperta.
Dal monte Matajur (1643 metri) si abbraccia con lo sguardo un ampio scenario, che va dalle Alpi Giulie alle Dolomiti, dal Carso al mare.
Nelle Valli del Natisone nasce il dolce simbolo del Friuli Venezia Giulia, dalla tipica forma a chiocciola: la gubana, pasta ripiena di noci, uvetta, pinoli, zucchero e grappa.
Nella cucina locale si respirano chiari influssi slavi, esiste nei territori di confine in realtà una comune cultura che si esprime anche a tavola, con la valorizzazione dei prodotti della terra, come le erbe spontanee, i funghi, i tartufi, le castagne e le mele. Sono tante le trattorie rustiche e i curati ristoranti, dove puoi assaggiare autentiche delizie che si tramandano da madre in figlia.
Ecco alcuni prodotti e piatti tipici delle Valli del Natisone: i formaggi caprini della zona, le palacinke delle crepes,  i šlicnjaki (specie di gnocchetti di farina), štakanije (puré di patate e verdure di stagione), le minestre di zucca e di castagne, le trote del Natisone, la mela seuka.
I sapori dell’autunno sono al centro della rassegna Invito a pranzo, che coinvolge i ristoranti delle Valli del Natisone, con l’obiettivo di valorizzare i funghi e i prodotti locali, un modo per invitare a scoprire questo territorio in gran parte poco noto alla maggior parte degli italiani.
Qualche esempio:
al ristorante Trattoria al Giro di Boa a fraz. di Ponte San Quirino di Cividale del Friuli menù da 25 euro, Gnocchi di castagne con funghi porcini,  palacinke di farina integrale con porro e speck, rost beef allo Schippettino con funghi porcini, Gubana delle valli del Natisone.
al ristorante Osteria all'antica a Fraz. Cras 125 - Pulfero, menù da 22 euro strudel saporito alla zucca, orzotto ai porcini, bocconcini di cinghiale con polenta e strudel di mele seuka.
Allogiare nelle valli del Natisone: a Grimacco c'è Albergo Diffuso valli del Natisone, dove si può soggiornare in case rurali ristrutturate in antichi borghi.
Arrivare a Cividale e valli del Natisone, in auto A 23 uscita udine, poi statale 54 fino a Cividale, in treno si raggiunge Udine (da Milano 4 ore) poi ferrovia Udine Cividale, in bus con le linee della Saf fino a San Pietro al Natisone.
Purtroppo da rilevare che unico elemento negativo ma come molte altre località l'accessibilità, se non si ha un auto sono di difficile raggiungibilità, speriamo in un futuro in un migliore sistema d'accessibilità attraverso la mobilità ecosostenibile, si possono avere dei belle iniziative turistiche ma la facilità di raggiungibilità e alternativa alle auto non vede essere considerata dalle destinazioni turistiche un optional.
Un invito a Pranzo nelle Valli dei Natisone dal 27 Settembre all'8 Dicembre


Nel video la Storia della Gubana delle Valli del Natisione



sabato 18 ottobre 2014

La Palermo Letteraria

Esistono tante Palermo, esiste la Palermo dei viaggiatori del Gran Tour del '700 e '800, esiste la Palermo che conosciamo dalla televisione, quella che conosciamo dai giornali, ma esiste invece una Palermo della letteratura, che abbiamo imparato a conoscere e immaginare nella descrizione dalle pagine dei libri.
Per valorizzare questo patrimonio culturale e metterlo insieme, il Comune di Palermo ha creato una Mappa Letteraria, una mappa che offre sia ai turisti che agli amanti della letteratura  di scoprire, i luoghi della città, che sono stati rappresentati nella pagine di vari libri, mentre camminiamo per ammirare la città possiamo collegarci e leggere le descrizioni fatte in questo o in quel luogo .
La mappa permette di ricostruire l'itinerario letterario completo della città, per esempio schiacciando Orto Botanico viene indicato autore, Guido Piovene (1907-1974), il titolo : Viaggio in Italia (1957) e il testo con la descrizione, stessa cosa per Villa Igea, autore Bernard Berenson (1865-1959), titolo del libro Viaggio in Sicilia (1955) con la descrizione, non mancano nelle altre schede le citazioni sulla città di Palermo di  Guy De Maupassant, Luigi Pirandello, Carlo Levi, Leonardo Sciascia.
Un iniziativa questa della Palermo Letteraria che personalmente ho molto gradito, spero che altre destinazioni seguano l'esempio.
Per link al comune di Palermo sulla pagina della Palermo Letteraria