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Luoghi della spiritualità : Monte Athos



Ci sono dei luoghi sulla terra, che sembrano essere prediletti dalle divinità. Uno di questi si trova nel Mare Egeo, tra il Golfo di Salonicco e lo stretto dei Dardanelli, dove la penisola calcidica proietta sul mare Egeo i tre promontori di Kassadra, Sithonia, e più verso oriente dove raggiunge un altitudine di 2033 metri, l'Athos.

Eschilo definì il Monthe Athos il regno di Zeus, Omero il luogo sul quale Giunone veglia. Oggi la cultura di un dio unico ha sostituito quello pagano e il destino vuole che questo lembo di terra venga a trovarsi nel corso della Storia, come una zona di nessuno, una zona di frontiera tra Oriente e Occidente, tra Bisanzio e Roma, tra l'Islam e la cristianità e in senso spirituale in quella linea di breve confine che divide l'umano e il divino. 

Il Monte Athos si identifica con tutte le sommità delle montagne che sono divenute nel corso dei secoli rilevatrici della parola del Signore come il Monte Sinai, il Monte di Simon, il Monte degli Ulivi. 
Athos per gli ortodossi assume un significato forte, la terra santa e Gerusalemme non sono lontane ma nelle guerre e diatribe fanno fatica a riconoscersi. 

Per loro è Athos la figura del cielo sulla terra

Sullo stesso monte convivono monaci di diversa provenienza, greci, serbi, georgiani, magiari, russi. 
Quello che Athos offre è un luogo per la contemplazione, un mare azzurro e sconfinato che predispone l'animo alla riflessione, così come i deserti d'oriente, ma è luogo di preghiera, spazio che riflette l'immagine della chiesa ortodossa, organizzata nei minimi dettagli; l'architettura, le strade tutto è armonico con la vita condotta dai monaci per offrire le migliori condizioni nel percorso dei misteri della fede.

Per accedere al Monthe Athos è necessario un permesso speciale da richiedere all'ambasciata italiana a Salonicco almeno qualche mese prima in quanto le visite sono contingentate e i posti disponibili sono pochi; si può richiedere un permesso di massimo quattro giorni. 


È la seconda volta che vengo ad Athos

Su una barca scruto l'orizzonte e penso cosa in dieci anni possa essere cambiato. 
Chissà se rincontrerò Yoannis il mio vecchio compagno di università...Promisi a me stesso che non sarei più tornato invece eccomi qui su un battello come dieci anni fa, con la stessa inquietudine mista a curiosità. 

All'improvviso come d'incanto la vista del Monte Athos occupa la mia visuale, riesco a distinguere i monasteri, il colore dei muri, i balconi di legno, le piccole finestre che illuminano quelle celle spartane, le cupole delle chiese.

Dal mare i monasteri sembrano isole sospese sul monte

Nell'attraccare scorgo i cartelli grandi e gialli in cinque lingue, vietato sbarcare senza autorizzazione per gli uomini, le donne nemmeno ci pensino..... 

Contrariamente a quanto pensavo c'è un via vai di gente, operai intenti al restauro, studenti, ricercatori e un piccolo gruppo di frati venuti apposta per me e fra di loro Padre Yoannis; fa una certa impressione vederlo così, vestito di nero e con la barba lunga e … di come tutti si ricordino di me. 
Devo ritenermi molto fortunato se hanno interrotto la preghiera per venirmi a salutare.

La modernità è arrivata anche ad Athos negli ultimi dieci anni

Nel primo viaggio non esistevano cellulari, cabine del telefono, taxi, elettricità, pannelli solari, barche a motore, piattaforme per elicotteri. 

Yoannis mi dice che negli ultimi anni si assiste ad un rinnovamento, arrivano molti giovani di vent'anni e le celle un po' alla volta si riempiono. 

I giovani sostituiscono i vecchi ma d'altronde è tutto come è sempre stato qui ad Athos.

Vengono insegnati i dogmi e la teologia

Padre Macaire mi dice che è la cultura popolare che porta con sé i dogmi e la chiesa ortodossa è una religione che si trasmette attraverso l'immagine delle icone ma è nella chiesa katholikon che ritrovo l'anima dell'Athos che conoscevo nei momenti di preghiera, quel mondo fatto di luci ed ombre, passi trafelati quasi impercettibili, luci fioche, tintinnio di incensieri, quella preghiera fatta di un salmodiare ipnotico.

Estasi culturale e artistica

Si rimane estasiati nell'ammirare i tesori d'arte bizantina, manoscritti, codici miniati, volte affrescate che raccontano di miracoli. 

La cosa più affascinante di Athos è la Biblioteca, qualcosa di incredibile dove sono conservati testi dal decimo secolo. Padre Macaire e Yoannis preferiscono mostrarmi i libri nuovi che descrivono i segni della cristianità dei nuovi monaci.

Nel refettorio consumiamo una frugale cena

Si parla poco per dare spazio all'interiorità. La religione ortodossa- mi dice Yoannis- si fonda sull'unione dello spirito e del cuore, il cuore è il centro della natura umana perché è all'interno del corpo c'è il luogo di incontro tra la sensibilità e l'intelligenza tra anima e corpo. Tutti i problemi possono essere risolti con il cuore. 

Se penso che tutti cercano il riposo e la serenità ma pochi sanno dove trovarli e come procurarseli, Padre Yoannis ha la felicità dipinta in volto

Commenti

  1. non ci andrò mai, ma il raccconto è bellissimo ha ragione teresa

    RispondiElimina
  2. deve essere di una quiete incredibile, peccato non poterci andare

    RispondiElimina
  3. quando leggo questi racconti ho sempre voglia di partire alla fine e di cercare quello che sembra mancare. Ma come saggiamente scrivi , la verità delle cose è al centro di noi stessi. e per quanti viaggi possiamo desiderare , è il quel luogo lontanissimo che è il nostro cuore che potremmo trovare le risposte. grazie per averci fatto respirare quest'aria pura.

    RispondiElimina

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