Passa ai contenuti principali

La ferrovia Isernia Sulmona, lassù sulle montagne dell'Appenino Centrale tra sogni ed emigrazione

Video del canale you tube © Valerio55 
La ferrovia Isernia Sulmona io la conosco bene, una persona della mia famiglia arriva da quella regione, da quella provincia, da quei paesi persi in mezzo alle montagne, dove il rumore del vento che soffiava veniva interrotto solo dal suono del passaggio del treno.

Per tante generazioni questo mezzo di trasporto a basso prezzo ha rappresentato la speranza del futuro ma anche l'inquietudine di lasciare quel mondo conosciuto e quegli affetti cari, alla volta del mondo.

Sono i paesi degli emigranti, di quelle buone mani che hanno raggiunto la Germania, il Belgio, la Francia, il Regno Unito, l'America del Nord e l'America del Sud, mani in cerca di fortuna, qualche volta trovata, qualche volta solo sfiorata, qualche volta è rimasto un sogno nascosto avvolto in un fazzoletto bagnato di lacrime.

In questi anni in giro per il mondo quanti compaesani ho ritrovato, persone che non conoscevo, ma che basta uno sguardo per riconoscere. Sembra che abbiamo tutti lo stesso sguardo, gli stessi occhi, lo stesso modo di muoversi, lo stesso modo di camminare, ci riconosciamo anche al buio senza parlare.

Sei italiano? Ma se anche tu di? Vero? Incontri casuali e fortuiti a Parigi dentro un bistrot, nella stazione ferroviaria di Colonia, a Londra a Portobello Market, nella stazione della metropolitana di Zurigo, sulle spiagge di San Salvador del Brasile, in uno store a Montreal, nel mercato del pesce di Tokyo.

Ogni volta non mi pareva vero, abbracciavo persone di cui non sapevo nulla, sentivo però quel calore che solo la mia casa mi ricordava, ogni volta ero certo dell'animo che incontravo, solo la fortuna mi ha fatto incontrare i miei compaesani, è come se ognuno di noi si riconosceva nell'altro.

Non c'è stato territorio in Italia dove l'emigrazione è stata più dolorosa come quello del Molise e dell'Abruzzo, emigranti silenziosi, perché abituati al silenzio per generazioni, se queste due regioni per tanto tempo sono state poco note agli italiani ancora di più lo sono stati i loro emigranti, come fantasmi persi e ingoiati dalla terra e qualche volta anche dal mare in Argentina tra i desaperecidos .

Essendo il Molise una regione con il numero di abitanti più piccolo si è sottovaluto il fenomeno dell'Emigrazione in questa zona, altre regioni hanno avuto un numero maggiore di emigranti con la percentuale della popolazione più alta.

Il treno che scandiva i ritmi della giornata

Il treno non è stato solo un mezzo di trasporto, il passaggio del tempo insieme alla campana della chiesa segnava il tempo della giornata.

"è successo tra il suono delle campana di mezzogiorno e il treno delle tre""ci vediamo quando passa il treno per Sulmona del tardo pomeriggio" "l'ho visto passare sotto casa appena passato il treno quello che arriva a Isernia alla 16".

Il riferimento temporale al passaggio del treno ma anche al passaggio del cuore, il passaggio del treno ricordava a chi lavorava in campagna l'affetto dei propri cari figli fratelli compagni amici e la speranza di poterli riabbracciare.

Quante storie questo treno potrebbe raccontare, storie di paese, storie di tante estati e di tanti inverni, storie  di uomini e storie di donne, storie di mamme, storie di figli, storie d'amori persi e mai più ritrovati.

La favola della Zio d'America è vera ma solo uno su centomila, degli altri invece non c'è più nessuna traccia, vite perse e dissolute che si sono volute fare dimenticare.



La ferrovia aperta nel 1892 e chiusa nel 2011

Dagli anni '80 non si va più via, anzi qualcuno ritorna e forse per questo che la tratta è stata chiusa ha smesso di essere il sogno di più generazioni.

La ferrovia Isernia Sulmona venne aperta nel 1892 la prima tratta mentre il percorso intero nel 1897, 128 km  un percorso dal dislivello molto alto dai 400 m si Sulmona ai 1268 m slm di Rivisondoli ( la seconda stazione ferroviaria più alta in Italia dopo il Brennero). Anello di congiunzione che avrebbe dovuto collegare Pescara il Mare Adriatico con Napoli il mare Tirreno. Un opera d' ingegneria ferroviaria, 103 tra ponti e viadotti, e 54 gallerie, tempo di percorrenza circa 4 h.

Dagli anni '80 le condizioni economiche sono migliorate nella zona ed è arrivato un certo benessere che ha favorito la costruzione di strade e la circolazione di più automobili rendendo desueto il viaggio in treno, cosi del 2011 le ferrovie decisero di chiudere la tratta per carenza di viaggiatori (secondo alcuni per la carenza di speranze).

Due associazioni d'amatori, se posso usare questo termine hanno deciso di tenere in piedi la tratta a scopo turistico. Si tratta di una delle più belle zone d'Italia (sono di parte in questo post, lo ammetto) forse meno note e conosciute ma non meno belle. Affascinante d'inverno con la neve d'inverno,  colorato di primavera e d'estate.

Il 17 e 18 maggio 2014 il tronco da Sulmona a Castel di Sangro ha visto la riapertura da parte di Fondazione FS Italiane come ferrovia turistica. 

Successivamente la Fondazione FS Italiane ha avviato un progetto di rilancio dei treni sulla linea, impiegando materiale rotabile d'epoca, in collaborazione con l'associazione Le Rotaie ad essa convenzionata a ai tour operator locali che ne curano l'organizzazione, in sinergia con vari operatori turistici locali. È stato quindi attivato un servizio di treni turistici chiamato Ferrovia dei Parchi.

Un possibile progetto turistico affascinante ma ..

Io ho sempre espresso le mie perplessità sulle ferrovie dismesse riciclate in ferrovie turistiche o ferrovie dimenticate, perché secondo me una tratta ferroviaria ha senso se viene percorsa tutti i giorni, altrimenti diventa solo un' occasione per spendere soldi pubblici, ferrovie sempre in attesa di finanziamenti non vanno bene, diventano delle voraci di danaro pubblico, sono ferrovie che devono finanziarsi da sole, tenerle per percorrerle sette o otto volte in un anno non ha senso e non è economicamente corretto nei confronti della società.

Oggi la tratta viene coperta da autobus e dalle automobile che impiegano di più, io voglio fare un invito alle amministrazioni locali a rivalutare il treno nei spostamenti, inquina meno, quella rete ferroviaria è una risorsa non per il turismo ma per l'intera collettività, questo treno non deve essere per i turisti ma per tutti, per primi devono essere i cittadini locali a comprendere l'importanza di quella ferrovia e non i turisti.

Il progetto turistico per quanto bello e romantico, ha bisogno di continuità, il viaggio di una volta al mese non è una garanzia per costruire un futuro. Ci  deve essere un calendario preciso e referibile, gli operatori turistici devono saperlo un anno prima non una settimana prima.

L'iniziativa di una gita di un giorno non fa turismo 

La zona è poco accessibile sia da Roma che da Napoli si impiega molto tempo per arrivare, il viaggio deve dare la possibilità alle persone di arrivare le coincidenze sono importanti, per un viaggio in giornata. 

Ora l'iniziativa sembra solo pensata per un passatempo locale, per una gita, questo non fa turismo, questa fa  festa, va bene ma poi bisogna costruire professionalità intorno ad un progetto.

Se si viene da lontano è logico aspettarsi la possibilità di passare qualche giorno in qualche località, tranne Roccaraso noto per il turismo invernale, delle altre località si conosce poco anche solo delle possibilità offerte, arrivare a Roccaraso in treno sarebbe un ottimo input al turismo. 

Bello andare lenti ma questo deve avere uno scopo, le ferrovie non sopravvivono per il ricordo ma se sono integrate alla vita e alla società odierna.

Il treno Isernia Sulmona merita attenzione a più livelli

Questa del rivivere il viaggio Isernia Sulmona è una bella idea ma manca un progetto turistico per essere promozione del territorio, come manca un progetto di viabilità in cui questo sia inserito. 

Le potenzialità ci sono ma non basta, è vero che la Svizzera ha fatto dei viaggi in treno un grande business ma questi ci sono tutti i giorni e sono facilmente accessibili e integrati con le altre reti di trasporto e con la rete delle offerte turistiche, dove si percepisce un tutt'uno, non mi risulta che lo sia in Molise come in Abruzzo.

Info le due associazioni:
 Le rotaie 
 Transita Onlus
Organizzano viaggi una volta al mese a più temi

Arrivare a Isernia, da Roma in treno 2, 10 h da Napoli  circa 2,10- 2,35h,
Arrivare a Sulmona da Roma Tiburtina in 3h e da Pescara 1 h

Commenti

  1. Caro Carmine, veramente un bel servizio, molto interessante, quanto ci hai spiegato.
    Io non conoscevo quella ferrovia di Isernia tutto molto interessante.
    Ciao e buon fine settimana.
    Tomaso

    RispondiElimina
  2. sono più o meno 4 h per percorrere l'intera tratta

    RispondiElimina
  3. Interessante come sempre i tuoi servizi buona fine settimana.

    RispondiElimina
  4. Quanti Km. di binari bruciati. Poi ce ne pentiremo. Concordo con la tua visione.

    RispondiElimina
  5. Tu hai ragione se non c'è un vero progetto e che ha senso solo se il treno passa tutti i giorni. Ma se le Ferrovie dicono no, come è probabile, qual è l'alternativa? L'abbandono completo? E' un peccato.

    RispondiElimina
  6. @ ambra

    ci vogliono proposte coraggiose come togliere la linea di autobus che attulmente collega i paesi e lasciare il treno

    il sapere di avere più corse al giorno, le persone trovaranno conveniente invece dell'auto
    utilizzare il treno,

    treni diretti per raggiungere Roccaraso in treno da Napoli bisogna fare 4 cambi basterebbe fare dei treni diretto o per lo meno un solo cambio a Isernia

    senza dimenticare che a volte le stazioni sono fuori dal paese quindi prevedere un collegamento con il paese in coincidenza con arrivo degli orari dei treni

    Il turismo può essere utile ma non può risolvere da solo il problema della dismissione della linea e neanche possiamo fare diventare tutte le linee dismesse museo, abbiamo già mille musei vuoti che non riusciamo a mantenere

    la linea può rivivere solo se inserita in un quadro di mobilità regionale o interregionale

    RispondiElimina
  7. i tuoi pst sono tutti da salvare... grazie Carmine!!!!

    RispondiElimina
  8. E' un post molto interessante sotto diversi punti di vista... credo tu abbia ragione, forse c'è davvero bisogno di fare scelte più sensate e sicuramente più coraggiose.

    RispondiElimina
  9. Anche secondo me "una tratta ferroviaria ha senso se viene percorsa tutti i giorni". In ogni caso una linea come quella da te descritta fa pensare a tanta storia, del costume e del lavoro soprattutto. Ma anche a ricordi e particolari come quelli riportati da Paolo Rumiz qualche anno fa', nel suo viaggio alla ricerca di linee secondarie ancora - all'epoca - in funzione in Italia.

    RispondiElimina
  10. bellissimo post, io non conoscevo questa ferrovia!!!

    RispondiElimina
  11. Anche se non lascio commenti seguo tutti i tuoi post a questo non potevo non commentare,sono di castel di sangro e il treno di cui parli passa da qui ci vorrebbe proprio non solo per i turisti una volta ogni tanto ma tutti i giorni e a diversi orari perche' ci sono tanti ragazzi che studiano a sulmona o a isernia e sarebbero molto agevolati con il treno.Grazie per il post ciao a presto.

    RispondiElimina
  12. Oh Carmine.. che fascino i treni.. che storie, che racconti, che tempo portano con se. Affascinante questo post e sicuramente sarebbe bello percorrere tutta la tratta, con un bel taccuino su cui annotare tutto ciò che il viaggio sussurra.. Grazie!

    RispondiElimina
  13. E' un vero peccato! Ma in Italia le cose si fanno senza la testa, spesso.....
    Serena domenica

    RispondiElimina
  14. Ciao Carmine,
    che viaggio pittoresco, e mette tristezza pensare che non sia più possibile.
    Purtroppo pure qui nel nostro Cantone è successo con 2 linee ferroviarie, quella della Valmaggina fece l'ultima corsa nel 1963, e anche quella della Mesolcina fa solo una corsa l'anno. se ti interessa, trovi i video facilmente su youtube ev contattami via mail che te li mando.
    Buona Domenica,
    Dany

    RispondiElimina
  15. Purtroppo le ferrovie pensano solo ai ritorni economici senza considerare nient'altro. Che peccato non poter più avere la possibilità di fare questo viaggio

    RispondiElimina
  16. non ne avevo mai sentito parlare, grazie per le informazioni, buona domenica !

    RispondiElimina
  17. Complimenti, un post davvero interessante, con una critica costruttiva! E' bello poter venire a conoscenza queste situazioni.
    Ciao
    Alice

    RispondiElimina
  18. Ciao Carmine non conoscevo questo tratto di ferrovia ed e peccato che sia messa in disuso permanente, la stessa cosa successe alla ferrovia Calalzo Dobbiaco il progresso non sempre a portato progresso.
    Buona domenica.

    RispondiElimina
  19. Che bello il ricordo legato a questi emigranti... siamo andati in tutte le parti del mondo a portare la nostra storia e i nostri desideri, le nostre speranze e la nostra buona volontà. Dovremmo pensarci più spesso a quello che eravamo, forse saremmo più capaci di ricostruire anche oggi. Un abbraccio

    RispondiElimina
  20. Non conoscevo questa linea, ma speriamo che arrivi un progetto-proposta che cambi le cose e ristabilisca questa tratta. È bello il tuo post ed è proprio come dici quando si va in giro per il mondo ci si riconosce. Sono amante delle belle tradizioni, complimenti come sempre Carmine per il tuo post, un abbraccio

    RispondiElimina
  21. Che peccato abbandonare le linee ferroviarie.

    Buona domenica! Baci

    RispondiElimina
  22. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    RispondiElimina
  23. si conosce sempre poco del Sud Italia, non sapevo dell'esistenza di un treno tra le vette dell'appennino

    RispondiElimina
  24. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    RispondiElimina
  25. Ciao Carmine, un vero peccato abbandonare tratti di ferrovia.
    Sempre interessante leggere i i tuoi post!!
    Un abbraccio e felice settimana!!!

    RispondiElimina
  26. Coi tempi moderni sono cambiate davvero tante cose, purtroppo i ritmi ci hanno imposto certe scelte....speriamo che si riesca a rivalutare il tutto...

    buona settimana!

    RispondiElimina
  27. Interessantissimo e poi... io sono un grande appassionato di ferrovie. Un salutone, Fabio

    RispondiElimina
  28. Ciao Carmine i miei suoceri sono di Agnone Isernia e hai parlato di luoghi con problematiche che conosco bene...grazie ciao!

    RispondiElimina
  29. Rimango in attesa dei tuoi aggiornamenti per capire se questa interessante iniziativa verrà strutturata meglio... Buon fine settimana!

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Gioielli dinastici, potere prestigio e passione 1700-1950, Parigi Hotel de la Marine fino al 6 Aprile

Una mostra di gioielli per sognare, non sono mai stato un appassionato di gioielli, tantomeno di gioielli dinastici ma sono capitato per caso diciamo la verità, più per curiosità che per altro in questa mostra nel centro di Parigi, presso Hotel de la marine in Place de la Concorde.  © Victoria and Albert Museum, London © Victoria and Albert Museum, London © The Al Thani Collection Il furto al Louvre nel bene o nel male ha riportato in luce l'attenzione sui gioielli dinastici in particolare delle famiglie regnanti europee. In molti palazzi in diverse capitali sono esposti gioielli della Corona, da Lisbona, Londra, Vienna, Mosca ma molti gioielli sono scomparsi in parte sono stati fatti bottino di guerra, venduti e dispersi, una volta i gioielli si componevano e ricomponevano perché era raro possedere pietre dure e diamanti, quelli che vediamo esposti sono solo una minima parte. In Italia i gioielli dei Savoia sono dal dopoguerra lasciati in una cassetta della Banca d'Italia ,...

Gerusalemme, il viaggio spirituale ritrovato (Slow Travel in Jerusalem)

Gerusalemme è la città delle città, ognuno ha una sua immagine di Gerusalemme anche se non c'è mai stato, c'è la Gerusalemme della religione, c'è la Gerusalemme dei libri di storia, c'è la Gerusalemme del cinema, c'è la Gerusalemme della televisione, ma c'è anche la Gerusalemme del nostro cuore non è però la Gerusalemme reale che può riservare delle nuove e belle sorprese. Gerusalemme nel corso della storia non si è costruita una fama di città accogliente, io stesso trenta anni fà, giurai di non tornarci mai più, un ossario pieno di scorpioni, cosi l'aveva definita G. Flaubert , ma complice un viaggio a Tel Aviv, la città di Gerusalemme esercita una forte attrazione come una calamità come resistere? Oggi Gerusalemm e è una città spirituale e una città accogliente, come forse non lo è mai stata, con una sensibilità eco slow da turismo lento, con una importante attenzione all'ambiente, un tram il Jerusalm Light Rail   ...

Roma Slow : Mercato Campo dei Fiori

La settimana scorsa ho deciso di approfittare delle nuove offerte di Italo sulla tratta Milano - Roma, con 2,45 h senza auto e senza aereo, devo dire che è stato comodissimo una distanza accettabile per un weekend. La città di Roma è destinazione turistica da sempre i pellegrinaggi da tutto il mondo hanno sempre affollato la città simbolo della cristianità. Le cronache dei pellegrini, non sono state molto generose sulla città e della sua ospitalità e devo dire che anche oggi si potrebbero scrivere le stesse cose.  Il mio viaggio a Roma non vuole avere nulla di spirituale sono più interessanto a vedere qualcosa di più popolare, l' aspetto gastronomico della città . Non si può non iniziare dai Mercati lo specchio della popolazione locale, così vado verso Campo dei Fiori, il mercato storico al centro della città di Roma, per riuscire a vedere e cogliere lo spirito dei romani a tavola. La piazza Campo dei Fiori è mercato di frutta e verdura dal 1869 , pr...

Route du Mimosa, la strada della Mimosa, da Grasse a Bormes les Mimosas

© Var Tourisme  Percorrere in inverno 130 km puntellati da piante di Mimose in fiore lasciatemelo dire è un grande piacevolezza per la vista, è dalla nascita di questo blog che seguo questo evento, non so dire perchè ma mi piace molto, sarà per via del profumo che si respira tra terra e mare, sarà perché mi sento già in primavera, sarà il colore delle mimose che con il cielo azzurro dà una grande energia, sarà perché vado in giro a visitare le serre e le colline coperte di mimose ma anche tanti piccoli artigiani di miele, formaggi di capra, produttori bio di frutta e verdura, questo percorso mi si è trasformato in una strada molto più ricca, della Mimosa ma anche di tante altre cose buone. Mi sono cosi creato un percorso sulla strada della Mimosa molto personale con indirizzi delle cose più curiose e simpatiche da vedere abbinate al fiore della Mimosa, non è una guida classica ma appunti personali: Grasse : La confiserie Florian  a pochi minut...

Il Carnevale di Mamoiada, la danza dei Mamuthones

Un altro carnevale tradizionale locale, questa volta andiamo in Sardegna , nel cuore della Barbagia a Mamoida , per conoscere uno dei Carnevali più misteriosi, affascinanti in Italia. Il paese di Mamoiada , si trova a pochi chilometri dai monti del Gennargentu e dal Supramonte di Orgosolo , una zona di grande interesse archeologico per la presenza di menhir , come il menhir Sa Perda Pintà  e ben 52 domus de janas con la necropoli più importante di Sa Conchedda Istevene , risalente al Neolitico. Le origini del carnevale di Mamoiada, conosciuto anche come "la danza dei Mamuthones", secondo le fonti più accreditate risalirebbe all'età nuragica, nato come gesto di venerazione degli animali, per proteggersi dagli spiriti del male e per propiziare il raccolto. Esistono diversi interpretazioni sull'origine del Carnevale di Mamoiada , personalmente sono più propenso a pensare che il Carnevale di Mamoiada sia un rituale arcaico d'esorcizzazione legato al ciclo ...

Carnevale di Oristano: Sa Sartiglia e le Zippole

Di fronte alla omologazione del Carnevale, un po' tutti uguali un po' di maschere, un trenino, una samba e molto cattivo gusto, ho preferito in questi anni farvi conoscere quei carnevali che ci parlano della nostra cultura della nostra storia dai   Zusseln di Prato allo Stelvio , le Baio di Sampeyre , questa volta voglio portarvi in Sardegna ed esattamente ad Oristano , dove si svolge uno dei carnevali più originali d'Italia, qui il Carnevale si associa il nome della Sartiglia che si svolge l’ultima domenica e l’ultimo martedì di Carnevale. Non è facile spiegare cos'è la Sartiglia, nessuno ci riesce,  non è solo una festa in maschera, non è solo una manifestazione equestre, non è solo una manifestazione culturale, forse è il simbolo e l'anima di un popolo oppresso che pensa al carnevale come una forma di riscatto nei confronti dei dominatori, una festa dove si riscoprono riti e tradizione che arrivano dal Medioevo al tempo dei Cavalieri. ...

Dimenticare l'inverno: nei giardini d'agrumi tra Etna e il mare Ionio in Sicilia

Gli agrumi con i loro colori delle sfumature d'arancione e giallo sono un ottimo antidoto per dimenticare di essere nella stagione più fredda dell'anno. I giardini più belli d'agrumi da visitare in questa stagione si trovano in Sicilia in particolare sulla costa orientale della Sicilia, tra le pendici dell' Etna e il Mar Ionio dove la flora mediterranea si fonde con le specie tropicali. Gli agrumeti in Sicilia sono ricchi di fiori e frutta quasi tutto l'anno, una particolarità sono le agrumeraie , cioè i giardini o quelle parti di un giardino che viene dedicata alla coltivazione degli agrumi per passione, per bellezza, per piacere o per studio. Si possono trovare delle ricche collezioni d'agrumi da tutto il mondo che sono riuscite facilmente ad ambientarsi al clima della Sicilia. Questa nuova attrazione turistica dei Giardini d'agrumi si aggiunge in questa zona della Sicilia tra Catania e Siracusa famosa per i siti archeologici e lo splendore ...

Salvador de Bahia : un sogno dolce e piccante dal sapore d'Africa e d'America

In questi giorni di fine Gennaio mi è venuta voglia di sole, caldo e d'allegria, in sintesi di Brasile, dall'altra parte del mondo il periodo più caldo coincide con i preparativi del carnevale, non vi voglio portare a conoscere Rio de Janeiro ma Salvador di Bahia la prima capitale del Brasile che vide lo sbarco di Amerigo Vespucci nel 1549. Non ci sono stato recentemente, sono oramai passati dieci anni ma il ricordo è vivo come se fosse ieri, se chiudo gli occhi e penso a Salvador del Bahia mi sembra di sentire ancora una dolce brezza che ti accarezza i capelli sotto gli alberi di cocco su una della spiagge di sabbia dello stato di Bahia . Anche se l'Africa è lontana non si può capire Salvador de Bahia senza pensare all'Africa.  La maggior parte dei suoi abitanti ha origini dall'altra parte dell' Oceano Atlantico, che ha lasciato una traccia incredibile nella cultura della città. Nella religione il culto del candomblè ma soprattutto nella musica e nella...

Mercati Locali : Finale Ligure tutti i giovedi sul lungomare Migliorini

Siete già tutti più o meno in vacanza, chi c'è già stato, chi le sta trascorrendo, chi deve ancora partire ma anche chi magari ci andrà un altro anno.  Questo vuole essere un invito a frequentare i mercati locali delle località dove siete in vacanza ma anche di dove abitate, informatevi dei giorni di mercato e fateci un giro, si possono scoprire tante cose interessanti si possono scoprire qualità di frutta e verdure locali e poco note e non meno buone, ma anche formaggi, pesce, dove qualità locali affiancano qualità presenti da altre regioni. Di passaggio a Finale Ligure , la cittadina della riviera delle palme , mi sono fermato al mercato che si svolge direttamente sul mare della cittadina ligure ed esattamente sul Lungomare Migliorini.  Il mercato si tiene a Finale Ligure il giovedì mattina nella prima parte ci sono soprattutto bancarelle d'abbigliamento, biancheria della casa, pentole, bigiotteria, mentre la parte alim...

Marsiglia, capitale della cultura europea 2013, inaugurazione e guida Go Slow Green Marseille

©  akunamatata   A nche quest'anno sono due le capitali della cultura europea Marsiglia e  Košice in Slovacchia, l'interesse dei media si concentra su Marsiglia una città che durante il corso della sua storia ha alternato momenti fortunati e meno fortunati, negli ultimi anni ha saputo rinnovarsi e con questo evento punta ad avere un ruolo importante come destinazione turistica culturale in Europa. Si è aperto sabato e domenica, con uno spettacolo di luci e colori sul porto, il programma  Marsiglia Capitale della Cultura Europea , e preseguirà per tutto il corso dell'anno. A dire vero non è tanto Marsiglia Provenza 2013 che cambia il volto della città perché il processo di cambiamento è iniziato già da molti anni, fiera la città di Marsiglia  di quel misto unico dei suoi abitanti, francesi, italiani, ma sopratutto di popolazioni originarie delle ex colonie francesi, che negli anni sono affluite con regolarità. Questi si sono integrati...